`Map´ // `Non Solo / Untitled´

Autore disco:

Jean-Luc Guionnet & Toshimaru Nakamura // Jean-Luc Guionnet / Claudio Rocchetti, Fhievel & Luca Sigurtà

Etichetta:

Potlatch (F) // Setola di Maiale (I)

Link:

www.potlatch.fr
www.setoladimaiale.com

Formato:

CD // CD-r

Anno di Pubblicazione:

2008

Titoli:

1) untitled 2) untitled 3) untitled 4) untitled // 1) non solo (dedicated to marc baron) 2) untitled

Durata:

70:44 // 35:00

Con:

Jean-Luc Guionnet Toshimaru Nakamura // Jean-Luc Guionnet / Claudio Rocchetti, Fhievel, Luca Sigurtà

piacere all’udito

x Alfredo Rastelli

“Map” è la prima collaborazione a due tra Toshimaru Nakamura e Jean-Luc Guionnet, due tra i pilastri della musica improvvisata degli ultimi anni, nell’elaborazione e invenzione di un linguaggio che lega tra loro avanguardia, elettroacustica, elettronica e jazz. È anche vero che, a lungo andare, dischi come questo iniziano ad assomigliarsi sempre più frequentemente gli uni agli altri, così come siamo consapevoli del fatto che qualcosa di veramente nuovo, è difficilissimo da trovare. Così è stato fin dall’inizio dei tempi e noi non possiamo far altro, in attesa che scenda dal cielo la nuova manna, di intrattenerci con la riedizione di qualcosa che ci è piaciuto e che, in determinate forme, continua a piacerci. Il punto è questo: sono suoni che piacciono (almeno a chi scrive) e, soprattutto, quando a farli sono due grandi, il risultato è assicurato. Poter ascoltare ancora una volta Guionnet al sax, così come all’organo (con cui ha prodotto una manciata di lavoro in ‘solo’ memorabili), è una delizia a cui difficilmente rinuncerei; se a ciò aggiungiamo un tappeto di suoni elettronici messi nel piatto da chi, con i grandi Repeat e non solo, ha scritto la storia, beh, allora, ne vengano altri di dischi così; un fiume di suoni discreti ed eccessivi, tra ricerca solistica e scambio culturale, musica concreta ed elettronica, silenzi ed improvvise scariche, minimalismo e massimalismo sonoro.
Se in “Map” Jean-Luc Guionnet si concede momenti di musica suonata, con scampoli di jazz e minimalismo, in “Non Solo”, parte dello split diviso a metà con la trinità Rocchetti/Fhievel/Sigurtà, il musicista francese si prodiga in un ‘non solo’, appunto, che rappresenta una sorta di negazione del proprio suono e del proprio io. Come dallo stesso Guionnet segnalato nelle note del cd, la lunga traccia nasce da una conversazione/collaborazione con il sassofonista francese Marc Baron, che chiese a Guionnet di comporre una non-musica al fine di aiutarlo e disturbarlo nell’esecuzione dei suoi assoli; dei suoni che non gli avrebbero impedito di suonare in ‘solo’ ma qualcosa che avrebbe dovuto suonare nello stesso tempo. Da qui, un lungo studio sfociato in una composizione, con la dedica appunto a Marc Baron, in cui Guionnet tende all’annullamento del suono stesso, nonché del proprio modo di concepirlo; un processo da cui però, allo stesso tempo, riesce a ricavare una nuova fonte di produzione e nuovi traguardi da raggiungere; in definitiva, una musica da una non-musica, e viceversa. Il cd dicevamo è diviso a metà con i nostri Claudio Rocchetti, Fhievel, Luca Sigurtà che qui rinverdiscono i fasti del bellissimo “Pocket progressive” uscito tre anni fa per la Creative Sources; questa nuova traccia senza titolo è un lento dipanarsi di segnali sonori, tra musica concreta ed elettronica, che si intrecciano fino a convogliarsi in un cuore centrale, racchiuso da lunghi momenti di silenzio; un crescendo di suoni che dialogano e si amalgamano magicamente tra di loro, fino a lasciarsi nuovamente cadere nell’oblio. Ottimi.


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Data Recensione: 14/7/2008
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