`The angular acceleration of light in the unsound mind of my uncle dead in Michigan´

Autore disco:

Harps of Fuchsia Kalmia

Etichetta:

Reverb Workship (GB)

Link:

harpsfuchsiakalmia.webs.com/discography.htm
www.reverbworship.com/2.html

Formato:

CD-R

Anno di Pubblicazione:

2009

Titoli:

1) Tropical sun in two men standing across the border (to Emil Nolde) 2) How short the passage between death & life (to Peter Doig) 3) Soon all togheter will be forgotten, Sir (to Gérard Garouste) 4) Of time, of spaces and of all other unspekable objects (to Franz Kline) 5) God come to me but I was sleeping (to Evariste Vital Luminais) 6) Appuntamento ad ora insolita (to Robert Kushner) 7) Excursion on the earth of the rural population in times of disaster (to Richard Buckminster Fuller) 8) Sometimes a cat in the street leads you into deep (to Neil Jenney) 9) Cigarettes, motels, red eyes and other parts of night (to Barnett Newmann) 10) Excursion on the earth of the rural population in times of disaster p. II (to Ad Reinhardt)

Durata:

51:58

Con:

Salvatore Borrelli, Valerio Cosi

no-folk o nu-folk? Al lettore l’ardua sentenza…

x e. g. (no ©)

Salvatore Borrelli, alias (etre) aka Harps of Fuchsia Kalmia è sicuramente un tipo piuttosto polemico e puntiglioso… quale arena migliore per fare qualche piccola polemica, quindi, se non la recensione di un suo CD. S’è soliti (io per primo) chiamare queste musiche folk-qualcosa, ma fino a quando la prossima rivoluzione copernicana non cambierà totalmente il nostro linguaggio e il nostro vocabolario la parola folk ha un significato ben preciso: [Di persona, oggetto, fenomeno che esprime l’anima più autenticamente popolare di una cultura, e spec. La sua componente di protesta contro le ingiustizie sociali o le convenzioni: cantante f. Musica f., genere nato nei paesi anglosassoni, e rapidamente diffusosi, che riprende e sviluppa attualizzandoli i temi tradizionali della protesta contadina e popolare in genere.]. Può essere considerato come folk un disco realizzato nel chiuso di una stanza e diffuso nella quantità di 75 copie? Ad ognuno di voi la sua risposta. Secondo me dell’essenza folk manca proprio quello che è il retroterra sociale e, volendo essere pignoli, il folk dei nostri anni si dirige in tutt’altre direzioni.
Secondo me le radici reali (quelle cioè che stanno nell’attitudine del musicista e non nei canovacci utilizzati) di dischi come questo vanno cercate in quello che a suo tempo venne definito come isolazionismo, da una parte, e nell’opra di un maestro come John Fahey (che non era tanto folk quanto uno sperimentatore sul corpo del folk), dall’altra. E dico tutto questo in termini tutt’altro che negativi.
Ma vedo in tutto ciò anche una certa ombra di o’rourkismo, cioè la tendenza a fare esclusivamente della copisteria, e questo che all’autore apparirà come un complimento è visto dal sottoscritto come un elemento niente affatto positivo, se non addirittura una fra le cose più infime successe alla musica negli ultimi 10 anni (nota: ma l’infido O’Rourke non appariva nelle prime raccolte dedicate all’isolazionismo e non è stato fra i primi a riportare all’ordine del giorno il nome di John Fahey?).
È comunque triste stare a spulciare sul fatto che un disco sia folk o meno, pop o meno, sperimentale o meno, e quindi vale la pena di soffermarsi sulla constatazione che “The angular acceleration of light in the unsound mind of my uncle dead in Michigan” è soltanto, nulla di più e nulla di meno, un disco di uno degli alias utilizzati da Salvatore Borrelli. E, fra quelli che ho avuto il piacere di ascoltare, è il migliore. Cosa c’è di diverso rispetto al precedente “Burning With Your Old Joy In The Terminal Sun” (che avevo comunque elogiato su queste stesse colonne)? All’apparenza nulla è cambiato. In realtà ci sono tutta una serie di piccoli particolari rivelatori di variazioni tanto ‘inconsistenti’ all’apparenza quanto ‘fondamentali’ nella sostanza, variazioni che danno un buon contributo nel sabotare quella che recensendo il disco precedente avevo definito come «carenza di dinamiche». Particolari che vado ad individuare in una maggiore essenzialità dei brani (10 in circa 52 minuti contro i 5 in 47 minuti dell’altro disco), in una distribuzione più indovinata degli strumenti utilizzati, nell’uso della voce in termini più ‘classici’ (qui ci sono delle vere e proprie canzoni) e nell’uso, se pure limitato, di un elemento esterno qual è il sax di Valerio Cosi. Per un risultato che appare infine come un figlioccio ibrido dell’improbabile copula fra Incredible String Band e Beck. Dei primi la forma libera delle strutture e la dilatazione onirica delle atmosfere. Del secondo una certa ‘stonatura’ di stampo narcolettico. Per me, e mi ripeto, fra quelli che ho ascoltato questo è il miglior disco in assoluto del Borrelli. Fatevi sotto.


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Data Recensione: 25/1/2010
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 Archivio dell'anno 2010 ...

`Il crollo della stufa centrale´  

`Folkanization´  

`Babirussa Capibara´  

`Compassione e risentimento´  

`Improvisations 1-4´  

`C'est la dernière chanson´  

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`At The Cut´  

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`Erimos´ // `Kapnos´  

`A Guide To The Music Of The 21st Century´  

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`Anche i Cinghiali Hanno la Testa´  

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`Lamo La Stiabe´  

`To Humble a Nest´ // `Days´  

`Voices´  

`When The Rains Come´ // `Live at Cox 18, 17-10-2009´  

`Cono di ombra e luce´ // `Serendipity´  

`Sicotronic Records´  

`Il tempo dei lupi´  

`Someday I will be called upon regarding matters of tone - Collected Works: Volume One´  

`Dead man’s bones featuring the Silverlake conservatory of music children’s choir´  

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`The mutant affair´ // `Le politiche del prato´  

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`Il Nuovo è Al Passo Coi Tempi´  

`Ode´  

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`Yawling Night Songs´  

`Maddalena, Maria´  

`Twig and Twine´  

`Qui Jiang Lu´  

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`III° Tagofest´  

`Sliptong´ // `Hazentijd´  

`Agaspastik´ // `Zero Centigrade´  

`Sui´  

`Black Lotos´ // `Silence Is The Only Music´ // `We Were The Phliks´ // `Celestial Flowings´  

`Infininiment´  

`La musica rock-progressiva europea´  

`La Vergine e la Rivoluzione´  

`da nessuna parte´  

`L’ultimo re´ // `Live at Arci Blob´  

`Distances´  

`ん´  

`Protoplasmic´  

`Doves Days in Palermo´ // `Diospyros´ // `Hyaline´  

`We’ve tried nothing and we’re all out of ideas´  

`Il fuoco´  

`24/01/2010´  

`Rrrruuuunnnniiii´  

`The carpenter´  

`Populargames´  

`Helen Money´ // `In Tune´  

`Holy Broken´  

`Orastanne´ // `Live @ LHUBrificio´  

`Ovations´  

`Rid the Tree of its Rain´  

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`E’ltica, Sermony Your Nihilism´  

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`Kreuzung Zwei (Creatura Per Creaturam Continetur)´  

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`Multitude´  

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`Ai Piedi del Monte´  

`Seasick Blackout´  

`Mid Summer At The Winters´  

`In Absentia´  

`15 Improvisations for Solo Electric Guitar´ // `12 Improvised Compositions for Solo Electric Guitar´  

`Alle Basi della Roncola´  

`Scarnoduo´  

`Dna ep´ // `Hangover the top´ // `Made flesh´ // `Three hundred´  

`Sequens´ // `Hums´  

`Im Not As Good At It As You´  

`From The Wooden Floor´  

`Electric babyland´  

`Durée´  

`Volume 3 - r.u.g.h.e.´ // `Volume 4 – Onde´ // `Volume 5 - Demon Cycle, 1-9´  

`Progress/Regress´  

`Beurk´  

`Songs About Music´  

`In due corpi´  

`Tempesta di fiori´  

`Alive and Rising´ // `III´ // `Malelieve´  

`Yellow´ // `Drawings / Back To The Plants´ // `Alchemy´  

`Sold Out! (25 Soundtracks)´  

`Chicken Feet (Live at the Bimhuis)´  

`Never Pet A Burning Dog´  

`Low Sun / High Moon´  

`Phonometak #7´  

`Tube Overtures´  

`Music in Four Movements´  

`The City Of Simulation [14 audio-visual poems]´  

`Waiting For The Darkness´  

`L'isola´  

`Clan´  

`Our Prayer´ // `Up To Earth´  

`Harold Nono / Hidekazu Wakabayashi´  

`Tajga´  

`Techno Lovers´ // `Karel Thole´  

`Instruments of the Devil´