`Guano padano´ // `Musica per Ciarlatani Ballerine e Tabarin´

Autore disco:

Guano Padano // Camillocromo

Etichetta:

Important Records (USA) // Ass. Cult. Undueumpa (I)

Link:

www.myspace.com/guanopadano
www.camillocromo.it

Email:

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2009

Titoli:

1) Guano padano 2) A Country Concept 3) El Divino 4) Epiphany 5) Bull Buster 6) Ramblin’ Man 7) Jack Frost 8) Del Rey 9) Danny Boy 10) Tromp Valley 11) El Divino (alternate version) // 1) Una favola blu 2) Il tango delle pulci 3) La Giostra 4) I found my love in Cuccureddu 5) Del tango non mi stango 6) Punto & Buster 7) Calypso 8) La famiglia Omegas 9) Cicaleggio 10) I pinguini del mare di We#!*?l 11) Bellafisa

Durata:

50:39 // 46:44

Con:

Alessandro "Asso" Stefana, Zeno De Rossi, Danilo Gallo, Gary Lucas, Alessandro Alessandrini, Bobby Solo, Chris Speed, Piero Bittolo Bon, Alfonso Santimone, Riccardo Pittau, Enrico Gabrielli, Stefano Roveda, Maria Vicentini, Daniela Savoldi // Alberto Becucci, Enrico Chiarini, Francesco Masi, Rodolfo Sarli, Gabriele Stoppa, Francesca Taranto, Felice Pantone, Francesco Canavese, Roni Beraha, Leonardo Pacini

calorie jazz & suggestioni filmiche

x e. g. (no ©)

Ecco a voi due dischi che, pur non avendo nulla di particolarmente originale, sono fatti con tutti i crismi, spruzzano qualità da tutti i pori e si fanno ascoltare che è un piacere. E due progetti che, pur partendo da punti disparati e muovendosi in direzioni diverse, hanno in comune l’idea di rivitalizzare vecchie forme strumentali quali il piccolo combo (Guano Padano) e la piccola banda paesana (Camillocromo), ed hanno in comune anche due grandi passioni quali sono il grande cinema e il grande jazz.

Il progetto solista di Alessandro “Asso” Stefana, che aveva già prodotto un CD per Important Records, si trasforma oggi in progetto collettivo comprensivo del batterista Zeno De Rossi e del contrabbassista Danilo Gallo, in una triangolazione che ricorda la classica formula del power trio, anche se la loro musica si scinde nettamente da quella storicamente associabile a tale formula. Blue Cheer e Cream vengono infatti saltati d’acchito, nel novero delle influenze, mentre l’interesse dei tre va a posarsi su quelle tradizioni americane chiamate country, jazz, blues e rock’n’roll. Il dato di fatto principale è che lo stile chitarristico di “Asso” non fa pensare tanto agli ‘assi’ del genere quanto al tocco di Ry Cooder e alle progressioni di Marc Ribot. Quindi, alle influenze già riportate, aggiungerei quella scena jazz newyorchese che gira intorno a locali come il Tonic e la Knitting Factory, e a stabilire un ulteriore contatto con questo jazz downtown c'è una sezione ritmica che in quella scuola ha sicuramente i suoi punti di riferimento... e c'è pure la presenza di Gary Lucas in A Country Concept e Chris Speed in El Divino (alternate version). Con Cooder (ma anche con vari musicisti downtown) è condivisa anche la passione per il cinema e per le colonne sonore. In particolare sono i vecchi lavori di Ennio Morricone a turbare i sogni dei Guano Padano, tanto che i tre hanno dimesso dalla 'gabbia' Alessandro Alessandrini, celebre uccello fischiante in alcune storiche musiche western, per utilizzarlo in ben due pezzi (El Divino e Bull Buster). Se ne deduce che una certa attenzione è rivolta anche alle tradizioni di casa nostra e la conferma, sempre andando a spulciare la lista degli ‘ospiti’, arriva puntuale con il recupero della splendida voce di Bobby Solo (al quale solamente l'handicap di dover sottostare alle leggi dell’italico mercato ha impedito di raggiungere traguardi ancor più considerevoli di quelli raggiunti) per l’interpretazione della Ramblin’ Man di Hank Williams (e, a questo punto, mi viene da fantasticare a come potrebbe essere un disco del Bobby nazionale con l’accompagnamento dei Guano Padano...). A dare ulteriore respiro al disco c’è la presenza, in alcuni brani, dei fiati di Piero Bittolo Bon e Riccardo Pittau, dell’organo di Alfonso Santimone e degli archi di Stefano Roveda, Maria Vicentini e Daniela Savoldi (questi ultimi arrangiati da Enrico Gabrielli). E da tutto questo popò di roba ne esce fuori un disco dal respiro internazionale, ulteriormente valorizzato in tal senso dall'essere realizzato per il marchio statunitense Important Records. Ed è chiaro che il gruppo ha grandi possibilità concertistiche potendo essere ben accetto sia all'interno della circuitazione jazz sia all'interno di quella legata al rock indipendente.

Purtroppo questa situazione favorevole non si riproduce per i Camillocromo, orchestrina toscana che si presenta con un secondo disco dalle vesti più elaborate del precedente ma, comunque, prodotto ancora amatorialmente sotto casa. Il fatto è che, pur stando i riferimenti principali nel jazz e nel cinema (com’è per Guano Padano), i Camillocromo fanno parte di quel movimento che sta rinnovando il concetto di banda paesana e che al suo interno annovera nomi già mitici quali la Banda degli Ottoni a Scoppio, la Banda Roncati, i Fiati Sprecati e la Titubanda. Ma la musica per banda, a fronte di un notevole successo di piazza, viene ancora considerata dagli acquirenti di dischi (categoria per altro in estinzione) come musica di serie B. Peccato, perché quella della musica per bande è una tradizione longeva e importante. Presente già nell’antica Roma, ha comunque rivestito una certa importanza anche nella musica contemporanea, non solo perché è uno di quegli elementi originari che sono andati a costituire il jazz, ma anche perché autori contemporanei importanti come Charles Ives, Misha Mengelberg, Albert Ayler, Anthony Braxton, Igor Stravinsky, Beatles, Tom Waits e molti altri si sono cimentati nella composizione di musiche tipicamente bandistiche.
Logicamente, nel caso dei Camillocromo, jazz vuol dire New Orleans e, in quanto a cinema, i riferimenti sembrano spostarsi dall’accoppiata Morricone - Leone a quella Nino Rota - Federico Fellini. Ma l’occhio dei camillocromi spazia oltre a tutto questo, dalla tradizione delle musiche circensi ai ritmi latini di derivazione afro, alle musiche balcaniche, ai tanghi argentini e alla tradizione delle musiche da strada in generale (e non solo delle musiche, visto che nel tango delle pulci viene citato il gioco della morra). Ben apprezzabili anche gli interventi degli ospiti Felice Pantone, che colorisce di svolazzi operistici La Giostra e La famiglia Omegas con la sua sega canterina, Francesco Canadese, il cui banjo rende spiritate e spiritose Punto & Buster e I found my love in Cuccureddu, e il tandem Roni Beraha - Leonardo Pacini, che con i loro strumenti ad arco sanno donare un tocco di romanticismo alla conclusiva Bellafisa. Spettacolari battaglie di strumenti a fiato, in girotondi di botta e risposta all'ultimo sangue, break malandrini e melodie irresistibili a ruota libera sono gli elementi che rendono “Musica per Ciarlatani Ballerine e Tabarin” godurioso e irresistibile.


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Data Recensione: 15/7/2010
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 Archivio dell'anno 2010 ...

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`Alive and Rising´ // `III´ // `Malelieve´  

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`Waiting For The Darkness´  

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