`Era una gioia appiccare il fuoco´

Autore disco:

Roberto Tardito

Etichetta:

MTR (I)

Link:

www.robertotardito.com
www.eraunagioiaappiccareilfuoco.com
www.fondoambiente.it
www.ilrifugiodegliasinelli.org

Email:

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2014

Titoli:

1) Era una gioia appiccare il fuoco 2) Roberto non è in casa 3) Severamente vietato 4) Ora come ora (l’artigiano del ferro lavorato) 5) La ferita 6) Comme une fleur avant la saison 7) Gaia 8) Tagliamo la corda! 9) Coppia con la testa piena di nuvole 10) Mela marcia 11) Se c’è una cosa che amo

Durata:

48:15

Con:

Fabrizio Barale, Claudio Fossati, Riccardo Galardini, Max Gelsi, Guido Guglielminetti, Simone Lombardo, Milen Slavov, Roberto Tardito

un cantautore sospeso fra tradizione e modernità

x Mário Tecido (no ©)

Ecco s’avanza uno strano cantautore.
Estremamente colto, sia per quanto riguarda l’aspetto letterario sia per quanto riguarda l’aspetto musicale, Tardito si esprime attraverso testi e suoni mai banali, utilizzando con competenza una strumentazione che attinge indifferentemente alla tipica tradizione occidentale, a ciò che viene definito come ‘etnico’ e al mondo dell’elettronica.
La struttura delle canzoni sembra fare riferimento ai folclori anglosassoni, e non solo perché la consolle è condivisa fra l’autore e Fabrizio Barale, ma non mancano i riferimenti al passato cantautorale nazionale: in particolare sembra di sentire il ‘raspo’ di Rino Gaetano, il rappato morbido di Lorenzo Cherubini, il falsetto di Ivan Graziani, la metrica di Fabrizio De André … ma il punto di riferimento principale lo trovo in Ivano Fossati, non solo perché buona parte dei musicisti hanno recentemente fatto parte del gruppo di quest’ultimo ma proprio grazie a quell’approccio colto che ho sottolineato sopra.
Nonostante ciò Tardito vive in quel limbo destinato ai musicisti che, nel bene e nel male, vengono poco chiacchierati.
Troppo undrground per piacere al pubblico telemaniaco e troppo mainstream per piacere agli ascoltatori più specializzati. Troppo complicato per piacere agli amanti della musica leggera e troppo leggero per piacere agli appassionati della sperimentazione sonora. Troppo anglofilo per piacere a chi cerca la classica melodia italiana e troppo latino per piacere a chi soffre di anglofilia. Troppo classico per i modernisti e troppo moderno per i classicisti … e potrei continuare ancora per molto.
Eppure è proprio in questo suo ‘non essere’ che risiede il fascino di un personaggio che, con “Era una gioia appiccare il fuoco”, oggi supera ampiamente il traguardo delle dieci pubblicazioni (comprendendo singoli, EP e antologie).
Sapere, poi, che sponsorizza il “Fondo Ambiente Italiano” e, soprattutto, “Il rifugio degli asinelli” lo rende ancor più meritevole del nostro rispetto.


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Data Recensione: 18/4/2015
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