`The Calendar´

Autore disco:

Sparkle In Grey

Etichetta:

Grey Sparkle (I), Lizard Records (I), Old Bicycle Records (CH), Under My Bed Records (I), Moving Records (I), Gattolino Books (I)

Link:

www.greysparkle.com
www.lizardrecords.it
oldbicyclerecords.blogspot.com
www.undermybed.org
www.movingrecords.it
gattolino.net

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2014

Titoli:

1) Januarius / Spheniscidae 2) Februarius / Mugil Cephalus 3) Martius / Formicidae Latrelle 4) Aprilis / Delphinus Delphis 5) Maius / Columba Livia 6) Junius / Pan Paniscus 7) Quintilis / Onymacris Unguiculatus 8) Sextilis / Hippopotamus Amphibius 9) September / Ciconia Ciconia 10) October / Sula Sula et Sula Nebouxii 11) November / Homo Sapiens Sapiens (Just Like Anything) 12) December / Glis Glis 13) ?

Durata:

53:57

Con:

Alberto Carozzi, Franz Krostopovic, Cristiano Lupo, Matteo Uggeri, Eugenio Maggi, Luca Bergero, Gaia Margutti, Francesco Giordani, Alessandro De Nito, Letizia Sechi, Alessandra Spinetti, Marco Dalpiazzo, Alessandro Pipino, Tea Batilova, Daria Salomakha

batti il ferro finché è caldo

x Rino Scodavolpe (no ©)

La sigla Sparkle In Grey iniziò a comparire fin dai primi anni 2000, dapprincipio come emanazione del solo Hue (Matteo Uggeri) e poi trasformatasi a delineare un autentico gruppo formato da quattro entità (con l'aggiunta di Alberto Carozzi, Franz Krostopovic e Cristiano Lupo), gruppo provvisto comunque di quella elasticità in grado sia di farlo restringere e allargare a fisarmonica sia di fargli mutare sembianza. Animalizzandoli, in sintonia con questo disco, li si potrebbe paragonare a quelle specie che cambiano colore a seconda delle stagioni e/o dell’ambiente circostante, oppure a un cane che aggredisce lo stesso osso in punti e da angolazioni diverse.
È solo nel 2008 che hanno pubblicato quello che può essere considerato il loro primo disco, quel “A Quiet Place” accolto bene ma non certo con entusiasmo, tanto che ci sono poi voluti ben tre anni prima di dare un seguito a quel flash iniziale, un seguito che però, conseguendo un’accoglienza molto più calorosa rispetto al suo predecessore, ha aperto al gruppo milanese nuove prospettive. “Mexico” del 2011 rappresenta così la chiave di volta per los cuatro che, sfruttando la legge del «batti il ferro fin che è caldo», stanno adesso viaggiando al ritmo di un’uscita discografica all’anno, e tale ritmo, essendo il metallo battuto ben più prezioso del ferro, non sembra comunque essere foriero di troppa abbondanza.
“The Calendar” viene presentato come il loro disco acustico e, di conseguenza, racchiude non poche novità rispetto ai suoi predecessori (a quelli già citati va aggiunto “Thursday Evening” del 2013) rispettando comunque un mood ormai ben riconoscibile (ecco il canis lupus familiaris linneaus che rosicchia l’osso, o la lepus timidus e il Chamaeleonidae Rafinesque che cambiano livrea e/o colore restando comunque lepre e camaleonte). Un’amica, ascoltandolo, ha osservato che gli faceva venire a mente l’immaginare di una vecchia Londra fumosa (grey = fumo di londra). In effetti strumenti come ukulele, sega, fisarmonica e cornamuse, tanto per citarne alcuni, insieme alle voci udibili in October / Sula Sula et Sula Nebouxii fanno molto musicapopolare, e c’è pure un richiamo diretto al folk (esattamente nel rifacimento della Just Like Anything di Jackson C. Frank), anche se le vecchie influenze dark-wave e/o industrial sono comunque tutt’altro che sopite.
A tratti sembra di sentire Four Tet in combutta con i King Crimson, quelli della quarta incarnazione con Cross al violino e la chitarra arpeggiata di Fripp (sparkle = sono un fanatico del suono sporco creato dalle dita della mano sinistra che scivolano sulle corde). Più in generale sembra di percepire influenze della Penguin Café Orchestra e dei Durutti Column.
Il disco è concepito come un calendario, con dodici brani dedicati ai dodici mesi, ma ad ognuno di questi è associata la figura di un animale in modo da definire anche una specie di «carnaval des animaux» al cui interno non viene risparmiato neppure l’Homo Sapiens Sapiens (animalizzazione). A ogni animale, e quindi a ogni mese (come nei calendari di «frate indovino»), c’è poi associato un motto, che vuol essere anche un incitamento e un consiglio («Bonobos have sex in several combinations often without reproductive aims. They tickle each other and play blind man’s buff. Embark on a caress campaign right now»).
È presente anche un tredicesimo brano senza titolo … forse a ricordo di quelle tredicesime mensilità che si vanno facendo sempre più risicate o, chissà, forse a rappresentare il Gennaio dell’anno successivo presente in chiusura di molti calendari. Aspettiamo e vedremo.
Un limitatissimo numero di copie, solo 25, è stato messo in vendita con allegato un secondo CD, “Whispering The Calendar by Sparkle in Grey”, contenente una versione grezza e primitiva dei dodici brani (e con in aggiunta, oooops, anche il poster con un calendario-gioco). L’immagine di copertina del CD plus, diversa per ogni copia, rappresenta animali dalla doppia fisionomia, e ciò m’ha fatto ricordare il bellissimo disco “Canzoni di… muccalle, pecodrilli, cignatte, schimpechi, porchigli & C.” di Antonella Bottazzi (contenente canzoni per bambini).
Memoria, magia, gioia e rivoluzione.


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Data Recensione: 26/7/2015
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