`The Jackals´

Autore disco:

Ravenna Woods

Etichetta:

autoprodotto (USA)

Link:

ravennawoods.net/

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2013

Titoli:

01) Eidetic 02) Live Alone 3) All us Liars 04) Outerworlds 05) Border Animals 06) Gone in a Week 7) The Jackals 08) Dark 09) Brother 10) You Missed it Burn 11) Kenya 12) Nightrunners 13) Voices 14) Centralia

Durata:

46:10

Con:

Chris Proff, Brantley Duke, Chris Cunningham, Matt Badger, Sam Miller, Jeff King, Jacob Anderson, Ian Williams

semplicemente il mio disco dell’anno 2013

x Matteo Uggeri

Li ho scoperti qualche anno fa grazie a una compilation mp3 online che raccoglieva free tracks in giro per la rete. Cantavano un pezzo chiamato proprio Ravenna Woods, che spiccava in mezzo alla normale mediocrità del resto. Visto il nome ho pensato fossero italiani, invece stanno nella mitica Seattle, dove pare ci sia un parco che porta il nome della città romagnola che ha dato i natali ad Adriano Zanni.
I loro dischi si ascoltano liberamente su Bancamp, e il precedente “Valley of the Headless Men” mi ha spinto al primo e finora unico acquisto di musica digitale online, dato che il CD pareva inesistente o irreperibile. Per questo “The Jackals”, invece, con un po’ di sforzi son riuscito a farmi dire da loro come prenderlo (CD Baby).
E di qui in avanti potrei sommergervi di aggettivi roboanti per descrivervi quello che per me è semplicemente il disco più bello uscito nel 2013, quantomeno per quel che ho sentito. Il genere è un indie folk rock che in sé potrebbe non avere nulla di originale, ma il modo in cui è scritto, suonato e prodotto è semplicemente grandioso. Vero: la voce ha un timbro che richiama pericolosamente Chris Martin dei Coldplay, ma senza quell’odioso autocompiacimento e con una verve da far impallidire Marylin Manson. Le trame melodiche che si dipanano sulle ritmiche scandite dalla chitarra acustica regalano note di piano, xilofono e sporadici archi e fiati, per non parlare di quando interviene anche una chitarra elettrica, come nella bellissima Border Animals. Ma è la batteria il tratto che rende speciali i Ravenna Woods: Matt Badger ha fantasia, potenza e ottime idee. Pesta sui tamburi come un matto ignorando quasi i piatti, tanto che mi vengono in mente i Bauhaus di pezzi come The Man with the X-Ray Eyes.
Se poi vogliamo trovare un responsabile al fatto che questo disco è praticamente impeccabile, io additerei Chris Proff, l’uomo che dietro al mixer ha costruito un disco di suoni misurati e potenti al tempo stesso. Sentitevi la cavalcata finale di Centralia con le sue sovrapposizioni vocali e ditemi che ne pensate.
Non male nemmeno le grafiche del digipack a tre ante a cura di Melodie Smith, molto curate e in stile fumetto horror, adeguate a restituire l’atmosfera infine piuttosto cupa e minacciosa di questo bosco romagnolo. O americano.


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Data Recensione: 31/10/2014
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