`Duets´

Autore disco:

Gianni Gebbia, Stefano Giust

Etichetta:

Setola di Maiale (I)

Link:

www.setoladimaiale.net
www.stefanogiust.blogspot.com

Formato:

CD-R

Anno di Pubblicazione:

2007

Titoli:

1-15) senza titolo

Durata:

46:35

Con:

Gianni Gebbia, Stefano Giust

…old that jazz

x Andrea Ferraris

Giust e Gebbia non sono sicuramente dei nomi nuovi, facendo parte di quella categoria di musicisti che hanno suonato con chiunque e su questo o su quel disco, nulla di più facile che abbiate almeno sentito qualcosa. Un giorno meriterebbe che qualcuno si prendesse la briga di scrivere un articolo su questa categoria di persone che suona stile soldati di ventura nell’Europa dei mercenari, anche perché sono i corrispettivi di gente come Tom Cora, Fred Frith, Marc Ribot, Gino Robair giusto per citare alcuni dei nomi più famosi. Per Gebbia mi sento anche in dovere di aggiungere che non si è mai troppo parlato di quel disco in trio uscito un po’ di anni fa su Wallace, quello in cui incrociava le ance con le corde di Massimo Pupillo e le bacchette di Lukas Ligeti (figlio di cotanto padre), il disco si intitolava “The Williamsburg Sonatas” ed era veramente bello, parola di lupetto. Ho sentito molti dischi in duo e continuo a farlo, da quello che avrete notato nel circuito jazz (o che da esso si sviluppa) sono un po’ una consuetudine più che in altri ambiti, c’è chi dice che questo dipenda dal fatto che in due sia difficile ‘nascondersi’ soprattutto durante un’improvvisazione, resta che pur avendo la casa piena di ottimi lavori spesso finiscono per piacermi sempre con riserva, tanto più se ‘tradizionali’. Tanto per non confondervi troppo le idee diciamo subito che ‘tradizionale’ va preso con le molle in questo caso, però senza dubbio, a differenza di altri lavori che hanno coinvolto questi due musicisti, si tratta principalmente di musica ben contestualizzata in ambito free jazz e senza vergogna di esserlo. Proprio perché fortemente contestualizzata il rischio è doppio poiché è facile venir schiacciati dai paragoni, nonostante ciò la cosa che mi ha colpito fin da subito dell’accoppiata Giust-Gebbia è proprio l’espressività. Credo che molto del fascino che ho trovato in questo disco dipenda dalla complementarità del modo di suonare dei due: se l’impronta di Gebbia, soprattutto dal punto di vista melodico, è fortissima tanto da divenire pregnante per quanto concerne la fisionomia melodica del disco, è altrettanto vero che Giust si adatta come direbbe un inglese ‘hand in glove’ al modo di suonare del sassofonista. Il risultato è un disco neppure troppo scomposto dal sapore ‘free jazz’ melodico di grande gusto, retrò nel senso buono del termine dove invece di ricadere nel passatismo si adatta ad un background probabilmente condiviso sia da Gebbia che da Giust, la personalità però permette loro di staccare rispetto alla semplice citazione. Un vecchio amico direbbe che qui sta la grande differenza fra l’improvvisazione ispirata e quella puramente onanistica, nel caso di “Duets” c’è passione, anzi direi che lo stile di Gebbia (molto caldo per altro) si impernia di passione dalla prima all’ultima nota tanto da rendere interessante quello che molti duo (soprattutto fiato-batteria) finiscono per far risultare un po’ come un binario morto. Se Braxton e Coleman a piede libero sono troppo ‘astratti’ e siete per una via più morbida, questo disco potrebbe essere la soluzione ideale. Sono pronto a sconfessare la frase che sto per scrivere, però direi che in questo disco, in questa scelta delle melodie si potrebbe persino trovare una specie di retroterra tutto italiano nel modo di suonare jazz, so che è una frase forte e un po’ poco chiara ma parlo di una specie di trasposizione del linguaggio, una specie di percorso inverso all’idea di ‘lost in translation’, qui nella traduzione l’abito si rinnova con tonalità trovate in casa, questo forse è un po’ il fascino di questo lavoro.


click to enlarge!click to enlarge!
Data Recensione: 14/2/2008
  Torna al Men Principale
 Archivio dell'anno 2008 ...

`Detrito´  

`Rosolina Mar meet Trumans Water´  

`Bellows´  

`La stagione del Cannibale´  

`Cosa dico quando non parlo´  

`Guya from the kitchen of flowership curtains´  

`Ophelia Wanders´ // `Shortest Way to the Moon´  

`Höstluft´  

`The Return Of The Magic Mold´ // `Mayday Calls´ // `Fortean Boomerangs´  

`Supercoclea for new apes´  

`ElectrosoundphrasesinTh(ou)gh(t)s´ // `S.O.C.G.: Vecchie Paure´ // `Ri-Tagli´ // `Inconcludenzia´  

`House Of Wax´  

`MASS´ // `Homo Sacer´  

`The Brutality of Misbreathing´  

`Claws of Light´  

`The Year of the Dog´  

`Piet Mondrian´  

`Slow Speed: Deep Owls´  

`Two (The Biographer)´  

`Comicopera´  

`Voices Stomp Flames For Requiem Times´ // `I Can't Take My Head To See Higher Becouse The Sky Is Landing Over My Neck´  

`Puttanesca´  

`Il ragazzo che sognava Kim Novak´ (titolo originale: `Kim Novak badale aldrig i Genesarets sjö´)  

`The Bird And The Word´  

`Tacet´  

`Ends Of June´  

`Alaska Pipeline´  

`Caravaggio´  

`Ruststukken´  

`The Geometry Of Sentiment´  

`Lo spazio delle fasi´  

`Rotty What´  

`Pipe Smoking On A Balloon´  

`Contraption´  

`Hermaphrodite´  

`Transito dal leggiadro´  

`Peripheral Vision´  

`Fingering An Idea´  

`Duets´  

`Voice Of Seven Woods´  

`Centenaire´  

`Kongotronics´  

`Grass is Flesh / Woman´  

`Madoromi´  

`Find Electronica´  

`Space Light´  

`Reflections in Black´  

`Split CD´ // `DooMooD´  

`Drum Sketches´  

`A Watched Pot (Never Boils)´  

`Varda la luna´  

`The Well´  

`Can't Wait another Day´  

`(nulla esiste)´  

`Abnormous post anomalous…´  

`La Constitution de la République du Savage´  

`Intentions… An Improvised Cycle´  

`Asmodeus´  

`ENSO´  

`Under the Balcony´  

`Monika Bärchen: Songs for Bruno, Knut & Tom´  

`Detriti´  

`Live´  

`Points´  

`Our Moon is Full´  

`Hi Brasil Is Where We Are´  

`We Don’t Need The Outside´  

`Nefelodhis´  

`suoni : oggetti : risonanti´  

`Zero Submarine´  

`Phonometak Series #3´ // `A Bullet Sounds The Same (in Every Language)´  

`In The Pendulum's Embrace´ // `Lost Like A Star´  

`Getting Dressed for a Death Metal Party´ // `Dice not Included´  

`3ree´  

`Sieben Mal Solo´  

`Undecided (a family affair)´  

`To the Naked Eye´  

`Softened Edges´  

`Moraines II´  

`Araçá Azul´  

`Geisteswissenschaften´  

`Bill Dixon with Exploding Star Orchestra´  

`The Subliminal Relation between Planets - Live in Archiaro´  

`Cosmic Mosque On the Magical Mountain Top´ // `Urine Cakes´ // `Eye Mith´  

`Tears of the Valedictorian´  

`Inframundis´  

`Antologia del medio Mongoholi Nasi´  

`L'estetica del cane´  

`Pathethilyc Ruins Orkestra´ // `Deadlake´  

`Circonvoluzioni´  

`One Hot Afternoon´  

`Knots´ // `Action Silence Prayers´  

`Long, lontain´  

`A Weevil In A Biscuit´  

`Binaural Beats´  

`Truth in the end´ // `GenoaSoundCards´// `Wanderung´  

`Tragol de Rova´ // `Lowest Shared Descent´  

`Fula Fula Fular´ // `X-Mary Al Circo´  

`Fingerprints, Medicine´ // `Black Taper Taiga´  

`Drunk Upon Thy Holy Mountain´  

`Riflessi´ // `Natura Inorganica´  

`Memory Drawings´  

`The Last Dj´  

`The Munderkingen sessions, part. 1´ // `Duets for prepared unprepared and toy pianos´  

`Till my Breath Gives Out´  

`Another Piece of Teenage Wildlife´  

`Phantom Limb & Bison´  

`Bastille´  

`The Organ Of Corti´  

`L’Arte Della Guerra´  

`Rádha-Kršna (Songs Of Love)´  

`Trapani – Halq Al Waady´  

`Theology / The Religious Experience´  

`Sureau´  

`To the River Lounge´  

`Passages´  

`Carpaccio esistenziale´  

`Shama´  

`Farewell Fields´  

`L’Innondazione´ // `Fallen´ // `The Killer Ep´  

`While my Beautiful Autumn Fell´  

`Sick Sex And Meat Disasters In A Wasted Psychic Land´  

`Again´  

`Submarine´ // `Touch´ // `Maariv´  

`Assortimenti N.1-5´ // `Decidere a te….´  

`Map´ // `Non Solo / Untitled´  

`Intervals´  

`Fun is Near´ // `Welcome Home´  

`Red Gold´ // `Sighs Trapped By Liars´ // `Safe Inside The Day´  

`7000 Oaks´  

`La Musica Umana´  

`Mandala´  

`Borrowed Arms´  

`Repeat!´  

`Un geco nella mia casa´  

`The Wheel´  

`Leah & Chloe´ // `Scale Down´ // `Birrificio Atlantic Oil - 23 Aprile 2008´  

`Hatali Atsalei (l'échange des yeux)´  

`Porosità´  

`Hau´  

`These Are The Days´ // `Harrisonford´  

`Curia´ // `Osso Exótico + Z'ev´  

`Techno Girls´  

`Wildflowers Under the Sofa´  

`Dove è sempre notte (Christine Falls)´  

`Sucker Punch Requiem´  

`Licking Up Dust´ // `Hauenfiomiume´ // `Live´  

`Seens´  

`Proveniamo da estremi´  

`Emotion/Repetition´ // `Phonometak Split Series Vol. 4´  

`a tempo! a tempo!´  

`Phantasia´  

`A Quiet Place´  

`Uneasy Flowers´  

`After this Darkness, there’s a Next´  

`Real People´ // `Jazz is Free And So We Are´ // `Elastic Jargon´  

`Perros´  

`The Fierce and the longing´  

`Discography´ // `Ate Ate Ate´  

`Cavallo Meraviglioso´  

`Playing By Numbers´  

`(The) Giants Of Gender´ // `Katachi´  

`Buridda Vol. 1 & 2´  

`Il Colombre´  

`Alone At Last´  

`Formaldeide´  

`While I Was Walking, I Heard A Sound...´  

`Spirits Transform Me´  

`Hors-champ´ // `Marée Noire´  

`Je retiens ton souffle´  

`Hero Crisis´  

`Berlin Electronics´  

`Expo ’70 / Be Invisible Now´  

`Kitchen Love´  

`k7 box´  

`Exercises in Style´  

`La Grande Arte Della Luce e Dell’Ombra (Archeologia del Cinema)´  

`On Grey´ // `Your Hair In My Trail´  

`Live Tago Fest 5-7-‘08´  

`A Mouthful Of Dust-A Soundtrack For The Desertic Landscapes Vol.1´  

`Ahura´  

`From Exile To Oblivion´  

`Your Very Eyes´ // `Crumble´  

`Mnetha´  

`Live At Crash´ // `Twelve’s´  

`Vol1 Kolkhoznitsa´  

`Humungus Fungus´ // `Urano 1´ // `Urano 3´  

`Love & Lamentation´  

`Piallassa (Red Desert Chronicles)´  

`20 Luglio 2008: presentazione del nuovo album´  

`Stolen Time´  

`A taste from Mass Quality Music´  

`This Quiet Season´  

`Clones Of Heros´ // `Sæieglî:n´  

`From The Desert Came Saltwater´  

`Domenica 27 luglio in Melbourne´  

`Music for Shopping Malls´  

`Vude´  

`U Bit´  

`L'Ombra di Mezzogiorno´  

`Disturbi Concreti Nel Disordine Dei Sogni´  

`Crepa´  

`Pike´  

`An Innocent, Abroad´  

`Appunti per semiacusticherie´  

`Agenzia 13´  

`A Distant Youth´  

`Unstringed Guitar & Cymbals´  

`Nine Months To The Disco´  

`81 Matters In Elemental Order´  

`Pulverized Purple´ // `Uhrfasudhasdd´  

`Stuck in the Room Full of Mirrors´  

`Domenica 31 agosto in Melbourne´  

`Rewiring´  

`Ample Food´  

`Procession Of The Ornaments´  

`Monogon´ // `Re-Mix´