`Matter´ // `Folklor Invalid´

Autore disco:

Looper // Nikos Veliotis

Etichetta:

Monotype Rec. (PL) // Antifrost (GR)

Link:

www.monotyperecords.com
www.antifrost.gr
www.loopersite.com
ingarzach.com
www.martinkuchen.com
www.nikosveliotis.com

Formato:

LP // CD

Anno di Pubblicazione:

2013

Titoli:

1) Slow 2) In Flammen 3) Alignment 4) Our Meal // 5) Folklor Invalid

Durata:

36:00 ca // 41:50

Con:

Ingar Zach, Martin Küchen, Nikos Veliotis // Nikos Veliotis, Bella Fuzz, Natasha Giannaraki, Nalyssa Verde, Anastasis Grivas, Simos Kakalas, Yorgia Karidi, Thanos Kois, Kouza Dimitra, Elena Mavridou, Danae Stefanou

dal silenzio al caos

x Father Ralph (no ©)

Se leggete questa no-zine con attenzione e assiduità dovreste già conoscere sia i Looper sia Nikos Veliotis. In caso contrario cazzi vostri, la possibilità di trovare informazioni l’avete, così non starò qui a menarvela per l’ennesima volta con vita, morte e miracoli dei baldi musici coinvolti.
I Looper sono in assoluto uno dei più grandi gruppi attivi nei circuiti della musica improvvisata e “Matter” rappresenta l’inutile conferma di questo dato di fatto. Sobrio fin nella confezione - non ci sono informazioni a proposito dei musicisti, degli strumenti utilizzati, della data e del luogo di registrazione – si propone all’ascolto con logiche silenti e circolari. Soffi di vita, palpitazioni impercettibili e materiali pulviscolari di varia natura sussurrano strenuamente per non lasciarsi sopraffare dal silenzio. Sembra azzeccata anche la soluzione minimale scelta per la confezione, e non solo perché rispecchia il carattere della musica ma anche perché non sarebbe comunque possibile discernere, nell’economia di questi fruscii, da quale degli strumenti usati i vari suoni vengono prodotti. Fa legge a se Our Meal, ultima delle quattro piste, che a confronto dei movimenti che l’hanno preceduta appare addirittura sinfonica. Acquisto ultraconsigliato.
È la stessa logica, quella che in “Matter” protende verso il nulla, a puntare verso quel rumore e quell’esplosione che contraddistinguono “Folklor Invalid”. Seppure il display del lettore segni 1, il brano può essere suddiviso in almeno tre parti, intercalate da brevi frazioni di silenzio. La prima parte, una breve introduzione, è basata su una lunga nota bassa che traccia il percorso. Nella seconda parte quella nota cresce di volume e intensità, si arresta e riparte, assume consistenza, si sfilaccia in rizomi di rumore, colonizza lo spazio circostante e sembra voler esplodere, ma l’esplosione vera e propria è rimandata alla terza parte, quando un coro bianco di grida inintelligibili si amalgama con l’incedere del violoncello, e anche adesso la deflagrazione non è netta, nitida, ma dilatata nel tempo e senza soluzione di continuità. “Folklor Invalid” è un disco molto duro, impenetrabile, assolutamente non godibile, molto concettuale … tutte qualità apprezzabili da un pubblico piuttosto ristretto, motivo per cui mi guardo bene dal consigliarlo a tutti … in pratica, solo per i più avventurosi … gli altri si soffermino su “Matter”.


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Data Recensione: 6/5/2015
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