`Birch´

Autore disco:

Zero Centigrade

Etichetta:

OBS (RUS)

Link:

abser1.narod2.ru/

Formato:

CD-R

Anno di Pubblicazione:

2013

Titoli:

1) Birch

Durata:

26:25

Con:

Tonino Taiuti, Vincenzo De Luce

things we like

x Giacomo Bruci (no ©)

La musica degli Zero Centigrade, come la betulla del titolo, sembra ondeggiare mossa dal vento.
Due chitarre acustiche (*) che dialogano e si intrecciano, molto rarefatte, intersecandosi con linee di feedback, fintanto che la distorsione si fa predominante, restando motivo conduttore e unico, comunque armoniosamente modulata, sfaccettata per colori e profondità, affresco e scultura allo stesso tempo, per poi tornare brevemente, nel finale, al dialogo iniziale, a chiudere una struttura dalla chiara impostazione circolare (e minimalista, seppur non ripetitiva).
Vorrei proprio capire perché un disco così deve essere pressato in poche copie – 65! - da una piccola casa discografica Russa (ma sarebbe lo stesso se Giapponese, Americana, Egiziana o Svizzera) e non trovi nessuno, in Italia o all’estero, disposto a pubblicarlo in un CD audio con un vestito ricco - anche se non più bello 'ché questo monocromo alla Burri è notevole, allettante e pieno zeppo di annotazioni. So bene che i dischi non si vendono, ma la resa a priori è la peggior sconfitta che possa esistere.
Voi, lettori, fareste comunque bene a fiondarvi immediatamente alla ricerca di “Birch”, ‘ché il rischio è davvero quello di arrivare tardi e non trovarne più nemmeno una copia in circolazione.

(*) Vorrei scrivere «due chitarre acustiche elettrificate» ma non oso; ho ancora ben presente la querelle fra un giornalista della rivista inglese “Wire” e Derek Bailey, quando il primo scrisse che si trattava di strumento elettrificato, a proposito di un disco di Bailey con la chitarra acustica in feedback, e il musicista rispose con una lettera al giornale che lo strumento non era affatto elettrificato (ma in ogni caso, per avere del feedback, un utilizzo di elettricità ci deve pur essere, dico io!?!!)… comunque non sono ancora riuscito a capire come cazzo si fa a mettere in feedback una chitarra acustica e, anche se la questione non ha molta importanza nella valutazione di un disco personalissimo e (a dir poco) splendido, spero che gli Zero Centigrade seguano l’esempio dello scomparso chitarrista inglese e inviino una missiva chiarificatrice.

Ps: puntuali giungono le precisazioni di Vincenzo De Luce e, altrettanto puntualmente, pubblichiamo la sua e-mail ringraziandolo a nostra volta.
«Ciao Giacomo,
grazie mille a te, mi fa piacere che “Birch” sia stato un buon ascolto. Colgo l’occasione per risponderti sulla querelle “elettrificazione” della chitarra. Nel nostro caso, una delle due chitarre è dotata di un pickup ed il feedback è generato dalla semplice vicinanza della chitarra all’amplificatore. L’altra acustica è priva di elettronica ed il feedback, meno “muscolare” del precedente, è ottenuto dal contatto del microfono con la buca della chitarra. Credo che Bailey (il disco in questione suppongo sia “String Theory”, suddiviso in brani per feedback elettrici ed acustici) abbia utilizzato quest’ultimo sistema in cui l’elettricità c’è ma non coinvolge direttamente lo strumento.
Quanto alla questione etichette, non so che dirti… in ogni caso, non demordiamo e speriamo in futuro di avere maggior fortuna.
Cari saluti e a presto,
Vincenzo
»


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Data Recensione: 6/4/2015
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