`Ti Tolgo La Vita´ // `The Scum Album´ // `Violent Potato´

Autore disco:

Dadamatto // Edible Woman // Almandino Quite Deluxe

Etichetta:

Bloody Sound Records (I) / Sweet Teddy Records (I) / Marinaio Gaio Label & Booking (I) / Eaten By Squirrels (I) // Psychotica Records (I) / Ame Records (I) / Bloody Sound Records (I) // Wallace (I) / Bar La Muerte (I)

Link:

www.dadamatto.it
www.ediblewoman.it
www.almandino.com

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2007

Titoli:

1) videodrome 2) il mio pappagallino mediterraneo 3) 1,2,3,4,5,6,7,8,’s rock’n’roll 4) sinceramente… 5) bambola gonfiabile 6) urlo confuso 7) mentre marco dorme 8) tra l’asino e l’ombra 9) spizz 10) natalino stammi vicino 11) disordine 12) eros // 1) from a taste of gez 2) nothing 3) when stars 4) mystic river 5) antonio fazio’s last prayer but one 6) right-wing 7) mouseman 8) honeyed words 9) solvine everything in a bath 10) to a full of gez // 1) violent potato 2) my beautycase is full of bones 3) boozy boogie 4) witch affair 5) i luv r’n’roll 6) blue bottle 7) big match 8) monomaniac 9) proud to play loud

Durata:

52:11 // 37:47 // 19:58

Con:

Michele Grossi, Marco Imparato, Andrea Vescovi // Andrea Giommi, Nicola Romani, Luca, Federico // She, He

variazioni rock

x Alfredo Rastelli

“Ti tolgo la vita” è l’esordio discografico dei Dadamatto, trio di Senigallia già incontrato, con il brano tra l’asino e l’ombra (qui riproposto) nella compilation “March(e) Ingegno Sonoro, vol.3-4” allestita dalla web-zine Kathodik. All’epoca, circa un anno fa, descrivevo il mio stato d’animo, dopo l’ascolto del pezzo (un nervoso stomp-punk demenziale), come diviso tra il riso e il pianto, optando poi per il primo. Un complimento, per chi non l’avesse capito. Con il debut album le cose sembrano cambiare o meglio, farsi più chiare (o si complicano?), nel senso che il gruppo, pur mantenendo alla base del suo spirito, l’ironia e il non-sense, si presenta con un lavoro più serioso e meno da cazzoni. Prova ne sia l’iniziale videodrome, suite di dodici minuti tra incalzanti stacchi funk-metal e rilassate digressioni sinfoniche poppeggianti (a cui fa il paio la finale eros). La seguente il mio pappagallino mediterraneo pone nuovamente il dilemma sul ‘essere o fare’, visto gli ammiccamenti consistenti al suono radiofonico. Molto meglio evitarli, considerando che le doti per realizzare il ‘pezzo pop d’ascolto’ ci sono tutte (senza cedere allo sputtanamento) come nelle ballate folk-rock di bambola gonfiabile e natalino stammi vicino o il cameo acustico di mentre marco dorme, forse davvero la parte migliore del disco. L’anima aggressiva ritorna inalterata con 1,2,3,4,5,6,7,8,’s rock’n’roll un ottimo noise-funk d’assalto, sinceramente…, convincente emocore, periodo inizi ’90, e il punk classicheggiante di urlo confuso e spizz. I Dadamatto hanno indubbiamente il loro perché. Produce al meglio Mattia Coletti per la cui etichetta, l’Ame Records, e in co-produzione con Psychotica Records e Bloody Sound Records, esce il secondo disco degli Edile Woman.
“The Scum Album”, dopo il noise’n’roll (definizione che per la band ho sempre trovato assai appropriato) del precedente “SPARE ME/Calf”, presenta grosse e grasse novità. In primis, c’è un aumento del potenziale pop, in seconda battuta un allargamento dello spettro sonoro (e della strumentazione, con l’aggiunta di batteria elettronica e synth), e infine una raffinatezza in ordine alla produzione, sempre perfetta, di Fabio Magistrali, prima sconosciuta nel sound della band. Il disco, è bene dirlo subito, è una meraviglia, nato sicuramente sulla scia di assidui ascolti degli ultimi tre/quattro lavori degli Oneida. Nei dieci pezzi del disco, la band plasma il rock in gioielli pop, con aperture verso il Canterbury sound (l’ottima voce trasognata, pregevole in when stars, antonio fazio’s last prayer but one, come nei migliori Rollerball), incalzanti schegge elettro-synth-pop (from a taste of gez, to a full of gez) e allucinate atmosfere psichedeliche (solvine everything in a bath). Rimane, nell’ossatura del quartetto, la struttura rock, ora drummatica (urlo confuso è dalla parte dei Liars), ora chitarristica (honeyed words), ora elettro-schizzoide (nothing). Gli Edible Woman hanno attualizzato il proprio suono ottenendo una forma ibrida di suono elettro/elettronico qualitativamente altissimo. Questo disco spacca.
In epoca di contaminazioni, la Wallace e la Bar La Muerte operano una scelta in controtendenza ma quanto mai gradita. “Violent Potato” è un disco di classico punk-rock-blues-core, e gli Almandino Quite Deluxe, un duo uomo/donna (i loro pseudonimi sono, in questo, espliciti: She, He), che richiama alla mente, per dirla tutta, gente come White Stripes (a parti invertite: lui è alla batteria, lei alla chitarra). Le due etichette di riferimento non sono tra l’altro digiune di certe sonorità, basti ricordare la produzione di band quali Satantango o Motorama, giusto per fare qualche esempio. Questo duo nostrano però rappresenta forse un caso unico nel panorama italico per la facilità con cui potrebbero passare come americani per quanto sono convincenti. Ho parlato di White Stripes ma gli Almandino Quite Deluxe, al terzo disco, sono lontani dall’annacquato blues della band americana di cui sopra. I nostri compiono infatti un percorso verso le radici della musica, verso il suono primitivo di band quali Cramps, Pussy Galore, Chrome Cranks e Mudhoney, con un aggressività e un’attitudine cieca degna dello spirito no wave, allestendo nove schegge di pura malvagità, direttamente lanciate verso il centro dell’inferno. Da porre accanto al punk più assassino presente nel catalogo In The Red.


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Data Recensione: 19/7/2007
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`Ti Tolgo La Vita´ // `The Scum Album´ // `Violent Potato´  

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`Les Ondes Silencieuses´  

`Fat Fish´  

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`Altered Realities´  

`The Sybian Sorority´  

`L’alba irradia l’inutile parola´  

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`To Seek´  

`L’Autre Cap´  

`Spots In The Sun´  

`Soundmatters´  

`Topophonic Models´  

`Девушки поют (Girls Sing)´  

`Tenno´  

`Re Worked Materials :: 1999 2002 ::´  

`Endless Night´  

`Tam-El´  

`The Tempest´  

`Camusi´  

`I luoghi del potere´  

`Short Walk with Olaf´  

`Un'estate senza pioggia´  

`Itinerant Labours´  

`Very Slow Disco Suite´  

`Cabaret per nulla´  

`C’è Ancora Vita Su Marte´  

`Testa Piena d’orche´ // `Attimo in un wormhole´  

`Look at Me´  

`Millenovecentosettantatre´  

`Six Twilights´  

`30.000 Feet Tarantella´  

`Live at the Cosmic Egg, 10.06.2000´  

`Swims EP´  

`Volcano´  

`Vor Feuerschlünden´  

`Stupid Love & Smart Laught´  

`Katodivaihe´  

`We Don’t Just Disappear´  

`Klima´  

`Je Dechire l'ongle aux criminels´  

`Wayward The Fourth´  

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`Music Of Richard Lerman´  

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`Aerial #1 #2 #3´  

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`Trees In The Attics (An Homage To Hundertwasser)´  

`Gestuelle du blue Tempo´ // `Journey Through The Shadow Of The Sun´  

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`Polvere´  

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`Part Monster´  

`Brainville 3, 16/06/2007, Paolo Pini, Milano´  

`Improbable Transgressions´  

`Faded on the Blowing of Winter´ // `The Frozen Seasons of Lisergia´  

`L’arte di sciogliere la neve´ // `La vita sociale´  

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`L’âme sûre ruse mal´  

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`Reharsal Fakestry´  

`Metropolitan Meeting´  

`Fun From None – Live From No Fun Fest 2004 & 2005´  

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`Ovary Lodge´  

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