`Mantle EP´

Autore disco:

Mantle

Etichetta:

atoproduzione (USA)

Link:

www.myspace.com/mantlemantlemantle

Formato:

CD-R

Anno di Pubblicazione:

2007

Titoli:

1) Mangled and Broken 2) Prostitutes 3) The Fire Ate The Trees 4) Major/Minor 5) You Will Listen, But Not Understand 6) Don't Be Scared There Is a Saviour 7) We're There

Durata:

20:05

Con:

Joel Pickell, Ryan Pickell, Andrew Prout, Emily Pickell e altri

Non aver paura, riusciremo a salvarci

x Lorenzo Maffucci

In quanti modi si può entrare in possesso di un disco? Un milione? Il migliore che son riuscito a sperimentare in tempi recenti è stato riceverlo direttamente dalle mani del suo autore durante il pogo nel bis di un concerto dei Deerhoof. La filiera è perfetta: c'è un produttore, c'è un consumatore e tutto intorno c'è Musica Alternativa.
Preambolo. Lo scorso 11 aprile mi svacco sulle poltrone del "Pirobutirro", il mio locale pistoiese preferito. Suonano (Justin) Vollmar ed Elephant Micah, due cantautori off di grande charme e amarezza propositiva (specialmente il primo). Vien fuori che prima di loro si esibirà un terzo personaggio, non annunciato: un giovanotto misterioso very American (da Berkeley, California, tra i venti e i venticinque anni), per caso a Firenze da un paio di settimane e per caso amico dei due musicisti in questione. Si arma di chitarra classica 2/4 (con quei ditoni!) e attacca con Moonshiner, il tradizionale hillbilly che conosco nella versione disarmante di Dylan e che lui butta là seguendo la pista degli Uncle Tupelo. Il fatto mi entusiasma al punto che decido di perdonargli qualunque scivolone da lì in avanti. Meglio così, ché in quel quarto d'ora non è che azzecchi tutto particolarmente bene; ma quel timbro di voce sì che funziona! Afono quanto basta (quanto basta?), perfetto per andare e tornare sulle quattro piste di un nastro magnetico: così me lo immagino.
Fossimo negli anni Novanta lo chiameremmo 'slacker', o tempora! Peccato che gli anni Novanta siano finiti da un pezzo. Vero?
Allora il tale si chiama semplicemente Joel Pickell. Con quella stessa voce sorda si pone domande complicate sulle ragioni politiche dei gruppi prog-rock italiani degli anni Settanta, ammette che qualche volta Will Oldham è noioso e lo prende pure un po' per i fondelli («Vai Will! You Will Miss Me When I Burn!»), si mette di fronte all'evidenza dei 'Veri Problemi' del Linguaggio del Rock e di quanto sia necessario o fuorviante aderire a una base culturale, tira fuori sentenze banali ma grondanti verità come un vangelo («Bisogna essere molto bravi per suonare da schifo». Capirai: come te li spieghi, sennò, i Guided By Voices? E i Velvet Underground?). Riferimenti: Bobby Conn (che forse non ama, cafone e punto malinconico) messo a terra dagli Uncle Tupelo di cui sopra (che proprio gli piacciono, insieme ai Genesis, a James Taylor e alla 'christian music' dei '70. Dimmi se non è punk), Elton John fuori moda beccato con le dita nel naso ai bordi di una strada di mattoni gialli, batterista metallaro estimatore dell'hip-hop Anticon che si compra una chitarra da due dollari e incide il proprio dissenso su un registratore a bobine. Già nel 2003 era apparso sulla sgangherata compilation "Krismus Karuls" della Sounds Are Active, cui partecipava con un bel pezzo di poesia casalinga, Don't Be Scared There Is a Saviour, poi recuperato e leggermente riarrangiato anche per questo EP (il maniaco del raffronto troverà la versione originale sul sito dell'etichetta). Quindi, per un periodo, aveva suonato la batteria negli Half-handed Clouds, ora su Asthmatic Kitty. Nota di colore: all'epoca, prima che lo promuovessero a mammasantissima dell'underground, in formazione c'era anche Sufjan Stevens.
Da un paio di mesi circola questo EP, autoproduzione sobria e molto ben curata in cerca di etichetta. Nel frattempo Joel si è inventato la Konstrictor, che ovviamente c'è ma non si vede: Do It Yourself. Copertina fatta a mano - un San Francesco ritagliato da una pubblicazione della cattolica Italia e appiccicato su un cielo occhiuto e falciato di inquietanti decorazioni bambinesche spalmate col bianchetto e un pennarello - e via. Ma come si fa a fare un disco? Dice: mettiamo in piedi una band e chiamiamola Mantle. Dentro, oltre a Joel, ci suonano il fratello Ryan e la sorella Emily (questi americani! sempre amici dei propri fratelli), tal Andrew Prout e altri personaggi non meglio identificati che contribuiscono con colori di piano (alla Supertramp!), violino, glockenspiel, organino. Il tutto, o quasi, è programmaticamente unplugged, col basso e la batteria che entrano ed escono come si entra e si esce dall'adolescenza durante il corso della vita: come qualche anno fa insegnarono i Grandaddy. È in un immaginario simile che si consumano le lacrimucce di The Fire Ate The Trees, violino stonato e progressioni glam-rock, e gli spasmi di batteria impazzita di Major/Minor.
Strano che fili tutto liscio come l'olio: dall'epopea campagnola di Mangled and Broken alle misteriose (?) allegorie di Prostitutes, che va subito al sodo e passa via in un minuto e mezzo, fino a You Will Listen, But Not Understand, apologia dell'(auto)controllo che introduce perfettamente allo snodo finale, We're There, il frammento forse più sincero e rappresentativo della raccolta: solo voce e chitarra a ricordare, tra le righe, che per quanto possiamo fingere siamo circondati da conturbanti testimonianze di darwinismo sociale. Non sei americano? Ciccia: non riuscirai mai a fare il rock'n'roll. In Inghilterra ci provano e saltano fuori i Klaxons. E allora?


click to enlarge!click to enlarge!
Data Recensione: 4/7/2007
  Torna al Men Principale
 Archivio dell'anno 2007 ...

`Reflect´  

`Women Take Back The Noise´  

`Gyre´  

`Flow´  

`…et les fleures éclosent à l’ombre´  

`Esperanto´  

`Zoo´  

`South Of Me´ // `For Alan Lomax´  

`Living In A Pixel´  

`A Swampadelic Blessing of Downtown SF, The Offial Bootleg´  

`Eco e Narciso´  

`Pioneer´ // `Tayutafu´  

`YC´  

`A Constant Migration [between reality and fiction]´ // `Nostalgia´ // `Fave Quotidiane´  

`New Rap´ // `Yaranaiga Dekinaikotoni Natteyuku´  

`Stots´  

`Wolfarth´ // `Drum Drama´  

`Some Thoughts About Shkrang!´  

`Warp Works & Twentieth Century Masters´  

`Bad Ground´  

`To Play – The Blemish Sessions´  

`Rational Melodies / Bedtime Stories´  

`Dreams Interrupted – The Bewilderbeat Years 1978-1980´ // `Stepping Out Of Line – The Anthology´  

`Lighting Ghost´  

`A Guide For The Perplexed´  

`Idyll EP´  

`Monolith´  

`In Reverie´ // `The Album’  

`Separate Chambers´  

`Talibam!´ // `Hungry Hungry Hemispheres´  

`Do Not Destroy´  

`Riverboat Styx´  

`One Way Ticket´  

`Piume che cadono´  

`Commuting Between The Surface & The Underworld´  

`The Shipwreck Bag Show´ // `Phonometak Series 1´  

`Triadic Memories´  

`Unjust Malaise´  

`Gold Sounds´  

`The Owl’s Map´  

`Nomtom´  

`Spellbound´  

`Ziu Zau´  

`SuperTexture´  

`Zweierlei´  

`The other side of this´  

`Into The House Of Slumber´  

`Same Place Different Weather´ // `Beau Chien ´  

`Bespoken´  

`Two’s Days / Tuesday´  

`The Restless Fall´ // `Don Quiból´  

`MiniDisc. only 3cd´ // `Three Compositions´  

`Fragile Touch Of The Coincidence´  

`La Stanza di Swedenborg´  

`Rien, Merci´  

`Ys´ // `A Wolf In Sheep’s Clothing´ // `Melody Mountain´ // `Ephemeral´  

`Paint lines on your glasses look up at the stars and play them as notes´  

`March(e)ingegno Sonoro´  

`Telegraphy By The Sea´  

`Now´ // `Crap´  

`Un Son Peut En Cacher Un Autre´  

`Rollerball´ // `Sitespecific for Orange Squirrel´  

`A tavola con il principe´ // `Split´  

`L’ocelle mare´  

`Between´ // `Love Me Two Times´ // `The Issue At Hand´  

`Sweet Noise on the Sofa´  

`Storm´ // `Jessamine´  

`In The Context Of´  

`The Indeterminate Existence´ // `Luggage´  

`Night Dancers´  

`Incurable ep´  

`It Is Freezing Out´  

`Horizontal Mover (Homage To Alvin Lucier)´  

`Secluded´  

`Antiguos Dólmenes Del Paleolítico´ // `Tape Works´ // `Kokura´  

`Fauxpas´ // `A Direct Sensuous Pleasure´  

`Don Luiggi ed altri canti a-sociali´ // `At Go Go´ // `fRr(r)´  

`The Boy Who Floated Freely´  

`I Love Machine´  

`8 x 8´  

`SAN´  

`Watch Me Getting Back The End´  

`Live At The Satyricon´  

`Toygopop´  

`Study´  

`Ex Æquo´  

`Michigan And Arcturus´  

`52 songs for 52 weeks part 1/4´ // `Winterland´ // `Norfolk Motel´  

`Sonitus 2006´  

`Plasma Expander´  

`Unfolk´  

`Sacred Ground´ // `Snug as a Gun´ // `We Are Not Obstinate Island´  

`Live! At Super Deluxe´  

`Radiorgasm´  

`Beato colui che sarà visto coi tuoi occhi – Oropa in sogno´  

`Les danseurs de la pluie´ // `5 Rimbaud 1 Verlaine´  

`Classic Erasmus Fusion´  

`First Aid Kit´  

`Universal Prostitution´  

`Coincidenza´  

`In Transmediale´  

`The Outstanding Story of Mr. Mallory´  

`Lemming´  

`Eyes Set Against The Sun´  

`Dog Series 1-12´  

`Sintesi da un diario´  

`Mainstream´  

`Vittorio Cane´  

`Polytone´  

`Nocturnal Emission 1st Flight´ // `Nocturnal E (Mix) Ssion 1st Flight´  

`Edit Sur Passage Avant Fin Ou Montée D’instrument´  

`Poste e telegrafi´  

`MKUltra´  

`Low Dinamic Orchestra´  

`Красота (Krasota)´  

`Bows’ Wind´ // `Bloom Inside Bloom Outside´  

`Get The People´ // `Long Play´  

`Spider Smile´  

`L.S.´  

`The Snow Abides´  

`Qualts art teex deleo´ // `Carne al fuoco´  

`Stars of the Lid and their Refinement of the Decline´  

`Il fiore della bocca´ // `Breath On The Floor´  

`Samsingen´  

`Inside-A-Sekt´  

`Muddy speaking ghosts through my machines´ // `The stones know everything´  

`Stof´ // `Thin Air´ // `Live at the Outpost Performance Space´  

`Schio | Duemilaquattro´  

`Here Comes The Skinny Roller´  

`Ipersensity´  

`Alejandra´  

`Monologue´  

`Musica per la lumaca più triste´  

`Split´  

`Tropism´  

`Mystère du Printemps´  

`Paramount´  

`Night Dawn Day (Music For George Romero)´  

`The Western Lands´  

`Something #1´  

`Earwash´  

`Coastal´  

`Love Is My Motor´  

`Fuzz Orchestra´ // `Non Io´  

`Action from the Basement´  

`Organ Eye´  

`Xaxapoya / Dead Voices in the Temple of Error´  

`Estamos En Todas Partes´  

`Offret - Sacrificio´  

`Goodbye Moonface´  

`Dialects´ // `This Is A Beat!´  

`Her Name´  

`Mantle EP´  

`Space Solo 1´  

`Stonewater´  

`76 Kilos Laughing´  

`Off´  

`Incantations´ // `Cruelly Coy´ // `Diffrazioni Sonore´  

`55:12´  

`After Dinner Black Out´  

`Words On The Floor´  

`Intents & Purposes´  

`Kielholen´ // `Fireproof In 8 Parts´  

`Live At Lab 12 - Part 1 Rev_Enf´ // `Live at Lab 12 - Part 2 Playing Other People - My Bundle Of Files´  

`Ti Tolgo La Vita´ // `The Scum Album´ // `Violent Potato´  

`Harpoon´ // `The Last Tree´ // `The Pirate’s Gospel´ // `Songs Whistled Through White Teeth´  

`Les Ondes Silencieuses´  

`Fat Fish´  

`Doctor´  

`Altered Realities´  

`The Sybian Sorority´  

`L’alba irradia l’inutile parola´  

`Identification With The Enemy: “A Key To The Underworld”´ // `Ku Klux Klowns´  

`To Seek´  

`L’Autre Cap´  

`Spots In The Sun´  

`Soundmatters´  

`Topophonic Models´  

`Девушки поют (Girls Sing)´  

`Tenno´  

`Re Worked Materials :: 1999 2002 ::´  

`Endless Night´  

`Tam-El´  

`The Tempest´  

`Camusi´  

`I luoghi del potere´  

`Short Walk with Olaf´  

`Un'estate senza pioggia´  

`Itinerant Labours´  

`Very Slow Disco Suite´  

`Cabaret per nulla´  

`C’è Ancora Vita Su Marte´  

`Testa Piena d’orche´ // `Attimo in un wormhole´  

`Look at Me´  

`Millenovecentosettantatre´  

`Six Twilights´  

`30.000 Feet Tarantella´  

`Live at the Cosmic Egg, 10.06.2000´  

`Swims EP´  

`Volcano´  

`Vor Feuerschlünden´  

`Stupid Love & Smart Laught´  

`Katodivaihe´  

`We Don’t Just Disappear´  

`Klima´  

`Je Dechire l'ongle aux criminels´  

`Wayward The Fourth´  

`Tromatic Reflexxions´  

`Dentro.´ // `Study On Babe Arcane Ethology´  

`Music Of Richard Lerman´  

`Mamono´  

`Yesterday Night You Were Slepping At My Place´  

`Aerial #1 #2 #3´  

`LAB 12 #2´  

`Still Living In The Desert´  

`Amateur´  

`Triptych Mirror´ // `Lineal´  

`Resistance Cruisers´ // `Rashaya´  

`Exposé´  

`Trees In The Attics (An Homage To Hundertwasser)´  

`Gestuelle du blue Tempo´ // `Journey Through The Shadow Of The Sun´  

`Aquarian Hymns´ // `Kaikki Mitäunohdin Sanoa´  

`Last Days Of The Sun´  

`The Green Morning´  

`Predictable point of impact´ // `#1´  

`Little Waves´  

`Polvere´  

`Electroacuousticquartett´  

`Baby Blue´  

`Part Monster´  

`Brainville 3, 16/06/2007, Paolo Pini, Milano´  

`Improbable Transgressions´  

`Faded on the Blowing of Winter´ // `The Frozen Seasons of Lisergia´  

`L’arte di sciogliere la neve´ // `La vita sociale´  

`Infinite Mind´ // `And I Pulled the Word ‘and’ From My Beard´// `Deadly Space Missions´  

`L’âme sûre ruse mal´  

`Steeljaguar for Rocket´  

`Radìs´ // `22:22´ // `Diario Acustico´  

`Empty Houses Are Lonely´  

`Journey To The Center Of Noise´  

`Eternal Castle´  

`Folk Cycles´ // `Marches Of The New World´  

`Reharsal Fakestry´  

`Metropolitan Meeting´  

`Fun From None – Live From No Fun Fest 2004 & 2005´  

`Three Rooms´  

`Sonorine´  

`Ex-perimento #5´  

`Ovary Lodge´  

`Trunkeret & Ikonisk´  

`The Missing Tapes´  

`Encomiast´  

`Aube Noire´  

`Echoes of The Whales´  

`Geneva in neve´  

`Chasms´  

`Sator´  

`Musicamorosa´  

`Uno´  

`de - tour´  

`August´  

`La peggior mezzora della vostra vita´  

`Rainy Days´  

`Meet the Bolton's´  

`The Beatlerape´  

`Live & Replayed´ // `Semisferi´ // `A Herdsman’s Life´  

`Conditions For A Piece Of Music´  

`Big Dig´  

`Sky Diary Edits´  

`Birds Of A Feather´  

`Drunken Forest´  

`At Your Service´  

`Holler´  

`Urania´  

`Walking into Sleep´  

`Tessuti – Paolo Angeli Plays Frith & Björk´ // `Mats Gustafsson / Paolo Angeli´  

`Plus vite que la musique´  

`The Séance At Hobs Lane´  

`8 Saisons à l’hombre´  

`Mount A´  

`Nei Paesi Novembre È Un Bel Mese Dell’Anno´ // `Era Notte A Sud´  

`Brevi Momenti di Presenza´  

`La chiave del 20´  

`We Are All Pan's People´  

`Sound Sculptures´  

`Strawberry Jam´  

`Arpe eolie / Arpe eolie And Other Useless Things´  

`Growing´  

`Ancient Silence´  

`The Black Wood´ // `Axes´  

`Oh! You are so naive!´