`Entomologia´ // `Peyrano´

Autore disco:

Luciano Chessa

Etichetta:

Skank Bloc Records (CH)

Link:

skankblocrecords.wordpress.com/

Formato:

CD // CD-R

Anno di Pubblicazione:

2013 // 2011

Titoli:

1) Croda 2) Orlon 3) Peppa è pazza 4) Flash 5) Pianetics 6) Sul Viale delle Olimpiadi 7) Dubbio 8) O. G. 9) O. A. 10) La foce 11) La bugia 12) Visi 13) Il cubo 14) Opel 15) Siepi 16) Coincidenze 17) Samara 18) Carpe 19) Renoir 20) Stelleradio 21) Dottor Strange 22) Insetti nell’ambra // 1) Strelitzie 2) Il primato 3) Peppa 4) Vetro 5) Il pedone dell’aria 6) Peyrano 7) Carpe 8) Ulisse coperto di sale 9) Gin e ginepri 10) Parallelepipedo 11) Renoir 12) Analfabeta 13) Ardi pure 14) Peyrano 15) Polinesiano 16) Anticaglie 17) Samara 18) Il paguro 19) Peyrano 20) Stelleradio 21) Palla

Durata:

68:38 // 54:59

Con:

Luciano Chessa, Andrea Agostini, Andrea Lubino, Andrea Valentini, Emanuele Vissani, Theresa Wong, Marco Rausa, Alberto Piras // Luciano Chessa, Andrea Agostini, Andrea Lubino, Marco Rausa, Andrea Valentini, Emanuele Vissani

dal passato verso il futur(ismo)

x Teresa Norcini (no ©)

Nel 1997 Luciano Chessa ottenne un grande successo, almeno fra gli addetti ai lavori, con il suo disco d’esordio “Humus” pubblicato su Destination X Records. Poi l’avvicendarsi degli eventi lo ha portato in America, dove ha continuato a pubblicare materiali su Strawberry Hill Records, e di lui si sono un po’ perse le tracce.
In verità vi dico che non conosco quel primo disco ma, dal momento che il periodo di registrazione è più o meno lo stesso di questi che sto recensendo e dal momento che molti dei titoli che v’erano contenuti compaiono anche qui (Carpe, Il paguro, Dottor Strange, Analfabeta, Parallelepipedo, Visi, Il cubo, Polinesiano, Stelleradio e Insetti nell’ambra), non dovrebbero esserci grandi differenze di stile fra “Humus”, “Peyrano” e “Entomologia”. Gli stessi “Entomologia” e “Peyrano” hanno dei brani in comune, quattro per l’esattezza (naturalmente si tratta sempre di versioni differenti), ma i due dischi si differenziano soprattutto perché il secondo è la ristampa di un CD precedentemente edito negli Stati Uniti mentre il primo è una raccolta di materiali inediti piuttosto disomogenei, fra i quali ci sono anche registrazioni fatte in pubblico al Link, al Vereda e al Praga Caffè di Bologna, a Berchidda e ad Alghero, oltre a un pezzo di provenienza molto più recente registrato a Berkeley (spero non mi sia sfuggito nulla).
Va detto che lo spazio di una recensione è estremamente stretto per esaurire la disamina di due dischi pur circoscritti all’aspetto più rock di un autore che, per la cronaca, è rivestito da più pelli. Chessa s’è infatti diplomato al conservatorio e laureato in storia della musica, il tutto nella città di Bologna, e ha effettuato un lavoro di ricerca su Luigi Russolo, e sui suoi intonarumori, per la University of California Press. Nel 2013 questo suo lavoro ha ottenuto anche un riconoscimento discografico presso la belga Sub Rosa che ha pubblicato il doppio vinile “The Orchestra Of Futurist Noise Intoners”, con lo stesso Chessa impegnato a dirigere gente del calibro di Pauline Oliveros, Blixa Bargeld, Mike Patton, Ulrich Krieger, Margareth Kammerer, Ellen Fullman e altri. Tutto questo per limitarsi all’essenziale.
Ma in “Entomologia” e “Peyrano”, come s’è detto, c'è il Chessa rock e raramente si scivola in cose che fanno pensare alle sue altre pelli: giusto le tre riprese di Peyrano, che potrebbero essere benissimo frammenti tratti da un disco di musica contemporanea, e poco d’altro. E si tratta anche di un rock che lascia il segno per la sua natura molto spontanea, diretta e coinvolgente, di stampo quasi garage, ciò nonostante la preparazione di stampo accademico del suo autore. I testi in italiano portano con se impressioni di Lolli Bennato Gaetano Battiato Camisasca Della Mea Cattaneo Camerini Graziani Dalla, di quest’ultimo viene anche ripresa Ulisse coperto di sale, ma si tratta sostanzialmente di suggestioni perché qui i modelli sono decisamente di tipo non cantautorale. I riferimenti maggiori sembrano essere Syd Barrett e i Kinks (non sono forse Interstellar Overdrive e You Really Got Me a essere prese in prestito, o citate, in Strelitzie e Carpe), e proprio di Barrett viene anche riproposto Opel. L’impostazione va da uno stile semiacustico alla R.E.M. ad uno elettricamente più spinto, a sfiorare territori punk – post punk d’indole Fugaziana. Fra le eccezioni ci sono Croda (canto montano a cappella), Sul Viale delle Olimpiadi con Theresa Wong al violoncello (è il brano più recente, del 2013, e sta sulla via della dissonanza), Dubbio (new wave in odore di Kraftwerk o Devo), le delicatissime Samara e Gin e ginepri (la seconda su parole di Giosuè Carducci e la prima con riferimento alla versione contenuta su “Peyrano”) e Siepi (un lungo arpeggiare di chitarra alla Fahey). Su tutto aleggia sempre il sospetto di un’attitudine lo-fi.
Attenzione anche ai testi: fra il surreale, il visionario e il montaggio burroughsiano.
Se su Luciano Chessa hanno inteso spendere buone parole anche Mike Watt e Lee Ranaldo, credo che la sottoscritta possa aggiungere poc’altra farina del suo sacco.


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Data Recensione: 21/3/2015
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