`The Space Lady’s Greatest Hits´

Autore disco:

The Space Lady

Etichetta:

Night School Records (GB)

Link:

www.nightschoolrecords.com

Formato:

CD / LP

Anno di Pubblicazione:

2013

Titoli:

1) Humdinger 2) Synthesize Me 3) Major Tom 4) Ghost Riders In The Sky 5) Domine, Libra Nos / Showdown 6) Fly Like An Eagle 7) Born To Be Wild 8) I Had Too Much To Dream (Last Night) 9) From The Womb To The Tomb 10) Ballroom Blitz + (solo nel CD) 1) All Shook Up 2) Slapback Boomerang 3) Puttin’ On The Ritz 4) Radar Love 5) 20th Century Fox 6) Shakin’ All Over

Durata:

39:08 + 22:04

Con:

Susan Dietrich Schneider

musica nelle strade

x Otto Barnelli (no ©)

«La Musique... La Musique...
«Où elle était la Musique?
«Dans les salons lustrés aux lustres vénérés?
«Dans les concerts secrets aux secrets crinolines?
«Dans les temps reculés aux reculs empaffés?
«Dans les palais conquis aux conquêtes câlines?
«C'est là qu'elle se pâme c'est là qu'elle se terre la Musique...
«Nous c'est dans la rue qu'on la veut la Musique!
«Et elle y viendra!
«Et nous l'aurons la Musique!
«………..
«Ludwig! Ludwig! T'es sourdingue?
«Ludwig la Joie Ludwig la Paix
«Ludwig! L'orthographe c'est con!
«Et puis c'est d'un très haut panache
«Et ton vin rouge a fait des taches
«Sur ta portée des contrebasses
«Ludwig! Réponds! T'es sourdingue ma parole!
«..........
«La Musique... La Musique...
«Où est-elle aujourd'hui?
«La Musique se meurt Madame!
«Penses-tu! La Musique?
«Tu la trouves à Polytechnique
«Entre deux équations, ma chère!
«Avec Boulez dans sa boutique
«Un ministre à la boutonnière
«Dans la rue la Musique!
«Music? in the street!
«La Musica? nelle strade!
«Beethoven strasse!»
(Léo Ferré)

Quando ebbe avvio questa no-zine s’era deciso che la piccola promozione rappresentata dal disco top doveva essere preclusa a ristampe, dischi con materiale d’archivio e dischi di cover, tutto questo in linea di massima e con le dovute eccezioni, e appare oggi sostanzialmente difficile spiegare questo top dedicato ad una raccolta di canzoni inseribile in tutte e tre le categorie elencate. Eppure l’occasione è troppo ghiotta per dribblarla o fare orecchi da mercante.
The Space Lady (aka Suzy Soundz e all’anagrafe Susan Dietrich Schneider) appartiene alla cosiddetta categoria degli artisti di strada, categoria che ha ospitato musicisti celebri come Moondog, Baby Dee, Kaki King e altri, oltre alla moltitudine rimasta oscura e ai tanti che sono stati busker anche per un solo giorno.
Le sue prime tracce le troviamo a Boston, città in cui si esibiva con una fisarmonica nelle stazioni della metropolitana, e poi a San Franciso dove – dopo che la fisarmonica le venne rubata o così pare - si comprò una tastiera casiotone. È lì che, usando tutti i trucchi permessi da quel giocattolino, dalla fine degli anni ’70 a tutti gli ’80 intrattenne i passanti con un repertorio fatto di cover, celebri e meno celebri, cantate con una voce impersonale, svogliata e un po’ meccanizzata, comunque personalizzate e adattate in perfetto stile space. Alcune di quelle canzoni vennero registrate per essere vendute ai più curiosi sotto forma di cassetta e/o CD-R. Fra queste c’erano Major Tom, una canzone di Peter Schilling che riprendeva il personaggio reso celebre da David Bowie in hit famosi come Space Oddity e Ashes To Ashes, Ghost Riders In The Sky, un successo country scritto da Stan Jones e ripreso poi da molti fra i quali anche da Johnny Cash, Fly Like An Eagle di Steve Miller, Born To Be Wild e I Had Too Much To Dream (Last Night), che non dovrebbero avere bisogno di presentazioni, All Shook Up di Elvis, 20th Century Fox dei Doors, Shakin’ All Over di Johnny Kidd & The Pirates, resa celebre da Guess Who, Who, Led Zeppelin, Iggy Pop e altri, Puttin’ On The Ritz di Irving Berlin, e altri titoli meno noti.
La prima volta che Space Lady fece capolino nel music business fu quando, nell’anno di grazia 2002, la sua versione di I Had Too Much To Dream (Last Night) venne inclusa nella compilation “Songs In The Key Of Z: The Curious Universe Of Outsider Music Vol. 2”, dedicata dalla Gammon Records ai cosiddetti outsider (nel “Vol. 1” comparivano The Shaggs, Jandek, Captain Beefheart, The Legendary Stardust Cowboy, Daniel Johnston….).
Oggi è l’inglese Night School Records che si assume il compito di sottrarre alla polvere questo ben di dio, in pratica tutto il CD-R che Susan Dietrich aveva autoprodotto intorno al 1990, per consegnarlo alla storia, o più precisamente a una storia un po’ più ufficiale e un po’ meno oscura di quella che finora se n'era occupata, anche sull’onda di un’influenza esercitata dalla ‘donna spaziale’, direttamente o indirettamente, su musiciste al momento blasonate quali sono Julia Holter ed Ela Orleans (per quest’ultima vedi l’articolo ladies of the canyon pubblicato recentemente su questa stessa no-zine).
Recentemente, sulla scia della piccola notorietà raggiunta, la non più giovanissima Susan Dietrich ha girato il mondo esibendosi in gallerie d’arte, salotti chic e spazi museali come se si trattasse di una rarità archeologica… così avrà finalmente guadagnato qualche meritato doblone, però che tristezza!!!!!!!!!
«Dans la rue la Musique! Music? in the street! La Musica? nelle strade! Space Lady strasse!».


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Data Recensione: 21/3/2015
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