`Nina´

Autore disco:

Laura Copiello

Etichetta:

Blue Serge (I)

Link:

www.blueserge.it
www.lauracopiello.com

Email:

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2013

Titoli:

1) Images 2) Don’t Let Me Be Misunderstood 3) Lilac Wine 4) Backlash Blues 5) Black Is The Colour 6) Nina 7) Four Women 8) Don’t Smoke In Bed 9) Strange Fruit 10) My Baby Just Cares For Me 11) Mississipi Goddam 12) Ne Me Quitte Pas 13) Come Ye

Durata:

68:31

Con:

Laura Copiello, Claudio Conforto, Dudú Kouate, Danilo Gallo, Moulaye Níang

magica Copiello….

x e. g. (no ©)

Troppo jazz per chi ascoltava il rock e troppo rock per chi ascoltava il jazz. Troppo blues per chi ascoltava il pop e troppo pop per chi ascoltava il blues. Troppo soul per chi ascoltava la musica afro e troppo afro per chi ascoltava il soul. Troppo folk per chi ascoltava il gospel e troppo gospel per chi ascoltava il folk. E, soprattutto, troppo scomoda per tutti.
Questa è stata Nina Simone, in vita come ora che è morta.
Appare quindi estremamente importante questo CD che, a dieci anni dalla sua scomparsa, la padovana Laura Copiello dedica alla rilettura di alcune classiche interpretazioni della cantante afroamericana.
Interpretazioni che, in quanto tali, diventano materia propria della Copiello alla stessa maniera in cui a suo tempo erano diventate proprietà della Simone.
Entrando in una cronaca più dettagliata è evidente come l’irruenza della Simone è qui trasformata in garbo e delicatezza, basti ascoltare le immagini d’apertura cantate a cappella.
L’accoppiata creata dalla cantante con il pianista Claudio Conforto, poi, fa piuttosto pensare agli splendidi duetti fra Jeanne Lee e Ran Blake. Così vengono sfogliate pagine immortali come Don’t Let Me Be Misunderstood, Black Is The Colour, Four Women, Strange Fruit(*) e Mississipi Goddam.
Fa legge a parte Nina, un tradizionale afro arricchito da una sezione di percussioni – Moulaye Niag e Dudù Kouate - e cantato in primis dal senegalese Niag, detto anche Muranero perché ha saputo appropriarsi delle tecniche vetrarie della laguna per creare gioielli perlacei che racchiudono i colori della sua terra d’origine.
Le percussioni ricorrono anche in Backlash Blues, Ne Me Quitte Pas e Come Ye. Nella prima parte di Backlash Blues, in particolare, la Copiello ricorda quel modo di alternare cantato e semirecitato tipico di Joni Mitchell, se pure nello svolgimento del brano voli poi su tonalità che per la folk singer americana risulterebbero proibitive.
Da segnalare, infine, c’è la presenza di Danilo Gallo al basso in Don’t Smoke In Bed e Strange Fruit.
Un disco utile come lo è stata l’esistenza di Nina Simone ed elegante come la confezione che lo racchiude.

(*) Ritengo che la versione di Strange Fruit sia l'unica cosa poco riuscita del disco, in quanto la cantante cerca un suo ritmo senza trovarlo, finendo con il drammatizzare eccessivamente e inutilmente una canzone già di per se drammatica... e poi, purtroppo per chiunque voglia cimentarsi con questa canzone, la versione di Billie Holiday è davvero inarrivabile.


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Data Recensione: 10/2/2014
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