`Byznich´ // `Live At Radio Kairos / Reminder´ // `From The Tale Of Pigling Bland´

Autore disco:

MaryClare Brzytwa // Gravida // MaryClare Brzytwa, Nicola Guazzaloca, Edoardo Marraffa & Francesco Guerri

Etichetta:

Setola di maiale (I)

Link:

www.setoladimaiale.net

Formato:

CD-R

Anno di Pubblicazione:

2010

Titoli:

1) Out Of Tune 2) take 6 3) Grandiose 4) Narcotic Superstar 5) Distracting 6) Crackhead 7) Whatever 8) For Kerry 9) Dictator 10) This Mourning Is Not A Beginning 11) For Karen // 1) impro senza titolo // 1) Brzytwa Guazzaloca Marraffa Guerri 2) Brzytwa Guazzaloca Marraffa Guerri 3) Brzytwa Marraffa 4) Brzytwa Guazzaloca Marraffa 5) Brzytwa Guazzaloca Marraffa 6) Brzytwa Guazzaloca Marraffa Guerri 7) Brzytwa Guazzaloca Marraffa

Durata:

34:06 // 25:26 // 55:00

Con:

MaryClare Brzytwa // MaryClare Brzyrwa, Patrizia Oliva, Cristiana Fraticelli, Kanoko Nishi, Stefano Giust // MaryClare Brzytwa, Nicola Guazzaloca, Edoardo Marraffa, Francesco Guerri

MaryClare a trecentosessanta gradi

x e. g. (no ©)

A fronte di qualche strumentale (take 6, For Karen e For Kerry) è soprattutto un disco di canzoni, e la musicista americana dimostra di sapere il fatto suo anche in questo terreno minato che, a quanto ne so, attraversa per la prima volta. Se pure riesce sempre a dare un’impronta personale, a spizzichi e bocconi vengono comunque fuori ascolti e influenze (magari acquisite attraverso terzi), come per esempio l’impro radicale (Grandiose e Whatever), il noise rock (Crackhead), il pop blasfemo di Kate Bush (Narcotic Superstar) e il folk sciamanico (Distracting). Ma è possibile immaginare anche strani connubi, come i Pink Floyd di alcuni quadretti acustici del dopo Barrett che sembrano supportati dagli Oval (Out Of Tune, Dictator eThis Mourning Is Not A Beginning). La Brzytwa, che possiede una voce dalle discrete possibilità, dà soprattutto dimostrazione di essere una grande polistrumentista, anche se il suo strumento principe rimane quel flauto che contribuisce a riqualificare dalla decadenza successiva all’utilizzo in alcune delle peggiori pagine del progressive. Per dirla in una parola siamo di fronte a un autentico keijino.
Più in linea con il catalogo setolare è il secondo disco delle Gravida che vede il terzetto base addizionato dal setol-fact-totum Stefano Giust e dalla kotoista Kanoko Nishi. Un unico brano - o meglio un'unica lunga impro a base di flauto, chitarra acustica, koto, voci, piccole percussioni e oggettistica varia - registrato in diretta a Radio Kairos di Bologna, per una musica libera e liberata, alla maniera dei Red Crayola della ‘parabola’, ma con più logica e cognizione di causa. Musica per non musicisti suonata da musicisti. Ottima l'intesa e la compartecipazione dei cinque, per un suono percussivo e selvaggio, dai forti connotati sciamanici, che finisce per simboleggiare una specie di saga dionisiaca scomposta e sfrenata. Un rito pagano e psichedelico, ma di un onirismo molto fisico e poco spirituale, che lascia l'amaro in bocca per il (probabile) prematuro split di questo ensemble (MaryClare Brzytwa è rientrata negli Stati Uniti).
E se in vari momenti del concerto a Radio Kairos emergono di nuovo le sonorità del flauto, l'antico strumento è fra gli attori protagonisti in “From The Tale...”, un disco di impro radicale che vede impegnato un ensemble di quattro elementi in alcune combinazioni che vanno dal duo flauto-sax al quartetto flauto-sax-violoncello-pianoforte. Dovreste già conoscere i quattro moschettieri, oltre alla Brzytwa ci sono Nicola Guazzaloca, Edoardo Marraffa e Francesco Guerri, nomi che rappresentano di per se un certificato di garanzia. E, manco a dirlo, “From The Tale…” è un disco parecchio interessante. Non vi sembri poco, dacché in un ambito, come quello dell’impro radicale suonata su strumenti tradizionali, nel quale molto e di più è stato già detto, è estremamente improbabile riuscire ad andare oltre i confini del parecchio interessante. Unici nei, ammesso che li consideriate tali, in qualche concessione di troppo al virtuosismo.


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Data Recensione: 14/2/2011
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