`Urania´

Autore disco:

Aal

Etichetta:

Afe (I)

Link:

www.aferecords.com

Formato:

5 + 1 CD-R box set

Anno di Pubblicazione:

2007

Titoli:

disc2: 1) Unknown Metal Device 2) Dogstar Frequencies 3) Translucent Surface 4) Glass Glitches 5) Benzene Iridescence 6) Unkown Metal Device 2 7) Obsidian 8) Sand-Stained, Sun-Whitened 9) Beyond Recall // disc3: 1) NGC Transmission III 2) Womb Litany 3) NGC Transmission IV // Composita Solvantur: 1) Fase solare 2) Eon Celebration 3) Unretained Light 4) In Exitu // Delicate Debris: 1) Home 2) Sunny Sunday 3) Another Little Glitch in Continuity 4) A Minor Renewal 5) Happy Insects 6) Valley Hill Hammers 7) These Are My Words 8) A Paper Forest 9) Valley Hill Hammers 2 10) Valley Hill Hammers 3 11) Delicate Debris // Engine Summer: 1) Engine Summer 2) The Fire's Singing, Too 3) Not the Same Deep Water As You 4) The Thin Identity You Wear 5) Petrified Sunlight 6) Per Aspera // La ruina [separato dal box set]: 1) La Ruina

Durata:

50:27 + 49:31 + 69:24 + 53:16 + 63:00 + [42:14]

Con:

Davide Valecchi

la musica più adatta ad un viaggio nella fantascienza

x Matteo Uggeri

Prima di iniziare è doveroso da parte mia fare tre premesse:
1 – condivido con Davide Valecchi/Aal una sincera amicizia ed una collaborazione musicale;
2 – anche Andrea Marutti di Afe Records è un mio amico, e sei anni fa pubblicò un analogo (solo per formato) cofanetto del sottoscritto;
3 – nonostante questo, i due di cui sopra hanno chiesto esplicitamente me quale sventurato recensore del corposo box Urania che ora mi trovo fra le mani e le orecchie.
Detto questo, ogni imparzialità nel giudizio del disco risulterà difficile, quindi prendete le mie parole con la dovuta distanza.

Davide Valecchi è un musicista prolifico e quindi parecchi sono i suoi lavori dalla metà degli anni novanta ad oggi, peraltro segnati da svariati progetti musicali: dall’omaggio a Photek di Solenoide alle esperienze nei gruppi metal, passando per le release sperimentali a nome Aal (quali il bellissimo “Oggi ho indossato la tua mancanza”) per infine approdare come chitarrista nel gruppo dark-rock-EBM dei Videodiva.
Nonostante la prolificità e l’appoggio di etichette a loro modo blasonate quali l’ahimé defunta S’agita recordings, il suo nome è sempre rimasto confinato alla conoscenza di un piuttosto ristretto numero di appassionati, quindi non è di certo nel tentativo di un successo commerciale che Afe decide di rendere pubblici i lavori inclusi in questo cofanetto.
Il contenuto del box raccoglie solo materiale inedito realizzato dal 2000 al 2004: inutile dire che la qualità dei dischi e dei brani è alterna, sebbene nulla resti al di sotto della soglia della decenza: al contrario, la maggior parte delle tracce è di qualità molto alta. Essendo i CD organizzati in ordine cronologico, si parte dalle composizioni un po’ ingenue di “Disc 2”, tra gli abbozzi aritmici di Unknown Metal Device e la già bella e complessa Sand-Stained, Sun-Whitened, in parte – con la sua cupezza addolcita da sparuti inserti melodico-glitch – nello stile di un Aal più maturo. Come recita anche una nota in calce al disco, massiccia è la presenza di suoni di synth ed effetti elettronici vari, utilizzati ‘in modo istintivo’, quindi forse un po’ eccessivamente ‘plasticosi’ per accontentare palati esigenti.
Molto più bizzaro “Disc 3”, dove tre lunghe e lugubri tracce sepolte tra i riverberi celano ‘trasmissioni radio e televisive, onde corte e registrazioni su nastri analogici’ che ‘si assume vengano dallo spazio’: il risultato è straniante e di non facile ascolto, dove a tratti pare effettivamente di scorgere raccapriccianti voci di alieni che complottano nel buio. Anche qui siamo di fronte ad una prova di non facile fruizione, ma per i fan di Coil e Lustmord un disco da 10 e lode (peraltro realizzato esclusivamente sul trattamento improvvisato di tali bizzarre fonti sonore).
L’impianto concettuale si fa più forte e intricato in “Composita Solvantur”, 70 minuti divisi in quattro movimenti ‘ognuno dei quali può essere considerato come una statica descrizione dello stesso posto visto da un angolo differente’. Una tematica forse vicina al Kurosawa di Rashomon ma qui in realtà esplicitamente tributata al poeta Franco Fortini, autore di un libro di cui il disco riprende il titolo. Staticità è dunque la parola chiave del CD, a mio avviso parecchio più maturo dei precedenti, che riesce a rendere i suoni più lontani dall’effetto ‘questo è un synth’, avvicinandosi all’ambito dei microsuoni ed allontanandosi lentamente dall’ambient, che ancora è però presenza forte ma gradevolmente atta ad addolcire le asperità. Splendido il modo in cui le tracce si evolvono, soprattutto in Eon Celebration, a cavallo tra il Punck di “A Constant Migration” e Pete Namlook.
Fino a questo punto s’è capito come una certa cupezza quasi di marca isolazionista abbia serpeggiato nelle tracce: chi conosce la discografia di Aal ricorderà “In Luce”, suo capolavoro sereno e leggero, tenente fede al proprio titolo. Il quinto disco di Urania, “Engine Summer”, con un suo richiamo all’estate e forse ancora alla luce, ne è in qualche modo gemello ed è stato registrato nello stesso periodo del 2003. Come “In luce”, anche questo gioiello vola più alto e si lascia alle spalle le frequenze da subwoofer, portando l’ascoltatore nella dolcezza della title track, melodica e sognante, vicina forse alle pagine migliori della prolifica Fax del già citato Namlook. Bizzarramente però altri brani si dipanano tra dissonanze da musica contemporanea ed ancora sintetizzatori in evidenza, ritornando forse un po’ indietro rispetto ai suoni affialati di “Composita Solvantur”. A questo punto ecco una sorta di svolta, dove in “Delicate Debris” Davide lascia da parte i synth e si concentra su suoni analogici di piano, chitarra, flauto e mandolino, alla ricerca di un suono più personale. Il risulatato è ottimo, e dà vita al brano migliore del box, il raffinatissimo ed emozionante Sunny Sunday, accartocciandosi poi in una serie di (questa volta brevi) brani glitch, che nell’ossessiva These are My Words rasentano addirittura il fastidio deliberato tipico di certe malignità dei Nurse With Wound. A Paper Forest e la title track ritornano invece in ameni territori ambient, chiudendo quello che è il disco più vario del lotto.

Se siete arrivati al termine di questa lunghissima e diffile recensione, avrete capito come la musica di Aal spazii in molteplici territori, i cui riferimenti vanno dai Coil ambientali ai già citati Nurse With Wound di “Soliloquy for Lilith”, utilizzando fonti sonore di ogni tipo e attraversando molti dei sottogeneri della già indefinibile musica sperimentale. Se a tutto questo aggiungete che esiste un sesto disco, ordinabile separatamente e contenente solo ed esclusivamente il suono dell’acqua di un ruscello (“La Ruina”, fiume che dà appunto titolo al disco), capirete come alla fine l’operazione di riunire e pubblicare tutti questi lavori in un’unica scatola sia stata tutt’altro che futile.
Se aggiungiamo ancora che la suddetta scatola, in piena tradizione Afe, è curata sin nel minimo dettaglio in una rispettosa imitazione delle vecchie copertine di Urania degli anni ’70 (la fantascienza è certo non solo un hobby per Davide Valecchi ed Andrea Marutti), il mio consiglio di acquistare tutto il box – sempre che siate di ascolti vicini a quelli qui lungamente citati - è quanto più possibile sincero.


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Data Recensione: 28/11/2007
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 Archivio dell'anno 2007 ...

`Reflect´  

`Women Take Back The Noise´  

`Gyre´  

`Flow´  

`…et les fleures éclosent à l’ombre´  

`Esperanto´  

`Zoo´  

`South Of Me´ // `For Alan Lomax´  

`Living In A Pixel´  

`A Swampadelic Blessing of Downtown SF, The Offial Bootleg´  

`Eco e Narciso´  

`Pioneer´ // `Tayutafu´  

`YC´  

`A Constant Migration [between reality and fiction]´ // `Nostalgia´ // `Fave Quotidiane´  

`New Rap´ // `Yaranaiga Dekinaikotoni Natteyuku´  

`Stots´  

`Wolfarth´ // `Drum Drama´  

`Some Thoughts About Shkrang!´  

`Warp Works & Twentieth Century Masters´  

`Bad Ground´  

`To Play – The Blemish Sessions´  

`Rational Melodies / Bedtime Stories´  

`Dreams Interrupted – The Bewilderbeat Years 1978-1980´ // `Stepping Out Of Line – The Anthology´  

`Lighting Ghost´  

`A Guide For The Perplexed´  

`Idyll EP´  

`Monolith´  

`In Reverie´ // `The Album’  

`Separate Chambers´  

`Talibam!´ // `Hungry Hungry Hemispheres´  

`Do Not Destroy´  

`Riverboat Styx´  

`One Way Ticket´  

`Piume che cadono´  

`Commuting Between The Surface & The Underworld´  

`The Shipwreck Bag Show´ // `Phonometak Series 1´  

`Triadic Memories´  

`Unjust Malaise´  

`Gold Sounds´  

`The Owl’s Map´  

`Nomtom´  

`Spellbound´  

`Ziu Zau´  

`SuperTexture´  

`Zweierlei´  

`The other side of this´  

`Into The House Of Slumber´  

`Same Place Different Weather´ // `Beau Chien ´  

`Bespoken´  

`Two’s Days / Tuesday´  

`The Restless Fall´ // `Don Quiból´  

`MiniDisc. only 3cd´ // `Three Compositions´  

`Fragile Touch Of The Coincidence´  

`La Stanza di Swedenborg´  

`Rien, Merci´  

`Ys´ // `A Wolf In Sheep’s Clothing´ // `Melody Mountain´ // `Ephemeral´  

`Paint lines on your glasses look up at the stars and play them as notes´  

`March(e)ingegno Sonoro´  

`Telegraphy By The Sea´  

`Now´ // `Crap´  

`Un Son Peut En Cacher Un Autre´  

`Rollerball´ // `Sitespecific for Orange Squirrel´  

`A tavola con il principe´ // `Split´  

`L’ocelle mare´  

`Between´ // `Love Me Two Times´ // `The Issue At Hand´  

`Sweet Noise on the Sofa´  

`Storm´ // `Jessamine´  

`In The Context Of´  

`The Indeterminate Existence´ // `Luggage´  

`Night Dancers´  

`Incurable ep´  

`It Is Freezing Out´  

`Horizontal Mover (Homage To Alvin Lucier)´  

`Secluded´  

`Antiguos Dólmenes Del Paleolítico´ // `Tape Works´ // `Kokura´  

`Fauxpas´ // `A Direct Sensuous Pleasure´  

`Don Luiggi ed altri canti a-sociali´ // `At Go Go´ // `fRr(r)´  

`The Boy Who Floated Freely´  

`I Love Machine´  

`8 x 8´  

`SAN´  

`Watch Me Getting Back The End´  

`Live At The Satyricon´  

`Toygopop´  

`Study´  

`Ex Æquo´  

`Michigan And Arcturus´  

`52 songs for 52 weeks part 1/4´ // `Winterland´ // `Norfolk Motel´  

`Sonitus 2006´  

`Plasma Expander´  

`Unfolk´  

`Sacred Ground´ // `Snug as a Gun´ // `We Are Not Obstinate Island´  

`Live! At Super Deluxe´  

`Radiorgasm´  

`Beato colui che sarà visto coi tuoi occhi – Oropa in sogno´  

`Les danseurs de la pluie´ // `5 Rimbaud 1 Verlaine´  

`Classic Erasmus Fusion´  

`First Aid Kit´  

`Universal Prostitution´  

`Coincidenza´  

`In Transmediale´  

`The Outstanding Story of Mr. Mallory´  

`Lemming´  

`Eyes Set Against The Sun´  

`Dog Series 1-12´  

`Sintesi da un diario´  

`Mainstream´  

`Vittorio Cane´  

`Polytone´  

`Nocturnal Emission 1st Flight´ // `Nocturnal E (Mix) Ssion 1st Flight´  

`Edit Sur Passage Avant Fin Ou Montée D’instrument´  

`Poste e telegrafi´  

`MKUltra´  

`Low Dinamic Orchestra´  

`Красота (Krasota)´  

`Bows’ Wind´ // `Bloom Inside Bloom Outside´  

`Get The People´ // `Long Play´  

`Spider Smile´  

`L.S.´  

`The Snow Abides´  

`Qualts art teex deleo´ // `Carne al fuoco´  

`Stars of the Lid and their Refinement of the Decline´  

`Il fiore della bocca´ // `Breath On The Floor´  

`Samsingen´  

`Inside-A-Sekt´  

`Muddy speaking ghosts through my machines´ // `The stones know everything´  

`Stof´ // `Thin Air´ // `Live at the Outpost Performance Space´  

`Schio | Duemilaquattro´  

`Here Comes The Skinny Roller´  

`Ipersensity´  

`Alejandra´  

`Monologue´  

`Musica per la lumaca più triste´  

`Split´  

`Tropism´  

`Mystère du Printemps´  

`Paramount´  

`Night Dawn Day (Music For George Romero)´  

`The Western Lands´  

`Something #1´  

`Earwash´  

`Coastal´  

`Love Is My Motor´  

`Fuzz Orchestra´ // `Non Io´  

`Action from the Basement´  

`Organ Eye´  

`Xaxapoya / Dead Voices in the Temple of Error´  

`Estamos En Todas Partes´  

`Offret - Sacrificio´  

`Goodbye Moonface´  

`Dialects´ // `This Is A Beat!´  

`Her Name´  

`Mantle EP´  

`Space Solo 1´  

`Stonewater´  

`76 Kilos Laughing´  

`Off´  

`Incantations´ // `Cruelly Coy´ // `Diffrazioni Sonore´  

`55:12´  

`After Dinner Black Out´  

`Words On The Floor´  

`Intents & Purposes´  

`Kielholen´ // `Fireproof In 8 Parts´  

`Live At Lab 12 - Part 1 Rev_Enf´ // `Live at Lab 12 - Part 2 Playing Other People - My Bundle Of Files´  

`Ti Tolgo La Vita´ // `The Scum Album´ // `Violent Potato´  

`Harpoon´ // `The Last Tree´ // `The Pirate’s Gospel´ // `Songs Whistled Through White Teeth´  

`Les Ondes Silencieuses´  

`Fat Fish´  

`Doctor´  

`Altered Realities´  

`The Sybian Sorority´  

`L’alba irradia l’inutile parola´  

`Identification With The Enemy: “A Key To The Underworld”´ // `Ku Klux Klowns´  

`To Seek´  

`L’Autre Cap´  

`Spots In The Sun´  

`Soundmatters´  

`Topophonic Models´  

`Девушки поют (Girls Sing)´  

`Tenno´  

`Re Worked Materials :: 1999 2002 ::´  

`Endless Night´  

`Tam-El´  

`The Tempest´  

`Camusi´  

`I luoghi del potere´  

`Short Walk with Olaf´  

`Un'estate senza pioggia´  

`Itinerant Labours´  

`Very Slow Disco Suite´  

`Cabaret per nulla´  

`C’è Ancora Vita Su Marte´  

`Testa Piena d’orche´ // `Attimo in un wormhole´  

`Look at Me´  

`Millenovecentosettantatre´  

`Six Twilights´  

`30.000 Feet Tarantella´  

`Live at the Cosmic Egg, 10.06.2000´  

`Swims EP´  

`Volcano´  

`Vor Feuerschlünden´  

`Stupid Love & Smart Laught´  

`Katodivaihe´  

`We Don’t Just Disappear´  

`Klima´  

`Je Dechire l'ongle aux criminels´  

`Wayward The Fourth´  

`Tromatic Reflexxions´  

`Dentro.´ // `Study On Babe Arcane Ethology´  

`Music Of Richard Lerman´  

`Mamono´  

`Yesterday Night You Were Slepping At My Place´  

`Aerial #1 #2 #3´  

`LAB 12 #2´  

`Still Living In The Desert´  

`Amateur´  

`Triptych Mirror´ // `Lineal´  

`Resistance Cruisers´ // `Rashaya´  

`Exposé´  

`Trees In The Attics (An Homage To Hundertwasser)´  

`Gestuelle du blue Tempo´ // `Journey Through The Shadow Of The Sun´  

`Aquarian Hymns´ // `Kaikki Mitäunohdin Sanoa´  

`Last Days Of The Sun´  

`The Green Morning´  

`Predictable point of impact´ // `#1´  

`Little Waves´  

`Polvere´  

`Electroacuousticquartett´  

`Baby Blue´  

`Part Monster´  

`Brainville 3, 16/06/2007, Paolo Pini, Milano´  

`Improbable Transgressions´  

`Faded on the Blowing of Winter´ // `The Frozen Seasons of Lisergia´  

`L’arte di sciogliere la neve´ // `La vita sociale´  

`Infinite Mind´ // `And I Pulled the Word ‘and’ From My Beard´// `Deadly Space Missions´  

`L’âme sûre ruse mal´  

`Steeljaguar for Rocket´  

`Radìs´ // `22:22´ // `Diario Acustico´  

`Empty Houses Are Lonely´  

`Journey To The Center Of Noise´  

`Eternal Castle´  

`Folk Cycles´ // `Marches Of The New World´  

`Reharsal Fakestry´  

`Metropolitan Meeting´  

`Fun From None – Live From No Fun Fest 2004 & 2005´  

`Three Rooms´  

`Sonorine´  

`Ex-perimento #5´  

`Ovary Lodge´  

`Trunkeret & Ikonisk´  

`The Missing Tapes´  

`Encomiast´  

`Aube Noire´  

`Echoes of The Whales´  

`Geneva in neve´  

`Chasms´  

`Sator´  

`Musicamorosa´  

`Uno´  

`de - tour´  

`August´  

`La peggior mezzora della vostra vita´  

`Rainy Days´  

`Meet the Bolton's´  

`The Beatlerape´  

`Live & Replayed´ // `Semisferi´ // `A Herdsman’s Life´  

`Conditions For A Piece Of Music´  

`Big Dig´  

`Sky Diary Edits´  

`Birds Of A Feather´  

`Drunken Forest´  

`At Your Service´  

`Holler´  

`Urania´  

`Walking into Sleep´  

`Tessuti – Paolo Angeli Plays Frith & Björk´ // `Mats Gustafsson / Paolo Angeli´  

`Plus vite que la musique´  

`The Séance At Hobs Lane´  

`8 Saisons à l’hombre´  

`Mount A´  

`Nei Paesi Novembre È Un Bel Mese Dell’Anno´ // `Era Notte A Sud´  

`Brevi Momenti di Presenza´  

`La chiave del 20´  

`We Are All Pan's People´  

`Sound Sculptures´  

`Strawberry Jam´  

`Arpe eolie / Arpe eolie And Other Useless Things´  

`Growing´  

`Ancient Silence´  

`The Black Wood´ // `Axes´  

`Oh! You are so naive!´