`Apocalypse Town´

Autore disco:

The Gentlemen’s Agreement

Etichetta:

Subcava Sonora (I)

Link:

www.subcavasonora.com
www.facebook.com/TheGentlemensAgreement

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2014

Titoli:

1) Leit Motiv #1 - Incubo 2) Moloch! 3) Il Milione 4) Dire… DIRETTORE 5) Rumore su rumori 6) Prendi! Mordi! Vivi! 7) Leit Motiv #2 - Consapevolezza 8) KABOOM! Chiude la fabbrica 9) I piedi lo sanno 10) Leit Motiv #3 - Risveglio 11) Adeus 12) Come l’acqua 13) Il tempo del sogno 14) Leit Motiv #4 - Evoluzione

Durata:

42:15

Con:

Raffaele Giglio, Antonio Gomez, Il Gibbone, Mauro Caso, Pepo Giroffi

punk d’autore in forma di operetta

x Dario Egizio (no ©)

Spirito punk in forma di operetta.
Un rompicapo.
Un caso nel quale la valutazione complessiva non può prescindere, oltreché dall’aspetto strettamente musicale, da elementi quali l’iter produttivo e il tema trattato.
L’iter produttivo è forse l’aspetto più interessante anche se, visto che il disco è stato pagato attraverso il sistema del baratto, mi sembra difficilmente riproponibile. Comunque, per chi si trova nella situazione giusta, può rappresentare un’idea. Tenete conto che si tratta di un sistema di scambio mai completamente abbandonato, nelle mie zone si vanno a raccogliere le olive in permuta di una ricompensa in olio, e che sta nuovamente tornando in uso.
Nel nostro caso il gruppo ha lavorato per un mese alla costruzione di una delle sale nel Sud Est Studio di Guagnano in cambio del libero accesso per le registrazioni. In baratto della disponibilità nella gestione di un club i ragazzi hanno poi ottenuto un appartamento all’interno di un Lanificio del Cinquecento, dove hanno vissuto ed effettuato le prove per tutta la durata delle registrazioni. La confezione del CD, poi, è stata fatta in collaborazione con la serigrafia della Facoltà di Architettura di Napoli in cambio di un concerto all’interno della Facoltà stessa (tutte queste notizie sono riprese dai flyer dei promoter e spero di averle interpretate correttamente).
L'etichetta discografica, infine, ha rinunciato al padronato SIAE e diffonde tutte le proprie produzioni in Creative Commons e, seppure non sia la prima etichetta italiana in assoluto ad abbracciare il regime del copyleft come viene erroneamente riportato nel comunicato stampa, si tratta comunque di una scelta coraggiosa e innovativa.
Il disco tratta della vita alienante nella fabbrica e nella città industrializzata e della fuga, dapprima onirica e poi reale, del soggetto operaio, fuga che porta al crollo del sistema e alla rinascita di un mondo più a misura d’uomo. A scandire i passaggi da uno scenario all’altro ci sono dei Leit Motiv strumentali. Le parti vocali soliste (nel caso di testi da interpretare in prima persona) sono sempre sottolineate e/o intervallate da parti corali (per i testi dalle caratteristiche impersonali) e uno dei difetti del disco, riscontrabile in tutta l’operistica rock, sta in quelle forzature inevitabili laddove si vuol mettere in scena una trama ad ampio respiro.
Un elemento molto interessante è in una strumentazione che, oltre ai classici chitarra contrabbasso basso elettrico batteria e percussioni, si avvale anche di strumenti autocostruiti e di utensili della fabbrica, oltreché dei fiati di Pepo Giroffi, ottimo soprattutto quando dà voce al sincopato scoreggiare del sax baritono (uno strumento piuttosto inusuale in ambito rock).
La musica è indubbiamente in sintonia sia con il tema trattato sia con la strumentazione utilizzata, e include elementi derivati da industrial, psycho-soundtrack, musiche latine, jazz … ma ci sono anche riferimenti al bit italiano degli anni Sessanta (Rumore su rumori) e alla più classica canzone cantautorale (Il tempo del sogno).
Non convincono appieno, oltre alle forzature, la mollezza delle soluzioni sonore e la poca incisività delle parti cantate, cosicché grinta rabbia e angoscia troppo raramente escono fuori (Prendi! Mordi! Vivi!).
Il giudizio complessivo non può essere comunque che largamente positivo.


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Data Recensione: 21/10/2015
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