`Tibi´

Autore disco:

Paolo & Nanni Angeli

Etichetta:

ReR MEGACORP (GB)

Link:

www.paoloangeli.it/
www.myspace.com/paoloangeli
www.nanniangeli.com/

Formato:

Dual Disc

Anno di Pubblicazione:

2010

Titoli:

1) Linee 2) Linee in Transizione (Desired Constellation) 3) Ferri 4) Ferri in Transizione (Tra una gamba e l’altra) 5) Mani 6) Ritagli di Tempo 7) Persone e Forme (Specchi d’arancia) 8) Bucato (Etterbeek) 9) Misteri (Stabat – Tibi)

Durata:

77:42 + 77:42

Con:

Paolo Angeli, Nanni Angeli

indy(spensabile)

x e. g. (no ©)

Sto leggendo un libro intitolato “Harry, rivisto”. Cosa c’entra? C’entra, perché questo disco potrebbe intitolarsi “Angeli, rivisto”. Potrebbe ma non può. Non può perché nella realtà non si tratta di un disco di Paolo Angeli, ma di una collaborazione fra il musicista sardo e il fratello, il fotografo Nanni Angeli.
Il supporto che veicola materiale così prezioso è un dual disc, cioè un compact grafito su entrambi i lati, il CD audio da una parte e il DVD audio-video dall’altra.
Nella parte audio Angeli rivisita in parte il suo repertorio, attraverso un percorso che parte da “Linee di fuga” e attraverso quella che nella musica elettronica verrebbe definita come un’operazione di remixaggio, solo che la memoria di base non è in un qualsiasi supporto ma nella mente dello strumentista sardo e lo strumento di manipolazione non è un mixer ma la sua ghitarra preparata che, nel frattempo, è stata anche oggetto di una tesi di laurea (www.youtube.com e www.youtube.com). Si tratta quindi di un viaggio storico rivisto da quello che è oggi Paolo Angeli, in nuove registrazioni in presa diretta al Teatro San Leonardo di Bologna. Alcune riprese video vanno poi ad arredare la parte video, in alternanza e combinazione con gli scatti/riprese di Nanni Angeli, che raccontano della preparazione della sei corde attraverso immagini riguardanti la costruzione, i particolari tecnici e il funzionamento. Viene così a formarsi una rete in cui colore e bianco/nero, staticità e movimento si amalgamo a meraviglia dando un ritratto dello strumento e del musicista attraverso una serie di dettagli utili anche a chi lo ha già visto (magari anche più d’una volta) esibirsi in concerto.
Tutto ciò fa che “Tibi” possa essere considerato indispensabile. La bellezza del disco, e l’affetto che da sempre ci lega ad Angeli, ci hanno spinto a completare la recensione con una breve intervista a bruciapelo con Paolo Angeli:

. Facci un commento a freddo su questo tuo nuovo disco?
“Tibi” è un progetto a due voci, in cui 10 anni di scatti da parte di Nanni, trovano nella sonorizzazione Live il loro completamento. Realizzare il dual disc è stato come coronare una lunga ricerca e restituirla nella forma di album. Nelle foto prende vita il carattere della materia, la dolcezza del legno, la durezza composta del metallo, la poesia dei visi e delle mani. Tibi è una dedica alla mia compagna di viaggio e agli artigiani. La coralità che ha generato le modifiche apportate alla chitarra, ha caratterizzato anche le riprese e la post produzione. La strana ‘storia di un fiore di finta madre perla’ (elemento che decora la chitarra sarda) è stata animata da Simone Ciani, Roberto Monari ha dilatato le possibilità espressive dello strumento lavorando creativamente sul mixing in 5.1, le sonorità sono state addolcite dal minimalismo delle luci di Francesco Carta e dal lavoro certosino per definire il rapporto colore-bianco e nero di Lino Greco.

“Tibi” sembra rappresentare un sunto di tutto il lavoro che hai fatto fin qui sulla chitarra preparata e, in quanto tale, sembra chiudere tutta una prima fase della tua attività di musicista. Quali sono i progetti per il prossimo futuro?
Tu che conosci molto bene la mia discografia avrai notato che in “Tibi” si respirano le atmosfere degli album chitarristici che lo hanno preceduto. Allo stesso tempo però coincide anche con una rinascita: come quando si trova una collocazione per le cose che hai amato di più e allo stesso tempo si crea lo spazio per accogliere i nuovi arrivi. Per quanto riguarda il percorso da solista ho in mente tre lavori. Il primo rappresenta una sfida: un progetto in solo realizzato con una semplice chitarra classica, senza alcun tipo di preparazione. In fondo è il rovescio della medaglia di “Tibi”: come un ritorno al linguaggio nudo e crudo della chitarra. Sul versante della chitarra preparata mi piacerebbe lavorare su strutture drum & bass e dance elettroniche, smantellando i contenuti post folk del mio linguaggio compositivo. Questo aspetto sarà invece la struttura portante del completamento della trilogia che vede “Dove Dormono gli autobus” e “Nita l’angelo sul trapezio” raggiunti dal terzo episodio. Il nuovo concept sarà basato in larga parte sull’orchestrazione del repertorio del canto a chitarra gallurese e logudorese. Sarà una viaggio in cui Zappa incontrerà Tom Zè e il rebetiko si sposerà con il dub, con una forte influenza della città in cui vivo ora.

Il vivere a Barcellona ha portato in te qualche cambiamento dal punto di vista umano e/o da quello artistico?
Decisamente sì. Ha ricaricato le batterie della creatività. Vivo in un quartiere multietnico e la cultura popolare si sposa con una città in cui la differenza, la mancanza di direzione a senso unico, si respira e ti avvolge. La traccia più profonda che ha lasciato dentro di me Barcellona è la sensazione di poter azzerare tutto. Artisticamente mi sento molto più libero che a Bologna e in qualche modo, trovo che la mia nuova casa alimenti una curiosità onnivora. L’elemento che sintetizza la mia quotidianità a Barcellona è POG, Piccola orchestra Gagarin. Il trio - composto dal me, Sasha Agranov al violoncello e Oriol Roca alla batteria - pur lavorando sulla free music, approda ad un risultato molto vicino all’Indy rock, con ampi spazi dedicati alla musica sarda (Sasha - israeliano, con un background legato alla musica barocca e alle arti circensi - si è letteralmente innamorato del canto a chitarra). Il drumming di Oriol - tra i musicisti più brillanti della scena catalana - completa con derive free jazz la gamma sonora del gruppo. Il lavoro, registrato dal vivo a Barcellona, sarà prodotto da Dave Bianchi, musicista americano di evidenti origini italiane, che con la sua label Whatabut music ha creato in città un polo delle musiche creative. Inoltre la vicinanza con la Francia ha permesso la frequentazione e la definizione del duo con la violinista e cantante giapponese Takumi Fukushima, in cui l’improvvisazione incontra il pop rock nipponico (il Cd registrato live a Bologna sarà pubblicato nei prossimi mesi). Sicuramente è un progetto collocabile tra i miei ascolti preferiti: Skeleton Crew, After Dinner, Iva Bittova.

Il disco dedicato alle musiche di Björk e Fred Frith (due artisti che ami particolarmente) è stato accolto molto positivamente. Hai mai pensato di dedicare un lavoro simile anche a un gruppo importante nella tua formazione adolescenziale quale sono gli Who?
Gli Who strutturalmente sono talmente perfetti che è veramente difficile cimentarsi con la loro musica. Le composizioni di Fred e Bjork lasciano ampio spazio all’arrangiamento, viceversa la forza degli Who è l’immediatezza del linguaggio tracciato dalla fantastica sezione ritmica. Avevo accarezzato l’idea di rileggere estratti di “Tommy” con Antonello Salis. Chi lo sa?
Una confidenza: a casa continuo a suonare la loro musica e quella di Peter Gabriel!

Quando ti rivedremo in Tour dalle nostre parti?
Sicuramente prima della fine del 2010!

E, naturalmente, abbiamo scambiato due battute anche con Nanni Angeli:

In “Tibi” sei accreditato come autore insieme a tuo fratello… in realtà, seppure in modo più occulto, il tuo nome è sempre stato presente nei suoi dischi?
In effetti nell’intera discografia solistica di Paolo, e in molte delle sue collaborazioni, le mie foto sono utilizzate come copertina e nel progetto grafico. Ma nel caso di “Tibi” credo si possa parlare a tutti gli effetti di un lavoro a due (musica e immagini).

Tu sei un ottimo fotografo, ma la tua importanza nel mondo della fotografia non è certo paragonabile a quella che ha Paolo in quello della musica. Questo gap ti crea qualche problema nei rapporti di fratellanza?
Nessun problema. Con Paolo oltre che fratelli siamo ottimi amici. Divisi da appena 19 mesi di distanza, da sempre i nostri interessi coincidono e spesso realizziamo cose assieme: dalle cover band a Palau negli anni '80 - in cui facevo il cantante - passando per il Festival "Isole che Parlano", di cui da 14 anni condividiamo la direzione artistica, al lavoro di documentazione della settimana santa in Sardegna. Sono certo del gran rispetto reciproco e ognuno, nel proprio ambito, lavora in modo autonomo, per poi fondere le due componenti (musicale e fotografica) in progetti comuni.

Come avete lavorato per la realizzazione di “Tibi”? Paolo ha creato le musiche e su quelle tu hai montato le immagini, o viceversa? Oppure avete lavorato in concomitanza?
“Tibi” ha una genesi lunga e complessa, con varie rivisitazioni prima di arrivare alla stesura definitiva. Il lavoro di documentazione fotografica nasce nel '94 e procede autonomamente fino alla prima stesura, realizzata per alcuni concerti live nel 2007. Solo allora abbiamo pensato di concludere il lavoro con un dvd: un oggetto-sintesi che rappresentasse appieno il percorso per immagini e quello musicale (che è poi la sintesi di due poetiche e di 16 anni di ricerca).
In origine, pur essendone fortemente ispirato, il montaggio delle immagini nasce autonomamente dalla musica. Quindi, assieme al videomaker Simone Ciani, abbiamo studiato 4 raggruppamenti tematici che raccontassero la mia visione della crescita della prima chitarra, fino alla nascita delle due gemelle. Quattro tracce (linee, ferri, mani e persone e forme) sviluppano una linea narrativa chiara e si differenziano tra loro per scelta di taglio, ritmo e modalità di montaggio. Le sezioni sono state usate da Paolo come vere e proprie partiture grafiche, su cui comporre musiche originali che fungessero da colonna sonora al video. Nelle transizioni (ferri in transizione 1 e 2, ritagli di tempo e bucato) il cambio delle immagini è più lento, quasi neutro. Questa struttura formale consente a Paolo di esprimersi liberamente e scegliere improvvisazioni, o strutture a cui è particolarmente affezionato, senza alcun vincolo di sincrono con l'immagine. Una volta montati i video abbiamo avuto un confronto serrato ed apportato alcune modifiche, funzionali ma non sostanziali, affinché il tutto potesse far convergere le due poetiche in gioco. Come ho già detto ci conosciamo e ci rispettiamo molto, per cui il lavoro è stato intenso, molto partecipato e discusso - con un ruolo attivo nelle scelte estetiche anche da parte di Simone Ciani e Lino Greco.

Ti occupi solo di fotografia o suoni anche qualche strumento? E hai mai pensato di fare il musicista?
Non ho mai pensato di fare il musicista. Mi piace cantare il rock per hobby e nonostante dal '92 emetta suoni nella tromba con la "Banda Roncati" e con sconfinata passione dal '93 mi dedichi ai canti polivocali tradizionali della Sardegna (Tasgia e Cuncordu), oltre al ruolo di direttore artistico del Festival "Isole che Parlano", faccio il fotografo: il resto è corollario.

Mi è molto piaciuto il bonus sulla Sardegna. C’è possibilità, per il futuro, di vedere un ‘tuo’ lavoro (quindi slegato dall’attività di tuo fratello) al quale sia Paolo a dare un suo contributo come commentatore sonoro?
Premetto che misteri (la traccia video che citi nella domanda) nasce autonomamente nel 2001 e quindi è tout-court un mio lavoro in cui Paolo inizialmente aveva lavorato solo con registrazioni effettuate in presa diretta durante la settimana santa a Castelsardo. Credo che un passo in tale direzione, sia già stato fatto con lo spettacolo "Sponde di Passione", presentato in prima assoluta al Moers-Festival in Maggio. Inoltre, per quanto poi le immagini trattino di una tematica non staccata dall'attività di Paolo, sento “Tibi” nella sua interezza come mio al 50%. Per il futuro non ho preclusioni e… visto che nessuno di noi due è facile alle forzature, se sentirò la necessità artistica di un intervento di Paolo in un mio lavoro, credo che potremmo discuterne senza problemi.


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Data Recensione: 3/2/2011
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 Archivio dell'anno 2011 ...

`High Violet´  

`Tibi´  

`Hologramatron´  

`Repas Froid´ // `Jeanne´ // `Hystérie Off Music´  

`Choose´  

`Live´ // `1/4´  

`Black Tar Prophecies 4´  

`Three´  

`Treize Onze Douze´ // `Reflet´ // `11:48 – 09:01´  

`The Haunting Triptych´  

`The Halfduck Mystery´  

`Forgotten Realm´  

`We Recruit´ // `It’s raining on one of my islands / Le petit chaperon beige´  

`Clam, Dolenter´  

`C’est La Dernière Chanson Tour – August 2009´ // `He Would Come Home Through The Window, Job In Hand´  

`Byznich´ // `Live At Radio Kairos / Reminder´ // `From The Tale Of Pigling Bland´  

`Last Tango in Paris (the music of Gato Barbieri & Jazztangos)´  

`A Book Of Songs For Anne Marie´  

`Third segment´  

`Your Future Our Clutter´  

`Lost´  

`A Song To The City´  

`Invocalizations´  

`Conspiracy´  

`Selamatkan Bumi (Save the Planet)´  

`Daily Birthday´  

`Insect tracks´  

`Margareth, Frank and the Bear´  

`Illuminate´  

`Lieu´ / `Detrimental dialogue´  

`Sunset to Sunrise´  

`『海辺より (From Seaside)´  

`Estremo Oriente Mediocre Occidente´  

`Baba - Festival di Arti Eccentriche e Culture Esplose - 2010´  

`FreeFall´  

`Dancing judas´ / `News from Belgium´  

`Getting Closer´  

`Folia´ // `Rebetika´  

`No Room For The Weak´  

`Amirbar´  

`Ordine ’91 – ’96´  

`Re-Conditioned´  

`Charlie The Bold´  

`Bootstrap Paradox´  

`Gravissima´  

`As a Leaf or a Stone´  

`Heraclite´  

`Lakefront´  

`Onrushing Cloud´  

`Quarzo´  

`Phonometak #8´  

`Repas Froid´ // `Ante-Mortem´ // `Les Comores´  

`Qualcosa nel mio Piccolo´  

`Same Difference´  

`La macarena su Roma´  

`Chronophage´  

`Zwei´  

`Bacco´  

`Night Kitchen – an hour of ruined piano´ // `Capsizing Moments´  

`Il gioco del silenzio´ // `Come sta Annie?´  

`Hazey Tapes - ep´  

`Closer to the small/dark/door´  

`The red giant meets the white dwarf´  

`In movimento´ // `Mixing Berries´ // `Il funerale della ninfea´  

`Bar<->Bari´  

`Concrete Songs´  

`Foam and Souls´  

`Chàsm' Achanès (Huge Abyss)´  

`The Rough And Rynge´  

`Tank´  

`Inertiadrome´ // `Renditions´ // `AM/FM´ // `8-inch #4´ // `Kriiskav Valgus´ // `MoHa! / Tape That split 10-inch´  

`Qua 'ndo lu cautu se mori´  

`Wow´  

`Live at Bloom 22/2/2011´  

`Goatness´  

`Jeanne Of The Dark´  

`Waspnest´ // `UpSet´  

`Accordion Koto´  

`Less Action, Less Excitement, Less Everything´  

`Mangiare!´  

`Notes for the synthesis´  

`The Ambush Party´ // `KA DA VER´  

`Electronicgirls Vol # 1´  

`Whale Heart, Whale Heart´  

`Nijika´  

`(Oversteps)´ // `Gravitoni´ // `Oleva´ // `it’s a musthang / midnight mutant´  

`Have a Nice Trip´  

`Anemici: sangue dalle rape´  

`Teem´  

`Auk/Blood´ // `Sinaa´  

`Mail From Fushitsusha´ // `You Should Prepare To Survive Through Even Anything Happens´  

`I’m Not Like You´  

`Deepwater Blackout´  

`Indivenire´  

`0509´ // `Astrana´ // `# 1´  

`Živili´  

`Lost Bags´  

`Death By Water´  

`Tutti dicono guardiamo avanti´  

`La foce del ladrone´  

`Wanna be Dino´ // `Delay Jesus ‘68´  

`Canzoni dalla voliera´  

`TNZR001´  

`Now That It's The Opposite, It's Twice Upon A Time´  

`Frontiera´  

`大罐 Big Can´  

`月球专用音乐 Music for Listening to the Moon´  

`Somewhere Out There´  

`Il Rombo Strozzato - impro ensemble´  

`Zzolchestra´  

`Galactic Boredoms´  

`Super Axel Dörner´ // `Lohn & Brot´  

`Pineda´  

`L’Italia nelle canzoni´