`Harpoon´ // `The Last Tree´ // `The Pirate’s Gospel´ // `Songs Whistled Through White Teeth´

Autore disco:

Larkin Grimm // Larkin Grimm // Alela Diane // Alela Diane

Etichetta:

Secret Eye (USA) // Secret Eye (USA) // Holocene Music (USA) // Names Records (GB)

Link:

www.larkingrimm.com
secreteye.org/
www.aleladiane.com/
www.holocenemusic.com/
www.namesrecords.com/

Formato:

CD // CD // CD // 10-inch

Anno di Pubblicazione:

2005 // 2006 // 2006

Titoli:

1) Entrance 2) Going Out 3) Patch It Up 4) Pigeon Food 5) I Am Eating Your Deathly Dreams 6) One Hundred Men 7) Future Friend 8) Go Gently 9) Harpoon Baptism 10) I Killed Someone 11) Don’t Come Down, Darkness 12) Touch Me, Shaping Hands 13) White Water // 1) The Last Tree 2) Into The Grey Forest, Breathing Love 3) I Killed Someone (Part 2) 4) There Is A Giant Panther 5) Little Weeper 6) The Most Excruciating Vibe 7) No Moonlight 8) Strange Creature 9) The Sun Comes Up 10) Link In Your Chain 11) Rocky Top 12) The Waterfall // 1) Tired Feet 2) The Rifle 3) The Pirates Gospel 4) Foreign Tongue 5) Can You Blame The Sky? (Mothers Love) 6) Somethings Gone Awry 7) Pieces Of String 8) Clickity Clack 9) Sister Self 10) Pigeon Song 11) Oh! My Mama // 1) Dry Grass & Shadows 2) My Brambles 3) Tatted Lace 4) Lady Divine 5) Slow Your Dancing 6) Up North

Durata:

45:00 // 51:26 // 38:33 // 20:30 ca

Con:

Larkin Grimm + ? // Larkin Grimm, John Grimm, Annelise Grimm, Tom Van Buskirk, George Langford, Teppei Ozawa, Haley O’Connor, Sophia Dixon, Kelly Cook, Lora Polangco, Sadie Underhill // Adela Diane Menig, Mariee Sioux, Tom Menig, Jeff Thorsby, Art Echternacht, Miranda Menig, Kaleb Wilbourne, Lindsay Clark, Matt Gottschalk, Ryan Schwartz // Adela Diane Menig, Mariee Sioux, Tom Menig

una musica formato famiglia?

x e. g. (no ©)

Larkin Grimm è diventata un piccolo mito nel 'belpaese', nel senso che un po' tutti ne parlano, in conseguenza di un breve tour che ha orientato l'interesse del pubblico e degli addetti ai lavori anche verso la sua contenuta discografia. Con un nome così, da animaletto di peluche, riesce ad eludere la realtà di un meddley fa Joni Mitchell, Incredible String Band e Tim Buckley, con una vena campagnola alla Vashti Bunyan, e con un’esuberante fioritura strumentale fatta di chitarre, violini, mandolini, dulcimer, flauti, organo hammond, zither, autoharp, banjo e percussioni assortite (ma fortunatamente gli strumenti non vengono mai utilizzati tutti asieme nello stesso brano). L’elemento centrale della sua musica mi sembra rappresentato da un non meglio definito ritorno alla natura selvaggia, probabilmente rappresentata dal giardino di casa, e da un non meglio definito ‘orientalismo’ da cartolina, ché poi magari l'unico approccio reale con la civiltà orientale è quello della facoltosa turista. Ma il modo in cui critico una certo infantilismo non deve far pensare ad una critica nei confronti dei due dischi della Grimm, ché è proprio questa manifesta ingenuità a renderli interessanti. E i momenti meno riusciti mi sembrano proprio quelli più seriosi nei quali osa troppo, quelli in cui vuole fare troppo il Tim Buckley – cosa che neppure allo stesso Tim Buckley riusciva sempre bene – e sono soprattutto concentrati nel secondo disco. È chiaro quindi che preferisco “Harpoon”, ma non solo perché mi sembra più semplice e genuino, bensì anche in virtù di alcune canzoni dal passo davvero superiore: Going Out, solo canto e strumenti a percussione, One Hundred Men, poche corde a sostenere varie tonalità vocali, Go Gently / Harpoon Baptism, due pezzi corali e dalle atmosfere gospeleggianti (ma in Harpoon Baptism c’è anche una risata da stregacciona che fa pensare a Gilli Smyth), I Killed Someone, ancora un brano centrato su una scansione ritmica in bella evidenza, e Don’t Come Down, Darkness, che ricorda vagamente il Neil Young più acustico. “The Last Tree” ha invece il pregio di iniziare molto bene - ah!?!!, che delizia gli aromi incrediblestringbandiani che introducono il disco - per poi arenarsi già dal secondo brano in ululati poco credibili da qualsiasi parte li si prenda. Da qui in avanti è un continuo alternarsi di momenti più o meno riusciti, fino a toccare un nuovo vertice veramente impeccabile in No Moonlight (ancora ‘...stringband’ all’orizzonte) e replicare davvero in bellezza con Link In Your Chain (Joni Mitchell in erba al 100%), ma l’abilità nel fare un disco consiste anche nel saperlo fare in continuo crescendo e senza mai perdere il senso della misura. E definire quei versacci di Lora Polangco in The Most Excruciating Vibe come 'orgasm’ mi sembra davvero una cosa ridicola… reclamo a gran voce Jane Birkin.
Alela Diane è stata da più parti paragonata a Larkin Grimm, in realtà le due hanno in comune un certo mudus operandi, del quale dirò poi, mentre mi sembrano piuttosto diverse nell’impostazione musicale, e la differenza è già racchiusa nel titolo dato dalla prima al suo CD d’esordio: “The Pirate’s Gospel”. Dalla parte di Alela, quindi, ci sono una voce ed un’attitudine più nere che fanno pensare a Laura Nyro e/o a Bessie Smith, ma soprattutto fanno pensare alla Karen Dalton di “It’s So Hard To Tell Who’s Going To Love You The Best”. Le sue sono canzoni nel significato più classico del termine e la strumentazione utilizzata è molto più sobria, con chitarre, piano, banjo e mandolino (anche nel suo caso gli strumenti e gli strumentisti cambiano di brano in brano, e in larga misura la voce viene accompagnata solo dalla chitarra). Nel complesso non vengono mai raggiunte le vette della Grimm, ma in realtà non ci sono neppure cadute di tono, e Alela Diane mostra soprattutto di essere in possesso di un maggior ‘autocontrollo’, oltreché di una vena compositiva piuttosto felice. La sua è una storia quasi banale: due CD autoprodotti fra il 2003 e il 2004, con il secondo che è arrivato nelle mani giuste e nel 2006 è stato ristampato con qualche rimaneggiamento nella scaletta (è stato purgato di quattro canzoni, ad alcune di esse è stato cambiato il titolo e l’ordine sequenziale è stato leggermente modoficato) su Holocene Music (negli USA) e Names Records (in Gran Bretagna). Subito a ruota la Names Records ha pubblicato anche un 10 pollici con sei nuove canzoni. Il successo mi sembra a questo punto assicurato, almeno stando alle recensioni entusiaste che si vedono in giro (“The Pirate’s Gospel” è stato fatto disco della settimana nella prestigiosa rivista francese “Octopus”).
Ma queste due cantautrici, al di la delle loro indubbie qualità, offrono anche lo spunto per altre riflessioni.
Innanzi tutto sembra che il vivaio della squadra cantautorale a stelle e strisce sia praticamente inesauribile, e per ogni Devendra o Joanna che si trasformano in personaggi da copertina ce ne sono numerosi altri pronti a rimpiazzarli nel cuore degli appassionati di musica. La seconda considerazione è più complessa e non riguarda un dato di fatto come la precedente, ma si tratta di un’analisi riguardante una tendenza ancora da verificare, sia per quanto riguarda il suo effettivo iter sia per quanto riguarda la sua reale portata. Prendete “The Last Tree” di Larkin Grimm e spulciate fra i nomi degli strumentisti coinvolti, vi troverete quelli di John Grimm e Annelise Grimm, oltre a quello di Sadie Underhill (7 anni) che, probabilmente, è un’amica di famiglia. Fate la stessa cosa con “The Pirate’s Gospel” e incapperete nei nomi di Tom Menig (il genitore della ragazza), Miranda Menig (la cuginetta di 8 anni) e Kaleb Wilbourne (5 anni), e inoltre potrete osservare come il disco sia stato registrato e mixato proprio da Tom Menig. Ci sono altri segnali in tal senso, e non solo negli Stati Uniti, e sembra che la gestione della produzione musicale stia passando dal livello domestico (l’home-made) a quello familiare. E, a dispetto delle apparenze, fra i due concetti c’è una differenza enorme : da una parte è il musicista che decide di autoprodursi e distribuire personalmente la propria musica e dall’altra ci sono i genitori che si fanno pigmalioni e manager dei propri figli. Non so trarne nessuna conclusione, e non so neppure se questo può essere o meno positivo per la musica, mi limito quindi ad azzardare delle ipotesi. Una gestione simile di una musica caratterialmente e culturalmente 'giovanile', soprattutto se ben manifesta, fa perdere completamente alla stessa quell'immaginario trasgressivo e antistituzionale che da sempre la caratterizzano, ed una musica che va bene per i genitori e per i figli, per gli insegnanti e per gli allievi, per i dirigenti e per i sottoposti, per i governanti e per i governati non può essere che una musica ‘vecchia’. Riguardo allo specifico della gestione familiare non avrei nulla da eccepire, se non che tale gestione non mi sembra poi corrispondere alla gestione da parte di una famiglia ‘evoluta’ (almeno negli esempi che mi sono trovato davanti) quanto alla gestione da parte di un vecchio modello di famiglia patriarcale, cioè da parte del padre. Purtroppo dietro alla gestione familiare potrebbe non esserci un motivo 'idealistico', come era successo nell'autoproduzione (vedi ad esempio quelle dei Caroliner), ma un tentativo di lanciare i propri figli, una volta compresone il talento, nel music business, non tanto per dare libero sfogo alla loro personalità artistica quanto nel tentativo meno nobile de fare un sacco di soldi. La qual cosa è indubbiamente lecita, sempre che rimanga entro i limiti di un comportamento etico e/o morale ineccepibile. Ma tutta la faccenda mi ricorda quanto è già successo nello sport, nel cinema, nella televisione ed in altre discipline, ambienti nei quali i genitori hanno messo i figli nelle mani dei vari pescicani, diventando pescicani essi stessi e facendosi promotori, magari inconsapevoli, di quello che possiamo definire come un modello di pedofilia autorizzato e generato dall'illusione di sbancare il montepremi. D’altronde coloro che hanno un figlio adolescente sono cresciuti con il mito del soldo guadagnato facilmente cantando una canzone e/o tirando un calcio al pallone, ubriachi di una filosofia da far west per cui se lui ce l’ha fatta ce la posso fare anch’io, senza considerare che chi ha sfondato lo ha fatto grazie alle (o a scapito delle) migliaia di singole unità che sono rimaste al palo. È un po’ una versione moderna della classica lotteria (vince uno solo e vince a detrimento dei numerosissimi perdenti) o dell’assalto all’arma bianca (dieci sfondano le linee nemiche e diecimila restano sul terreno senza vita). Voglio sperare di no, ma è questo che potrebbe esserci dietro la facciata o che potrebbe comunque attenderci dietro l’angolo.


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Data Recensione: 19/7/2007
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 Archivio dell'anno 2007 ...

`Reflect´  

`Women Take Back The Noise´  

`Gyre´  

`Flow´  

`…et les fleures éclosent à l’ombre´  

`Esperanto´  

`Zoo´  

`South Of Me´ // `For Alan Lomax´  

`Living In A Pixel´  

`A Swampadelic Blessing of Downtown SF, The Offial Bootleg´  

`Eco e Narciso´  

`Pioneer´ // `Tayutafu´  

`YC´  

`A Constant Migration [between reality and fiction]´ // `Nostalgia´ // `Fave Quotidiane´  

`New Rap´ // `Yaranaiga Dekinaikotoni Natteyuku´  

`Stots´  

`Wolfarth´ // `Drum Drama´  

`Some Thoughts About Shkrang!´  

`Warp Works & Twentieth Century Masters´  

`Bad Ground´  

`To Play – The Blemish Sessions´  

`Rational Melodies / Bedtime Stories´  

`Dreams Interrupted – The Bewilderbeat Years 1978-1980´ // `Stepping Out Of Line – The Anthology´  

`Lighting Ghost´  

`A Guide For The Perplexed´  

`Idyll EP´  

`Monolith´  

`In Reverie´ // `The Album’  

`Separate Chambers´  

`Talibam!´ // `Hungry Hungry Hemispheres´  

`Do Not Destroy´  

`Riverboat Styx´  

`One Way Ticket´  

`Piume che cadono´  

`Commuting Between The Surface & The Underworld´  

`The Shipwreck Bag Show´ // `Phonometak Series 1´  

`Triadic Memories´  

`Unjust Malaise´  

`Gold Sounds´  

`The Owl’s Map´  

`Nomtom´  

`Spellbound´  

`Ziu Zau´  

`SuperTexture´  

`Zweierlei´  

`The other side of this´  

`Into The House Of Slumber´  

`Same Place Different Weather´ // `Beau Chien ´  

`Bespoken´  

`Two’s Days / Tuesday´  

`The Restless Fall´ // `Don Quiból´  

`MiniDisc. only 3cd´ // `Three Compositions´  

`Fragile Touch Of The Coincidence´  

`La Stanza di Swedenborg´  

`Rien, Merci´  

`Ys´ // `A Wolf In Sheep’s Clothing´ // `Melody Mountain´ // `Ephemeral´  

`Paint lines on your glasses look up at the stars and play them as notes´  

`March(e)ingegno Sonoro´  

`Telegraphy By The Sea´  

`Now´ // `Crap´  

`Un Son Peut En Cacher Un Autre´  

`Rollerball´ // `Sitespecific for Orange Squirrel´  

`A tavola con il principe´ // `Split´  

`L’ocelle mare´  

`Between´ // `Love Me Two Times´ // `The Issue At Hand´  

`Sweet Noise on the Sofa´  

`Storm´ // `Jessamine´  

`In The Context Of´  

`The Indeterminate Existence´ // `Luggage´  

`Night Dancers´  

`Incurable ep´  

`It Is Freezing Out´  

`Horizontal Mover (Homage To Alvin Lucier)´  

`Secluded´  

`Antiguos Dólmenes Del Paleolítico´ // `Tape Works´ // `Kokura´  

`Fauxpas´ // `A Direct Sensuous Pleasure´  

`Don Luiggi ed altri canti a-sociali´ // `At Go Go´ // `fRr(r)´  

`The Boy Who Floated Freely´  

`I Love Machine´  

`8 x 8´  

`SAN´  

`Watch Me Getting Back The End´  

`Live At The Satyricon´  

`Toygopop´  

`Study´  

`Ex Æquo´  

`Michigan And Arcturus´  

`52 songs for 52 weeks part 1/4´ // `Winterland´ // `Norfolk Motel´  

`Sonitus 2006´  

`Plasma Expander´  

`Unfolk´  

`Sacred Ground´ // `Snug as a Gun´ // `We Are Not Obstinate Island´  

`Live! At Super Deluxe´  

`Radiorgasm´  

`Beato colui che sarà visto coi tuoi occhi – Oropa in sogno´  

`Les danseurs de la pluie´ // `5 Rimbaud 1 Verlaine´  

`Classic Erasmus Fusion´  

`First Aid Kit´  

`Universal Prostitution´  

`Coincidenza´  

`In Transmediale´  

`The Outstanding Story of Mr. Mallory´  

`Lemming´  

`Eyes Set Against The Sun´  

`Dog Series 1-12´  

`Sintesi da un diario´  

`Mainstream´  

`Vittorio Cane´  

`Polytone´  

`Nocturnal Emission 1st Flight´ // `Nocturnal E (Mix) Ssion 1st Flight´  

`Edit Sur Passage Avant Fin Ou Montée D’instrument´  

`Poste e telegrafi´  

`MKUltra´  

`Low Dinamic Orchestra´  

`Красота (Krasota)´  

`Bows’ Wind´ // `Bloom Inside Bloom Outside´  

`Get The People´ // `Long Play´  

`Spider Smile´  

`L.S.´  

`The Snow Abides´  

`Qualts art teex deleo´ // `Carne al fuoco´  

`Stars of the Lid and their Refinement of the Decline´  

`Il fiore della bocca´ // `Breath On The Floor´  

`Samsingen´  

`Inside-A-Sekt´  

`Muddy speaking ghosts through my machines´ // `The stones know everything´  

`Stof´ // `Thin Air´ // `Live at the Outpost Performance Space´  

`Schio | Duemilaquattro´  

`Here Comes The Skinny Roller´  

`Ipersensity´  

`Alejandra´  

`Monologue´  

`Musica per la lumaca più triste´  

`Split´  

`Tropism´  

`Mystère du Printemps´  

`Paramount´  

`Night Dawn Day (Music For George Romero)´  

`The Western Lands´  

`Something #1´  

`Earwash´  

`Coastal´  

`Love Is My Motor´  

`Fuzz Orchestra´ // `Non Io´  

`Action from the Basement´  

`Organ Eye´  

`Xaxapoya / Dead Voices in the Temple of Error´  

`Estamos En Todas Partes´  

`Offret - Sacrificio´  

`Goodbye Moonface´  

`Dialects´ // `This Is A Beat!´  

`Her Name´  

`Mantle EP´  

`Space Solo 1´  

`Stonewater´  

`76 Kilos Laughing´  

`Off´  

`Incantations´ // `Cruelly Coy´ // `Diffrazioni Sonore´  

`55:12´  

`After Dinner Black Out´  

`Words On The Floor´  

`Intents & Purposes´  

`Kielholen´ // `Fireproof In 8 Parts´  

`Live At Lab 12 - Part 1 Rev_Enf´ // `Live at Lab 12 - Part 2 Playing Other People - My Bundle Of Files´  

`Ti Tolgo La Vita´ // `The Scum Album´ // `Violent Potato´  

`Harpoon´ // `The Last Tree´ // `The Pirate’s Gospel´ // `Songs Whistled Through White Teeth´  

`Les Ondes Silencieuses´  

`Fat Fish´  

`Doctor´  

`Altered Realities´  

`The Sybian Sorority´  

`L’alba irradia l’inutile parola´  

`Identification With The Enemy: “A Key To The Underworld”´ // `Ku Klux Klowns´  

`To Seek´  

`L’Autre Cap´  

`Spots In The Sun´  

`Soundmatters´  

`Topophonic Models´  

`Девушки поют (Girls Sing)´  

`Tenno´  

`Re Worked Materials :: 1999 2002 ::´  

`Endless Night´  

`Tam-El´  

`The Tempest´  

`Camusi´  

`I luoghi del potere´  

`Short Walk with Olaf´  

`Un'estate senza pioggia´  

`Itinerant Labours´  

`Very Slow Disco Suite´  

`Cabaret per nulla´  

`C’è Ancora Vita Su Marte´  

`Testa Piena d’orche´ // `Attimo in un wormhole´  

`Look at Me´  

`Millenovecentosettantatre´  

`Six Twilights´  

`30.000 Feet Tarantella´  

`Live at the Cosmic Egg, 10.06.2000´  

`Swims EP´  

`Volcano´  

`Vor Feuerschlünden´  

`Stupid Love & Smart Laught´  

`Katodivaihe´  

`We Don’t Just Disappear´  

`Klima´  

`Je Dechire l'ongle aux criminels´  

`Wayward The Fourth´  

`Tromatic Reflexxions´  

`Dentro.´ // `Study On Babe Arcane Ethology´  

`Music Of Richard Lerman´  

`Mamono´  

`Yesterday Night You Were Slepping At My Place´  

`Aerial #1 #2 #3´  

`LAB 12 #2´  

`Still Living In The Desert´  

`Amateur´  

`Triptych Mirror´ // `Lineal´  

`Resistance Cruisers´ // `Rashaya´  

`Exposé´  

`Trees In The Attics (An Homage To Hundertwasser)´  

`Gestuelle du blue Tempo´ // `Journey Through The Shadow Of The Sun´  

`Aquarian Hymns´ // `Kaikki Mitäunohdin Sanoa´  

`Last Days Of The Sun´  

`The Green Morning´  

`Predictable point of impact´ // `#1´  

`Little Waves´  

`Polvere´  

`Electroacuousticquartett´  

`Baby Blue´  

`Part Monster´  

`Brainville 3, 16/06/2007, Paolo Pini, Milano´  

`Improbable Transgressions´  

`Faded on the Blowing of Winter´ // `The Frozen Seasons of Lisergia´  

`L’arte di sciogliere la neve´ // `La vita sociale´  

`Infinite Mind´ // `And I Pulled the Word ‘and’ From My Beard´// `Deadly Space Missions´  

`L’âme sûre ruse mal´  

`Steeljaguar for Rocket´  

`Radìs´ // `22:22´ // `Diario Acustico´  

`Empty Houses Are Lonely´  

`Journey To The Center Of Noise´  

`Eternal Castle´  

`Folk Cycles´ // `Marches Of The New World´  

`Reharsal Fakestry´  

`Metropolitan Meeting´  

`Fun From None – Live From No Fun Fest 2004 & 2005´  

`Three Rooms´  

`Sonorine´  

`Ex-perimento #5´  

`Ovary Lodge´  

`Trunkeret & Ikonisk´  

`The Missing Tapes´  

`Encomiast´  

`Aube Noire´  

`Echoes of The Whales´  

`Geneva in neve´  

`Chasms´  

`Sator´  

`Musicamorosa´  

`Uno´  

`de - tour´  

`August´  

`La peggior mezzora della vostra vita´  

`Rainy Days´  

`Meet the Bolton's´  

`The Beatlerape´  

`Live & Replayed´ // `Semisferi´ // `A Herdsman’s Life´  

`Conditions For A Piece Of Music´  

`Big Dig´  

`Sky Diary Edits´  

`Birds Of A Feather´  

`Drunken Forest´  

`At Your Service´  

`Holler´  

`Urania´  

`Walking into Sleep´  

`Tessuti – Paolo Angeli Plays Frith & Björk´ // `Mats Gustafsson / Paolo Angeli´  

`Plus vite que la musique´  

`The Séance At Hobs Lane´  

`8 Saisons à l’hombre´  

`Mount A´  

`Nei Paesi Novembre È Un Bel Mese Dell’Anno´ // `Era Notte A Sud´  

`Brevi Momenti di Presenza´  

`La chiave del 20´  

`We Are All Pan's People´  

`Sound Sculptures´  

`Strawberry Jam´  

`Arpe eolie / Arpe eolie And Other Useless Things´  

`Growing´  

`Ancient Silence´  

`The Black Wood´ // `Axes´  

`Oh! You are so naive!´