`Goodmorning Utopia´

Autore disco:

VeiveCura

Etichetta:

La Vigna Dischi (I)

Link:

www.lavignadischi.it

Email:

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2014

Titoli:

1) Persepolis 2) Ad Astra 3) Utopia Pt. I – II – III (Baggio) 4) Nei Tuoi Occhi Legno 5) Young River 6) Utopia Pt. IV – V (Atlantica) 7) Oxymoron 8) Utopia Pt. VI – VII (Marsili) 9) Goodnight Utopia

Durata:

34:19

Con:

Davide Iacono, Salvo Scucces, Salvatore Puma, Jonas David, Andrea Iozzia, Peppe Schillaci, Pietro Giunta, Claudio Giunta, Sergio Battaglia, Armando Barni, Jascha Parisi, Graziano Giunta, Chiara Scucces, Giuseppe Cassaro

sognando la California

x Fulvio Frangipani (no ©)

“Goodmorning Utopia”, nonostante il contributo alla sua realizzazione venga da un gruppo forte di ben 14 musicisti, può essere inteso come il frutto di una fuga solitaria del solo Davide Iacono. Sue le canzoni, in linea di massima, sua la voce, quando c'è, e suo il pianoforte che, onnipresente, traccia le linee guida. Nonostante l’ottimo comportamento, soprattutto da parte delle chitarre di Salvatore Puma e Jonas David e dei fiati arrangiati, al pari degli strumenti a corda, da Salvo Scucces … nonostante l’ottimo comportamento tenuto, in definitiva, da tutta la squadra, nessuno può togliermi dalla testa che qualora, in fase realizzativa, fossero stati utilizzati soltanto i pochi elementi messi a disposizione da Davide Iacono il risultato finale non sarebbe peggiorato affatto e forse sarebbe, chi lo sa, addirittura migliorato.
“Goodmorning Utopia” è una suite, o un concept se preferite, dove il tutto è tenuto insieme astrattamente dal concetto di utopia, con tutta la mitologia che ci sta dietro, e concretamente dai tre intermezzi che da quel concetto prendono il nome.
Pertanto pare logico che anche musicalmente si viaggi in sintonia con quegli elementi che hanno un po’ rappresentato, nella contemporaneità, il perpetuarsi del vagabondaggio alla ricerca di una probabile chimera e il rifiuto di rinunciare a sognare.
Innanzi tutto la psichedelia, pertanto morbida, con i suoi derivati del tipo Kosmische Musik, quale sogno hippie di un ritorno alla natura primigenia e all’innocenza del paradiso terrestre. In secondo luogo il progressive, quale sogno di una musica totale senza frontiere stilistiche e/o territoriali.
In terzo luogo l’elettronica, quale sogno di un’umanità liberata dalle piaghe del lavoro, della fatica e della povertà.
In quarto luogo la new age (perché borbottate, cosa avrà mai fatto di male questa new age se tutte le volte che viene citata avete da ridire!), quale sogno di un benessere fisico e spirituale.
In ultimo l’intimismo, quale speranza di una comprensione da parte degli altri che, nella realtà, si dissolve continuamente nella foschia al pari di un’isola immaginaria.
È questa la realtà, o meglio l’illusione, che m’è trasmessa dall’ascolto di “Goodmorning Utopia”. Se siete interessati fate pure sosta altrimenti passate oltre … verso i giardini di marzo del punk … del garage … del noise … dell’hardcore … e della disillusione.


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Data Recensione: 10/4/2015
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