`Solo [3]´ // `Percussionist Songs´ // `Miramar´ // `Berlin Drums´

Autore disco:

Roscoe Mitchell // Christian Wolff // Jason Kahn // AA. VV.

Etichetta:

Mutable Music (USA) // Matchless Recordings (GB) // SIRR.ecords (P) // Absinth Records (D)

Link:

www.mutablemusic.com
www.matchlessrecordings.com
www.sirr-ecords.com

Formato:

3xCD // CD // CD // 4x3-inch CD-R

Anno di Pubblicazione:

2004

Titoli:

CD 1 – Tech Ritter And The Megabytes: 1) The Little Big Horn 2 2) November 18, 2000 3) 1999/2002 4) Tech Ritter And The Megabytes / Improvisation 5) November 17, 2000 6) A Dim Distant World 7) Tech Ritter And The Megabytes / Composition CD 2 – Solar Flares For Alto Saxophone: 1) Nemus 2) Beyond Neptune 3) The Kyper Belt 4) Miranda 5) As The Sun Went Down He Would Look Up 6) Icy Pearls 7) The Great Red Spot 8) The Forgotten Players Of The Solar System 9) Methane Snow 10) Frozen In Time CD 3 – The Percussion Cage And Music On The Go: 1) Horn Bell And Drum 2) Clear Pictures 3) The Park 4) The Mercurians 5) Clocks 6) A Surface Covered With Cracks 7) Meteor 8) Rings 9) Some Flowers Were Seen 10) Rock Number 84001 11) An Ambiguous Sign Of Life 12) On Rolling Hills 13) Jump 14) Green Sky 15) One Two And Red Blew 16) Truly 17)It Was Only A Nebula Away 18)Next Stop Titan 19) At Corona’s End 20) Dust 21) Sailing
1) Solo 1 From Merce 2) Percussionist No. 6 3-9) Percussionist Songs 10) Vergnügungen 11 – 13) Percussionist Dances 14) Dear Robyn 15) Peace March
1 - 5) senza titolo
1) Nadir / 1) Honey/Tongues / 1) Electric Bongo Bongo / 1)Radius No. 1 (1-3) 2) No Brain, No Pain 3) Don’t Tell Morton (1-3)

Durata:

171:32 // 56:18 // 71:37 // 80:31

Con:

Roscoe Mitchell // Robyn Schulkowsky, Christian Wolff // Jason Kahn // Burkhard Beins / Tony Buck / Steve Heather / Eric Schäfer

cinquant’anni di storia

x e. g. (no ©)

Seppure non possa vantare ancora un grosso successo di pubblico, la musica per sole percussioni ha rappresentato uno dei fenomeni più innovativi e vitali degli ultimi cinquant’anni ed ha coivolto nella ricerca musicisti appartenenti a tutte le discipline, per esplodere infine in quello che possiamo considerare come un suo derivato naturale, cioè il beat elettronico. Il riferimento è alla scena musicale occidentale, naturalmente, dacché in tradizioni come quella africana o quella orientale la musica per percussioni rappresenta da sempre un punto fermo dell’espressività artistica.
Roscoe Mitchell, sia all’interno dell’Art Ensemble Of Chicago che in altre dimensioni, è stato uno dei più coerenti sperimentatori nel settore, e la sua composizione per otto percussionisti The Maze è una delle più importanti in assoluto della musica contemporanea. In questo suo nuovo triplo CD in solitudine la musica per percussioni occupa una percentuale consistente di spazio, pur non rappresentando l’unico aspetto di un disco che, essendo stato Mitchell fra i primi ad iniziare in modo sistematico la ricerca introspettiva e solitaria sugli strumenti a fiato, è comunque importante nel suo insieme. Un suo brano per solo sax alto, Tkhke, ha preceduto anche il fondamentale “For Alto” di Anthony Braxton, e prima d’allora c’erano stati solo dei casi isolati, anche se estremamente intuitivi, di brani eseguiti soltanto su uno strumento ad ancia. “Solar Flares”, il secondo CD di questo triplo cofanetto, ripropone il Mitchell altosassofonista ed è, in definitiva, il più ‘lineare’ fra i tre dischi. Non è brutto ma evita sorprese e avventure, opera di uno strumentista equilibrato che dispone pienamente del mezzo e lo attacca con varie tecniche, passando dal fraseggio veloce all’esposizione per suoni lunghi. Più sorprendente è il primo dei tre CD, “Tech Ritter And The Megabytes”, con il musicista che gioca di fino, usando anche registrazioni multitraccia, nell’esplorazione di vari dinosauri reperiti chissà dove, magari in qualche ospizio per strumenti ad ancia. La leggendaria impresa di Crazy Horse, in The Little Big Horn 2 , è il pretesto per uno scontro virtuale fra un gigante appartenente alla famiglia dei sassofoni bassi e un nanetto appartenente a quella dei soprani. I brani più importanti di questo disco sono però le versioni (improvvisata e composta) di Tech Ritter And The Megabytes; si tratta di due esplorazioni sul quartetto di sassofoni, una formula a cui il musicista ha storicamente dedicato molti dei suoi sforzi. Sempre all’interno di questo primo CD, con A Dim Distant World, ‘for percussion cage’, c’è una breve anticipazione di quello che sarà il clima del terzo CD, mentre 1999/2002, ‘for flute and percussion cage’, sembra voler giungere all’equilibrio, e alla fusione, di due mondi all’apparenza inconciliabili. Veniamo ora proprio all’ultimo dei tre CD, quello che ha consentito di trattare il cofanetto in questa recensione cumulativa, dedicato quasi totalmente alla musica per sole percussioni. Nell’arco di sedici brani il musicista fa il punto su una ricerca che va a rileggere, e recuperare, la grande tradizione degli strumenti a percussione nel suo complesso, sfruttandone la ricchezza per costruire piccoli quadri dalla fenomenale varietà timbrica e dalle azzardate strutture compositive (ancorché spontanee). Come potete dedurre dall’immagine di fondopagina, e come vuole la miglior tradizione chicagoana, Mitchell si immerge, si mimetizza, addirittura scompare, in un bagno di tom-tom, campane, triangoli e cimbali, fino a creare un unico con essi, quasi prigioniero di quella che viene definita come una ‘gabbia’ di strumenti a percussione. La saga percussiva è interrotta soltanto dai cinque episodi di “Music On The Go” (An Ambiguous Sign Of Life, On Rolling Hills, Jump, Green Sky e One Two And Red Blew) segnati dal disinvolto lirismo del sax soprano.
Con il CD di Wolff entriamo in una problematica diversa, o inversa, potremmo dire, dal momento che mentre Mitchell parte dalla tradizione afroamericana, quindi dalla musica improvvisata, per approdare anche alla composizione, Wolff è un compositore per formazione che poi si è avvicinato alle tradizioni degli idiomi improvvisati. È un musicista che ha iniziato con Cage; faceva quindi parte di quel gruppo che già negli anni Quaranta lavorava su strumenti a percussione, e le composizioni di Cage, in tal senso, sono fra le prime in assoluto. Però, a differenza degli altri musicisti a cui era legato, non mi sembra che fino ad oggi Wolff abbia affrontato sistematicamente questo linguaggio, quindi questo CD è importante nell’economia della sua opera, e inoltre la scomparsa di molti fra i musicisti a lui contemporanei fanno di questo lavoro, tra l’altro molto bello, una specie di testamento o di memoria storica. Le differenze con Mitchell sono evidenti e si possono individuare in una maggiore rarefazione, in un’attenzione più spiccata per la melodia, e per l’atto compositivo, e nel fatto che laddove il compositore era anche esecutore, Wolff affida invece le sue partitura alla bravissima Robyn Schulkowsky (una curiosità: le registrazioni sono state effettuate a Pozzuolo, in Umbria). La quasi totalità dei brani è per soli strumenti a percussione, ad esclusione di due dove è presente una melodica suonata dal compositore stesso (Peace March, ben chiara, e Percussionist Songs No. 5, assolutamente indecifrabile) e di un terzo dove la strumentista si propone anche come voce recitante (Vergnügungen).
Ancora diverso è il lavoro di Jason Kahn, che con un salto spazio temporale ci porta in territori futuribili, cioè nei cambiamenti apportati dall’applicazione della moderne tecnologia nell’utilizzo dei vecchi tamburi, da Stockhausen in poi, attraverso l’impiego di apparecchiature elettroniche, microfoni a contatto, ecc. Il disco ripropone le tematiche già espresse da Kahn nei suoi concerti italiani di fine 2003, con stratificazioni di feedback e risonanze che sembrano derivare più dai “Battimenti” di Pietro Grossi o dalla ricerca di Alvin Lucier sulla saturazione dei suoni che non dalla tradizione degli strumenti a percussione. È strano, casomai, che ad affrontare questa strada di spersonalizzazione dei tamburi sia un batterista puro, o almeno tale Kahn lo è per tradizione, e non un musicista alieno alle tecniche percussive abituali. Un altro disco notevole, anche se non sempre i risultati sono all’altezza dei concetti.
Un buon quadro sulla situazione contemporanea, almeno per quanto riguarda Berlino, ce lo da infine la raccolta di quattro CD-R “Berlin Drums” della Absinth (*), che fa seguito agli eccellenti “Berlin Reeds” e “Berlin Strings” e che precede un prossimo spostamento londinese per un “London Strings” che già si preannuncia memorabile (protagonisti il violinista Phil Durrant, il violoncellista Mark Wastell ed i due Davies, fratello e sorella, Rhodri e Angharad con arpa e, ancora, violino). Ascoltando questi dischetti, che rappresentano un po’ quello che la batteria è stata, è e sarà, è facile comprendere come, quasi senza avvedersene, ne sia stata fatta di strada, e gli strumenti a percussione si siano oggi emancipati da qualsiasi ruolo prestabilito. Quella iniziale di Beins è quasi una dichiarazione d’indipendenza, con i battiti trasformati in un autentico flusso di suono e risonanze che non fa certo pensare alle tradizionali tempeste drummiche, casomai un riferimento plausibile può stare nella ‘strumming music’ di Charlemagne Palestine. Il luogo di registrazione di Nadir, bel titolo, è curiosamente riportato da Beins con le coordinate geografiche che, se non mi sbaglio, dovrebbero comunque corrispondere a Berlino. A metà fra le concezioni di Beins e le vecchie tessiture di batteria tipiche della new thing, quindi in una posizione più conservatrice, si trova l’ottimo Tony Buck. Steve Heather, di origini australiane, si aiuta con le elettroniche per quello che, in senso di utilizzo strettamente ritmico, è il brano più tradizionale della raccolta. E, pure, è anche il più esteticamente innovativo, perché trasporta il mezzo classico in territori ‘meloritmici’ prossimi al linguaggio dei vari Aphex Twin. Eric Schäfer ripropone infine il tema della fusione, o assimilazione, di mondi diversi, sommando la sua batteria con i suoni di uno zither (una specie di dulcimer), e mi sembra che il suo lavoro sia il più prossimo alla tradizione improvvisata tedesca degli anni Settanta, dalla quale riprende lo stile energico, asciutto e privo di ogni consuetudine.
Quattro lavori indispensabili per chi segue la musica per strumenti a percussioni e sui quali, comunque, dovrebbero fare un pensierino anche tutti gli altri.

(*) Per motivi tecnici non è stato possibile inserire l'indirizzo web dell'etichetta che, comunque, potete trovare alla pagina dei link.


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Data Recensione: 20/10/2004
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 Archivio dell'anno 2004 ...

`A Compressed History of Everything Ever Recorded,Vol.1´  

`Ala.Cali.Tucky´  

`Allt Hänger Samman´  

`A Movie Without Images´  

`Aprotic´  

`Archival 1991´  

`Arc, Live @ SWR Freiburg – 18.04.00´ // `Land, Live @ Rausch - 05.11.02´  

`Ataxia´  

`A Temperament For Angels´ // `From Shelter´ // `The City The Wind Swept Away´ // `Los Tigres De Marte´  

`Atlanta´  

`A Tribute´  

`Bananafish #17´  

`Berlin Strings´  

`Black American Flag´  

`Black Immure (Music from the Casa de Serralves in Twelve Phases)´  

`Blues Du Jour´  

`Brackwater´  

`Bridges´ // `Building Blocks´  

`Broken Distant Fragrant´ // `tu m' And The Magical Mystery Orchestra´ // `Lib. Fabric Compilation´  

`Bucato´  

`Cancroregina´  

`Cesura´  

`Chemistry´  

`Chris Forsyth, Chris Heenan´  

`Città Sottili / Slender Towns´  

`Compositions For Guitars´  

`Contre-plongée [six cuts for string quartet]´  

`Cough´  

`Costarring From Cherry Farm 01´  

`Creature Comforts´ // `Miles of Smiles´  

`Cuatro + Vocal Recordings´  

`Delay On My Pillow´ // `L’incandescence de l’étoile´ // `La neige attend la neige´  

`Dell’universo assente´  

`Des Gestes Défaits´ // `63 Apparitions´  

`Destinations´  

`Die Instabilität der Symmetrie´  

`Die Zeit. Eine Gebrauchsanweisung. / Entleibung (Part 1, Part 3)´  

`Disc 1 + [Inherited And Partially Transmitted]´  

`Div/orce Series 1´  

`djTRIO´  

`domizilvsantifrostlive´ // `Encyclopedia-RW´  

`Dorsal´ // `7X4X7´ // `Tidszon´  

`Dripping´  

`Drive By´  

`Drums Along The Pacific´  

`Durch Und Durch´  

`E_A.Sonata.02´  

`EN´  

`Enomísossab´  

`EP C´  

`Eruption´  

`Escape Songs´  

`Europe 2002´  

`Fata Morgana´  

`Fire Chorus´  

`Flashlight Seasons´  

`Floating Point´  

`Flux´  

`For The Time Being´  

`Friendly Fire´  

`Further Consequences Of Reinterpretation´  

`Garage#5 - Zwischen Bild und Ton´  

`Giorgio Rigon´  

`Harmonica F’ever´ // `Albúmina Blues´ // `North And South Neutrino´ // `Live In Chicago´ // `Whistling Kettle Quartet´ // `10.000 Chickens Symphony´  

`Hikari Yami, Uchitokeaishi, Kono Hibiki´ // `Koko´ // `This Melting Happiness - Want You To Realize That It Is Another Trap´  

`Hudson Riv´  

`Ianus´ // `Aus Freien Stücken´  

`If night is a weed and day grows legs´  

`Immaterial 2´  

`In Attesa, nel labirinto´  

`Interaktionen´  

`I/O´  

`Iris´  

`Janna´  

`January´  

`....Just Arrived´  

`Kesto´  

`Lat_Nc´  

`La vera macchina d’argento´ // `Medves´  

`Law Speed´  

`Lead Singer´  

`Le Désastre. L’Humanité! (Monochrome Block Circuits)´ // `Maternage, part-object, contingency, casuality, horrible memories, negation ... & blind!´  

`Le spectre de la rose´  

`Lesson No. 1 [Bonus Track]´  

`Like A Packed Cupboard But Quite…´ // `Now There’s A Weird Taste In My Mouth´  

`Live At Audio Art Festival 03´  

`Live at Cafe Independants – Friday 23 January 2004´  

`Lost Marbles´  

`Louden Up Now´  

`Mammal Class´  

`March(e)ingegno Sonoro´  

`Material´ // `3e Jour´  

`Memoirs Of Four Discarded Objects´  

`Metafonie´  

`Miles Mix Files´ // `La città è piccola di notte e mi sento un cane´ // `2=X´  

`Mit Dem NMUI in so 36 '79´  

`Moltitudine in labirinto´  

`Momentan Def.´  

`More Gloom, More Light ´ // `Nmperign + Dorner, Beins´ // `We devote every effort to offer you the best that you deserve to have for your enjoyment´  

`Mount Washington´ // `Team Up´  

`Mujo´  

`Musica Reticolare´  

`My Favorite Strings´  

`N'ecoutez Pas On´  

``Next´ Let’s Try Changing The Shape´ // `Black Blues´ // `Black Blues´ // `Undecided´  

`No Furniture´  

`No man put asunder´ // `(untitled 7-inch)´  

`No Need To Be Lonesome´  

`North Six´ // `Never Give Up On The Margins Of Logic´  

`Not Overtly Orchestral´  

`Nu Frequency´  

`Oberfläechenspannung´  

`Object Set And Motion´  

`Objects 1, 2, 3, 4, 5 e 6´  

`One Mutant Minute: Based On Noto's 747´  

`Organ And Silence´  

`Organic Resonance´  

`Papercuts´ // `Jon Mueller, Bhob Rainey & Jim Schoenecker´  

`Parallel Easters´  

`Pea Soup´  

`Pigs Of The Roman Empire´  

`Pink Shark´ // `The Planet: Transport´ // `TV Pow. Powerful Friends And Devoted Lovers´  

`Plans´  

`Pollen´  

`Polvere´  

`Prakriti´ // `Transmutations´  

`Process And Passion´  

`Product´  

`Product 02´  

`Q´ // `Which Side Are You On´  

`Quatro-Eronic-Occupy Theme’s Part II´  

`Quien Sabe?´  

`Radiale´  

`Radio Amor´  

`Rampotanza Grodo Rempelente´ // `Sosina Arada Mica´  

`Real Hair´ // `Behind The Barber´  

`Reazioni pilomotorie´  

`Recorded Live At EF Gallery/Bar, March 18th, 2004´  

`Red v Green´  

`Rejoicing In The Hands´  

`Rhythm Science: Excerpts and Allegories from the Sub Rosa Audio Archive'  

`River Through Howling Sky´  

`rjctd::nw´  

`Room With Sky´  

`Rosolina Mar´ // `EAReNOW´  

`Rostock - Namur´  

`Rubble 1´  

`Rumeur´  

`Rumors... Of War´  

`Sachiko M & Sean Meehan´  

`Sedia´  

`Semi Peterson´  

`Sguardi Sonori 2004´  

`Six Residua´  

`Skadha'  

`So In Love´  

`Solo [3]´ // `Percussionist Songs´ // `Miramar´ // `Berlin Drums´  

`Songs For Nicolas Ross´  

`Soundchambers´  

`Space Hymn – The Complete Capitol Recordings´  

`Stella del mare´  

`Stille Post´  

`Still Important Somekind Not Normally Seen (Always Not Unfinished)´  

`Strange Love´  

`Summerisle´  

`Sung Tong´  

`Superfici Sonore #3: IXEM – Firenze 25 26 27 Giugno 2003´  

`Tape/Operette – opera remixes´  

`Ten´  

`Tesa Musica Marginale´  

`The Allegorical Power Series Volume VII, December 2003´  

`The Bolomo Mogal F Hits´  

`The Collected Poem For Blind Lemon Jefferson´  

`The Complete 10-inch Series From Cold Blue´  

`The Dessert´  

`Themes´  

`The Power Of Del te´  

`The Psyche´  

`The Real New Fall LP (Formerly `Country On The Click´)´  

`The Sweetness Of The Water´  

`The Thing Like Us´  

`The Third Mind´  

`The Well Of Memory´  

`Three Overpopulated Cities Built By Short-Sighted Planners, An Unbalanced And Quite Dangerous Airport And An Abandoned Church´  

`Tiger Trush´ // `Funny Rat´ // `48´ // `Loose Community´ // `Bon Voyage!´  

`Time-based Landascapes´  

`Tirets´ // `Intimations´ // `Three Tracks´  

`To Be An Animal Of Real Flesh´  

`Trebly´ // `Live At The Nervous Center´  

`Trios´  

`Two Novels: Gaze / In The Cochlea´  

`Unstable Friends´  

`Untitled#150´  

`Venice´  

`Void´ / `Full´  

`Vokál´  

`Weather Report´  

`Weightless Animals´  

`Welcome To My World´  

`Wet Summertime Bodies Play Harps Inside Snow Banks´  

`Why Everything Ended Here?´  

`Würm´  

`You Fail Me´  

`Young Prayer´  

`Yours Gray´  

`Yuletide´ // `Forcefields And Constellations´  

`Zehn Tage (Touka)´  

`13 Friendly Numbers´  

`18 Monkeys On a Dead Man’s Chest´  

`2CD´  

`2 Foot Yard´  

`(As Is Started.. Before Konwn)´  

`Σ / Frühruin´