`Jo Ha Kyū´

Autore disco:

Gaspar Claus

Etichetta:

Modest Launch (J) / Important Records (USA)

Link:

modestlaunch.com/
www.importantrecords.com

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2013

Titoli:

1) Jo Ha Kyū + / 2) First Contact # 1 3) First Contact # 2 4) First Contact # 3; oppure + / 2) First Contact # 4 3) First Contact # 5

Durata:

31:08

Con:

Gaspar Claus, Eiko Ishibashi, Keiji Haino, Kakushin Nishihara, Ryuichi Sakamoto, Hirochimi Sakamoto, Sachiko M, Otomo Yoshihide, Leonard Eto, Kazutoki Umezu, Kazuki Tomokawa

a buon intenditor...

x Enza Frenos (no ©)

«Basta la parola», così recitava Tino Scotti in uno storico carosello per la pubblicità del confetto Falqui.
Basta la parola, viene da pensare osservando il cast di questo disco che allinea la crema della musica sperimentale giapponese.
Dietro un nome così herzoghiano com'è Gaspar Claus, e non chiedetemi se è uno pseudonimo perché non lo so, si cela un violoncellista francese figlio d'arte, essendo infatti il padre Pedro Soler un noto chitarrista di flamenco.
Pur coprendo una posizione da novizio nel panorama musicale, credo che abbia al suo attivo solo un LP in coppia con il genitore, il Gaspar ha realizzato una piccola impresa radunando sotto lo stesso ombrello una combriccola così poco compunta e silenziosa.
Sarà il risultato di una grande intraprendenza, di nepoismo trasmigrato alla musica di ricerca o di precoci qualità riconosciutegli a livello globale?
L'ascolto di Jo Ha Kyū sembra dar ragione all'ultima ipotesi.
Ma di cosa si tratta?
Un incontro scontro fra uno degli strumenti più importanti della musica classica occidentale e la tradizione musicale dell'estremo oriente?
Un concerto per violoncello ed ensemble elettroacustico?
Una sinfonia noise?
Una polifonia minimalista?
Una suite progressive futurista?
La colonna sonora per un rito sciamanico?
Probabilmente in “Jo Ha Kyū” c’è un po’ di tutto ciò, anche se poi il risultato complessivo esula dalle singole componenti per involarsi verso quegli spazi definibili soltanto come ‘musica moderna’.
La presa d'atto dei nomi coinvolti e degli strumenti utilizzati può aiutare nel capire qual è la reale dimensione che si respira nel disco: pianoforte, pianoforte preparato, biwa (un liuto derivato dal cinese pipa), chitarra, sax soprano, violoncello elettrico preparato, taiko (tamburo giapponese del tipo non a clessidra), giradischi, sine wave e voci, oltre al violoncello dell'autore, sono gli elementi che concorrono nella messa a punto di quest'opera che si scompone-ricompone intorno ai concetti di musica, danza, teatro, letteratura e cerimonia rituale.
I tre termini del titolo, come spiega l’autore nelle note, stanno a indicare i tre movimenti nei quali si suddivide la suite: introduction o penetration, tear e endless acceleration.
Le edizioni giapponese e americana differiscono nella confezione, in adeguamento ai gusti correnti dei due pubblici: molto prog la prima, una kitscherie che rimanda alle prime opere di gruppi come King Crimson e/o Genesis, ed elegantemente nipponica la seconda. Diversa anche la scaletta che, oltre alla composizione che titola il disco (33 minuti e 17 secondi), presenta dei primi approcci diversificati, nei quali il violoncellista francese improvvisa dei duetti con alcuni dei musicisti coinvolti: rispettivamente con Sachiko M, Eiko Ishibashi e Keiji Haino nell’edizione giapponese (First Contact # 1, # 2 e # 3) e con Hirochimi Sakamoto e Otomo Yoshihide in quella americana (First Contact # 4 e # 5). Le versioni in vinile presentano solo la suite Jo Ha Kyū, divisa nei due lati, e il download per i bonus (solo quella giapponese), mentre i primi 100 LP su Important sono in vinile trasparente e contengono il poster con l'immagine di copertina dell'edizione su Modest Launch.
Questo è uno di quei casi nei quali il CD è preferibile al vinile, e la scelta fra l’edizione giapponese e quella americana può essere fatta in base al numero dei bonus e/o in base a quanto vi sono graditi i musicisti protagonisti di quegli stessi bonus.
È tutto.


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Data Recensione: 19/5/2014
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