`Hornbread´

Autore disco:

Werner Durand & Victor Meertens

Etichetta:

Solar Ipse (I)

Link:

solaripse.altervista.org

Email:

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2013

Titoli:

1) Hornbread 2) Honey Too 3) Breadman 4) Dough 5) Crust

Durata:

72:47

Con:

Werner Durand, Victor Meertens

terza ottima uscita per solar ipse

x Francesco Botarelli (no ©)

Puntiamo nuovamente i riflettori su “Solar Ipse” che, in realtà, non è tanto un’etichetta discografica quanto una fanzine che occasionalmente pubblica anche qualche disco.
Si tratta quindi di una situazione nella quale, al fine di effettuare una pubblicazione, deve esistere una forte motivazione e dalla cui porta, di conseguenza, difficilmente se ne escono materiali di semplice routine.
Ciò vuol dire qualità, come abbiamo già osservato recensendo “Ujamt / Harmony Hammond” di Nils Rostad, una dote che confermiamo anche in questa occasione.
Per inciso: se preferisco il CD di Rostad a questo è solo un problema di gusto personale e sono certo che molti lettori avranno sicuramente più a cuore le avventure di questi due artigiani teutonici.
“Hornbread” è infatti un’autentica primizia, discograficamente parlando, dacché la collaborazione fra Meertens (chitarre elettriche percosse con archetti) e Durand (strumenti a fiato autocostruiti e altre mercanzie speziali) iniziò quasi 20 anni fa, e le stesse registrazioni qui proposte risalgono agli anni 2003-04 / 2007. Il disco, piuttosto variegato, non è facile da inquadrare, ma può sicuramente piacere a chi segue il minimalismo chitarristico di bestie come Oren Ambarchi, Alan Licht e Michael J. Schumacher, per fare dei nomi, ma anche a chi è appassionato di materiali extra quali le musiche dei nativi australiani, dei monaci tibetani e/o degli sciamani siberiani.
Ancora una volta, quindi, la Solar Ipse presenta qualcosa che si pone molto al di sopra della semplice curiosità e va a coprire la produzione di artisti poco (o per nulla) trattati nella pur consistente mole di uscite discografiche che inquina quotidianamente il pianeta.
Caso mai vorrei aggiungere due parole sull’attitudine della Solar Ipse, che pur piacendo mi sembra destinata a soccombere su più fronti: da una parte quello rappresentato dalla crisi del mercato discografico e dall’altra quello rappresentato dalla concorrenza agguerrita delle numerose piccole etichette, a causa della quale questi CD rischiano di disperdersi all’interno di un oceano d’uscite spesso men che mediocri. Mi chiedo: ne vale la pena?
Non sarebbe più utile concentrarsi sulla rivista e pubblicarla con un CD allegato, non una cosa a cazzo di cane come quelli inclusi in una rivista modaiola come The Wire ma una compilation legata agli argomenti trattati come una volta faceva la superba “Banana Fish”.
E comunque, a esser sincero, non so quanto il mio consiglio può essere buono, dal momento che “Banana Fish” ha già da tempo chiuso i battenti.
Tempi duri per tutti.
In bocca al lupo.

Ps: Le note diramate dall’editore consigliano un ascolto in cuffia che, data la mia idiosincrasia per gli auricolari, non sono riuscito a effettuare.


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Data Recensione: 17/7/2014
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