`Nothing Changes No One Can Change Anything, I Am Ever-Changing Only You Can Change Yourself´

Autore disco:

Fushitsusha + Peter Brötzmann

Etichetta:

Utech Records (USA)

Link:

www.utechrecords.com

Formato:

3 CD

Anno di Pubblicazione:

2014

Titoli:

1) A Seldom-seen Means Of Displacing Humiliation A Trembling Time Surely Glimpsed Far Ahead 2) Give Me Back All That Was Me Here Where I Left My Soul Awhile 3) Ango (1996 ver.) Entering Into Depths Where Meaning Cannot Exist / 1) Layer Upon Layer Of Missing Answers Swirl In Circles Speaking To Me "Still You Ask Why?" They Say 2) Hazama / 1) Now able to know fear Can we become more exalted than the gods? Since they have stopped in place 2) Acchi - Children Of Joy Overflowing Omae - You Who Still Breathed Nattanjanai - Akin To This

Durata:

175:31

Con:

Keiji Haino, Yasushi Ozawa, Jun Kosugi, Peter Brötzmann

b e s t i a l e

x Nicola Di Stia (no ©)

È straordinaria la capacità dimostrata da Haino Keiji nel colonizzare i marchi discografici di culto. Ora, dopo averci girato a lungo intorno, è la volta della Utech Records e, per soddisfarne le necessità, ha tirato fuori dal cassetto addirittura le registrazioni di un concerto avvenuto nel lontano 1996. L’etichetta del Wisconsin, così allettata, si è sbilanciata pubblicando addirittura un triplo CD racchiuso in una confezione extra-lusso.
Un concerto dei Fushitsusha, nella loro line-up più longeva e più nota, con Peter Brötzmann a dare manforte, fate mente locale, registrato in tempi insospettabili quando io e molti di voi non conoscevamo ancora Haino Keiji, quando i post(icci) non conoscevano neanche Brötzmann, quando il tedesco e il giapponese non avevano registrato il disco in duo “Evolving Blush Or Driving Original Sin” e quando la stessa Utech Records non era neppure nata. L’operazione, se fosse stata architettata in Italia, avrebbe tutte le caratteristiche del truffaldino (e dietro ad essa ci sarebbe di sicuro qualche ministro, sottosegretario, parente o amico casuale).
La confezione – ne è passato di tempo da quando la Utech faceva solo CD-R racchiusi in grezze copertine di cartone marronastro – è poi talmente splendida che non la vorresti aprire a causa della paura di rovinarla.
Una volta vinto l’impulso più recondito da collezionista, aperto l’involucro e inserito il primo CD nel lettore è facile capire che non c’è truffa, ma la Utech è già di per se un simbolo di garanzia, e che si tratta di un acquisto imprescindibile. L’ascolto complessivo delle quasi tre ore di musica conferma appieno, se addirittura non rafforza, la prima impressione.
Nel primo disco, dopo una lunga introduzione del batterista, hanno buon gioco quelle atmosfere torride e spinose, cme il cardo che occhieggia dalla confezione, tipiche di un gruppo che, non a caso, cita i Blue Cheer come antipigmalioni.
Nel secondo disco impazza il sassofonista, spesso incitato dal vociare tribale degli altri, che non disdegna neanche passaggi rilassati, piuttosto atipici nella poetica broetzmaniana.
Il terzo disco mostra l’aspetto più malato, dilatato e souledelico del trio nipponico che, prima di catapultarsi nella cacofonica impro collettiva del finale, ci delizia con un suo standard hard-garage.
La sensazione è che tutti i lunghi titoli racchiudano comunque uno o più stralci estrapolati dalle pagine più storiche del gruppo (Here, ad esempio).
Se volete farvi un bel regalo non dovete far altro che entrare nel sito dell’etichetta, cliccare sul bottoncino Buy Now relativo al disco ed esborsare i non eccessivi 30 $ più spese di spedizione (per l’Italia 13 $), per un totale di 32-33 € ... gli 80 eurini regalatevi da Renzi bastano e avanzano …


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Data Recensione: 18/4/2015
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