`52 songs for 52 weeks part 1/4´ // `Winterland´ // `Norfolk Motel´

Autore disco:

Tazio & Boy

Etichetta:

My Little Cab Records (B)

Link:

mylittlecab.skynetblogs.be/
www.myspace.com/tazioandboy

Formato:

CD-R

Anno di Pubblicazione:

2006 // 2005 // 2006

Titoli:

1) In the blue night 2) Syd Barrett 3) Feathers 4) Two weeks in september 5) Acuarela 6) Song for a brother 7) All my friends hate november 8) Japanese tree 9) Untile october comes back 10) Little drummer girl 11) One of my tunes 12) Aii in Douarnenez 13) Will it go on? // 1) If colors could sound, what an orchestra I'd have 2) Hurricane 3) Down by water 4) Norfolk 5) End november song 6) Summer/Snowman/175 seconds song 7) Four hands piano pop tune of the week 8) Memory pages 9) My morning star 10) Chimes 11) A song for wednesdays 12) By surprise 13) Piano/wined/cello/rain/radio/voice/tremolo 14) Souvenirs 15) Weary // 1) Farewell 2) Houses and roads 3) Profile 4) Complaint 5) A distant rumbling of thunder 6) Blissful days 7) Sylvia 8) Ill mood keeps me down 9) Amsterdam 10) Many times 11) Beautiful whistling 12) Waltz 13) An arrow in the brain 14) Whitsun tide

Durata:

35:36 // 37:05 // 40:39

Con:

Tazio (the man), Boy (the woman)

tre scrigni invernali tra i gioielli infiniti della My little Cab

x Salvatore Borrelli

52 settimane non danno che 13 gloriosi movimenti; poco importa che in fondo non si tratta di 52 pezzi; i giorni rinverdiscono eppure sono continuamente minacciati dalla loro stessa sparizione e così questi momenti quotidiani non sono altro che l'angoscia del tempo messo di fronte alla sua differita. I Tazio & Boy sanno cosa significa differire: rimandare un disco, così come le altre meravigliose produzioni della loro My Litle Cab, per 4 tomi, come si trattasse di quattro testi separati, ma che in fondo spiegano lo stesso argomento: la vita, l’amore, la crescita, le foglie, il nord. È un immaginario molto stralunato ed intimista: tutte le produzioni sono avvolte in una lettera di quelle colorate ed incise a mano con etichette ed adesivi strambi e quella che si chiama Boy è una donna, mentre Tazio è quel lui la cui voce ricorda in modo impressionante Bill Callahan, prima che come un alieno trasmutasse nel Lou Reed versione Cowboy. Così si presenta il primo dei tre dischi qui presentati, monomicroscopio di un’integerrima quanto snaturata propensione alla bellezza che Tazio & Boy, e talvolta solo Boy, si ostinano a presentarci in queste carte da lettera; lettere che andrebbero spedite soprattutto senza destinatario, perché in effetti sono gesti crepuscolari e forse non ci appartengono perché questo ciclo ricorda fornelli, scale di un appartamento in penombra, e forse l'immagine di un inverno senza movimento che come è fatto di ghiaccio così è fatto d'erba. "Come vivrò adesso?": sembra il risentimento di un'amata al suo amante ; le stagioni continuano ma resta intatto lo sguardo impulsivo di quel gesto che si ricorda, l'immagine talmente inadatta che il tempo recalcitra dietro i suoi movimenti naturali: Tazio & Boy hanno provato a lungo questa stagione indelicata delle piccole cose dietro piccoli gesti. Sembrano miniracconti di Grace Paley questi: le lampare, strade desertiche di montagna, un piccolo cigno forse sulle acque e due persone in auto che viaggiano chissà dove ma solo perché hanno voglia di muoversi stando fermi senza sapere dove andare. E la voce cambia perché la tristezza è l'immanenza incancellabile del tempo che fa dell'agonia il momento più ironico di se ed occorre addentrarsi perché i 13 pezzi che compongono questo disco o sono figli europei di Smog oppure sono l'immortalità lacerata di Barrett; ma anche il caro estinto Drake sa che questa fuliggine non è altro che un'alternativa all'aurora che ripiega sogni sommersi, sconcertati e favolosi. Raramente nella mia vita ho provato tanta ammirazione per un manipolo di strumenti suonati in questo modo così sottile, dosato e fragile. Nelle note del disco c'è la volontà espressa di somigliare ad un punk rock band; un tentativo parsimonioso perché recalcitrante di qualunque logica imprenditoriale, oscena o fasulla, in quanto ogni brano davvero è la scommessa della continuità; nessuna interruzione funzionale, nessun emblematica fuga: solo emozioni ignote, passaggi profondamente lirici ed armonici.
Le pagine dei pittori sono pagine frastagliate di memorie orribili e percorsi indicibili: anche queste note di Winterland, la città del freddo, sono ispessite di momenti notturni, allucinazioni da grido ed emozioni adolescenziali. I Tazio & Boy stanno scrivendo il terreno della verginità: è qualcosa che concerne le nostre prime esperienze sessuali viste da ora, un'orchestra di scambi che non s'innestano sulla logica della permutazione, non hanno attendibilità ma vacua sostanza mnestica e tuttavia è la loro debolezza che li produce e che di questa raccolta ne fa semina. Hurricane è attraversato da pianoforti e da una voce che diventa davvero insostenibile e cosa può ricordare o definire se non le stesse parole al Tu che vengono pronunciate nella Modificazione di Butor. Tasti del piano che vengono sfiorati e dentro la loro grana frastagliata e gli uccellini in lontananza si snodano come dei capelli lunghissimi sugli occhi minuscoli di un volto, che a stento, ma senza alcuna intenzione di farlo, si preoccupano del freddo che c'è fuori, e così il suono diventa una corsa nella notte. Un nero consolante, protettivo, avvolgente che rappresenta l’altra faccia dell’esistenzialismo accettabile di molte opere che lavorano nella direzione della vita e della poetica. C'è una deliberata atmosfera di seduzione maldestra e comunque ossessiva tipica di film come "La conversazione". Questo gruppo, molto più vicino ai Low di quanto ci si possa immaginare, conduce ogni episodio personale quasi che si trattasse di un delitto da nascondere e di un corpo da sotterrare, come un walzer lentissimo e calibrato; questo li rende unici! Sarebbe impossibile, vista la straordinarietà di questi singoli diamanti trovare qualcosa di supremo rispetto a tutto il resto, sicuramente stiamo tra gli autunni smorzati e dolenti dell'ultimo Film alla musica da camera priva di finestre dei Navigator o dei Best Boy Electric.
"Norfolk motel" di Boy (qui in veste solista) si apre come uno dei brani più autunnali della musica da camera, su tutto il disco imperversa l'ombra di Satie, un certo retaggio folk dei dischi di Joan Baez, e certe atmosfere marziali che restano comunque eleganti e centellinate. È forse dei tre, questo, il disco più vicino alla romantica dark, e meno spoglio ed evocativo dell'intera discografia del duo. E forse del lotto è il cd meno particolare ma forse per questo quello più adorabile. Spero che in futuro, un gruppo come questo, possa uscire su un'etichetta di quelle che lanciano artistucoli mezze seghe in un giorno, dal momento che se dischi come Mi e L'au suscitano interesse non vedo come una discografia altrettanto fitta e curata come questa non possa guadagnarsi il suo pubblico. Consiglio di comprare i dischi, ad occhi chiusi, direttamente all'etichetta. In rete non li troverete, e sborsare un po' di soldi per piaceri così importanti come questi conviene poiché conviene prendersi cura di sé!


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Data Recensione: 4/5/2007
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 Archivio dell'anno 2007 ...

`Reflect´  

`Women Take Back The Noise´  

`Gyre´  

`Flow´  

`…et les fleures éclosent à l’ombre´  

`Esperanto´  

`Zoo´  

`South Of Me´ // `For Alan Lomax´  

`Living In A Pixel´  

`A Swampadelic Blessing of Downtown SF, The Offial Bootleg´  

`Eco e Narciso´  

`Pioneer´ // `Tayutafu´  

`YC´  

`A Constant Migration [between reality and fiction]´ // `Nostalgia´ // `Fave Quotidiane´  

`New Rap´ // `Yaranaiga Dekinaikotoni Natteyuku´  

`Stots´  

`Wolfarth´ // `Drum Drama´  

`Some Thoughts About Shkrang!´  

`Warp Works & Twentieth Century Masters´  

`Bad Ground´  

`To Play – The Blemish Sessions´  

`Rational Melodies / Bedtime Stories´  

`Dreams Interrupted – The Bewilderbeat Years 1978-1980´ // `Stepping Out Of Line – The Anthology´  

`Lighting Ghost´  

`A Guide For The Perplexed´  

`Idyll EP´  

`Monolith´  

`In Reverie´ // `The Album’  

`Separate Chambers´  

`Talibam!´ // `Hungry Hungry Hemispheres´  

`Do Not Destroy´  

`Riverboat Styx´  

`One Way Ticket´  

`Piume che cadono´  

`Commuting Between The Surface & The Underworld´  

`The Shipwreck Bag Show´ // `Phonometak Series 1´  

`Triadic Memories´  

`Unjust Malaise´  

`Gold Sounds´  

`The Owl’s Map´  

`Nomtom´  

`Spellbound´  

`Ziu Zau´  

`SuperTexture´  

`Zweierlei´  

`The other side of this´  

`Into The House Of Slumber´  

`Same Place Different Weather´ // `Beau Chien ´  

`Bespoken´  

`Two’s Days / Tuesday´  

`The Restless Fall´ // `Don Quiból´  

`MiniDisc. only 3cd´ // `Three Compositions´  

`Fragile Touch Of The Coincidence´  

`La Stanza di Swedenborg´  

`Rien, Merci´  

`Ys´ // `A Wolf In Sheep’s Clothing´ // `Melody Mountain´ // `Ephemeral´  

`Paint lines on your glasses look up at the stars and play them as notes´  

`March(e)ingegno Sonoro´  

`Telegraphy By The Sea´  

`Now´ // `Crap´  

`Un Son Peut En Cacher Un Autre´  

`Rollerball´ // `Sitespecific for Orange Squirrel´  

`A tavola con il principe´ // `Split´  

`L’ocelle mare´  

`Between´ // `Love Me Two Times´ // `The Issue At Hand´  

`Sweet Noise on the Sofa´  

`Storm´ // `Jessamine´  

`In The Context Of´  

`The Indeterminate Existence´ // `Luggage´  

`Night Dancers´  

`Incurable ep´  

`It Is Freezing Out´  

`Horizontal Mover (Homage To Alvin Lucier)´  

`Secluded´  

`Antiguos Dólmenes Del Paleolítico´ // `Tape Works´ // `Kokura´  

`Fauxpas´ // `A Direct Sensuous Pleasure´  

`Don Luiggi ed altri canti a-sociali´ // `At Go Go´ // `fRr(r)´  

`The Boy Who Floated Freely´  

`I Love Machine´  

`8 x 8´  

`SAN´  

`Watch Me Getting Back The End´  

`Live At The Satyricon´  

`Toygopop´  

`Study´  

`Ex Æquo´  

`Michigan And Arcturus´  

`52 songs for 52 weeks part 1/4´ // `Winterland´ // `Norfolk Motel´  

`Sonitus 2006´  

`Plasma Expander´  

`Unfolk´  

`Sacred Ground´ // `Snug as a Gun´ // `We Are Not Obstinate Island´  

`Live! At Super Deluxe´  

`Radiorgasm´  

`Beato colui che sarà visto coi tuoi occhi – Oropa in sogno´  

`Les danseurs de la pluie´ // `5 Rimbaud 1 Verlaine´  

`Classic Erasmus Fusion´  

`First Aid Kit´  

`Universal Prostitution´  

`Coincidenza´  

`In Transmediale´  

`The Outstanding Story of Mr. Mallory´  

`Lemming´  

`Eyes Set Against The Sun´  

`Dog Series 1-12´  

`Sintesi da un diario´  

`Mainstream´  

`Vittorio Cane´  

`Polytone´  

`Nocturnal Emission 1st Flight´ // `Nocturnal E (Mix) Ssion 1st Flight´  

`Edit Sur Passage Avant Fin Ou Montée D’instrument´  

`Poste e telegrafi´  

`MKUltra´  

`Low Dinamic Orchestra´  

`Красота (Krasota)´  

`Bows’ Wind´ // `Bloom Inside Bloom Outside´  

`Get The People´ // `Long Play´  

`Spider Smile´  

`L.S.´  

`The Snow Abides´  

`Qualts art teex deleo´ // `Carne al fuoco´  

`Stars of the Lid and their Refinement of the Decline´  

`Il fiore della bocca´ // `Breath On The Floor´  

`Samsingen´  

`Inside-A-Sekt´  

`Muddy speaking ghosts through my machines´ // `The stones know everything´  

`Stof´ // `Thin Air´ // `Live at the Outpost Performance Space´  

`Schio | Duemilaquattro´  

`Here Comes The Skinny Roller´  

`Ipersensity´  

`Alejandra´  

`Monologue´  

`Musica per la lumaca più triste´  

`Split´  

`Tropism´  

`Mystère du Printemps´  

`Paramount´  

`Night Dawn Day (Music For George Romero)´  

`The Western Lands´  

`Something #1´  

`Earwash´  

`Coastal´  

`Love Is My Motor´  

`Fuzz Orchestra´ // `Non Io´  

`Action from the Basement´  

`Organ Eye´  

`Xaxapoya / Dead Voices in the Temple of Error´  

`Estamos En Todas Partes´  

`Offret - Sacrificio´  

`Goodbye Moonface´  

`Dialects´ // `This Is A Beat!´  

`Her Name´  

`Mantle EP´  

`Space Solo 1´  

`Stonewater´  

`76 Kilos Laughing´  

`Off´  

`Incantations´ // `Cruelly Coy´ // `Diffrazioni Sonore´  

`55:12´  

`After Dinner Black Out´  

`Words On The Floor´  

`Intents & Purposes´  

`Kielholen´ // `Fireproof In 8 Parts´  

`Live At Lab 12 - Part 1 Rev_Enf´ // `Live at Lab 12 - Part 2 Playing Other People - My Bundle Of Files´  

`Ti Tolgo La Vita´ // `The Scum Album´ // `Violent Potato´  

`Harpoon´ // `The Last Tree´ // `The Pirate’s Gospel´ // `Songs Whistled Through White Teeth´  

`Les Ondes Silencieuses´  

`Fat Fish´  

`Doctor´  

`Altered Realities´  

`The Sybian Sorority´  

`L’alba irradia l’inutile parola´  

`Identification With The Enemy: “A Key To The Underworld”´ // `Ku Klux Klowns´  

`To Seek´  

`L’Autre Cap´  

`Spots In The Sun´  

`Soundmatters´  

`Topophonic Models´  

`Девушки поют (Girls Sing)´  

`Tenno´  

`Re Worked Materials :: 1999 2002 ::´  

`Endless Night´  

`Tam-El´  

`The Tempest´  

`Camusi´  

`I luoghi del potere´  

`Short Walk with Olaf´  

`Un'estate senza pioggia´  

`Itinerant Labours´  

`Very Slow Disco Suite´  

`Cabaret per nulla´  

`C’è Ancora Vita Su Marte´  

`Testa Piena d’orche´ // `Attimo in un wormhole´  

`Look at Me´  

`Millenovecentosettantatre´  

`Six Twilights´  

`30.000 Feet Tarantella´  

`Live at the Cosmic Egg, 10.06.2000´  

`Swims EP´  

`Volcano´  

`Vor Feuerschlünden´  

`Stupid Love & Smart Laught´  

`Katodivaihe´  

`We Don’t Just Disappear´  

`Klima´  

`Je Dechire l'ongle aux criminels´  

`Wayward The Fourth´  

`Tromatic Reflexxions´  

`Dentro.´ // `Study On Babe Arcane Ethology´  

`Music Of Richard Lerman´  

`Mamono´  

`Yesterday Night You Were Slepping At My Place´  

`Aerial #1 #2 #3´  

`LAB 12 #2´  

`Still Living In The Desert´  

`Amateur´  

`Triptych Mirror´ // `Lineal´  

`Resistance Cruisers´ // `Rashaya´  

`Exposé´  

`Trees In The Attics (An Homage To Hundertwasser)´  

`Gestuelle du blue Tempo´ // `Journey Through The Shadow Of The Sun´  

`Aquarian Hymns´ // `Kaikki Mitäunohdin Sanoa´  

`Last Days Of The Sun´  

`The Green Morning´  

`Predictable point of impact´ // `#1´  

`Little Waves´  

`Polvere´  

`Electroacuousticquartett´  

`Baby Blue´  

`Part Monster´  

`Brainville 3, 16/06/2007, Paolo Pini, Milano´  

`Improbable Transgressions´  

`Faded on the Blowing of Winter´ // `The Frozen Seasons of Lisergia´  

`L’arte di sciogliere la neve´ // `La vita sociale´  

`Infinite Mind´ // `And I Pulled the Word ‘and’ From My Beard´// `Deadly Space Missions´  

`L’âme sûre ruse mal´  

`Steeljaguar for Rocket´  

`Radìs´ // `22:22´ // `Diario Acustico´  

`Empty Houses Are Lonely´  

`Journey To The Center Of Noise´  

`Eternal Castle´  

`Folk Cycles´ // `Marches Of The New World´  

`Reharsal Fakestry´  

`Metropolitan Meeting´  

`Fun From None – Live From No Fun Fest 2004 & 2005´  

`Three Rooms´  

`Sonorine´  

`Ex-perimento #5´  

`Ovary Lodge´  

`Trunkeret & Ikonisk´  

`The Missing Tapes´  

`Encomiast´  

`Aube Noire´  

`Echoes of The Whales´  

`Geneva in neve´  

`Chasms´  

`Sator´  

`Musicamorosa´  

`Uno´  

`de - tour´  

`August´  

`La peggior mezzora della vostra vita´  

`Rainy Days´  

`Meet the Bolton's´  

`The Beatlerape´  

`Live & Replayed´ // `Semisferi´ // `A Herdsman’s Life´  

`Conditions For A Piece Of Music´  

`Big Dig´  

`Sky Diary Edits´  

`Birds Of A Feather´  

`Drunken Forest´  

`At Your Service´  

`Holler´  

`Urania´  

`Walking into Sleep´  

`Tessuti – Paolo Angeli Plays Frith & Björk´ // `Mats Gustafsson / Paolo Angeli´  

`Plus vite que la musique´  

`The Séance At Hobs Lane´  

`8 Saisons à l’hombre´  

`Mount A´  

`Nei Paesi Novembre È Un Bel Mese Dell’Anno´ // `Era Notte A Sud´  

`Brevi Momenti di Presenza´  

`La chiave del 20´  

`We Are All Pan's People´  

`Sound Sculptures´  

`Strawberry Jam´  

`Arpe eolie / Arpe eolie And Other Useless Things´  

`Growing´  

`Ancient Silence´  

`The Black Wood´ // `Axes´  

`Oh! You are so naive!´